Quarnero e Gorski kotar: 161 casi in 24 ore (foto e video)

Nelle ultime 24 ore nella Regione litoraneo-montana sono stati registrati 161 nuovi casi di Covid-19 (a fronte di 957 tamponi effettuati) e due decessi. Si tratta di pazienti nati nel 1937 e deceduti al Centro clinico-ospedaliero di Fiume. Lo ha fatto sapere la Task force della Protezione civile regionale. Sempre nelle passate 24 ore, 51 persone sono guarite il che significa che i casi attivi di coronavirus nel Quarnero e Gorski kotar sono attualmente 1.279. Secondo l’epidemiologo Dobrica Rončević l’epidemia nella Regione litoraneo-montana si trova in una fase stagnante. Stabile pure la percentuale degli anziani rispetto al numero dei contagiati, attestata al 12%, il che significa che non si è verificato un aumento consistente in questa fascia d’età. In Regione sono attivi tre focolai, ovvero le Case dell’anziano di Volosca, Costabella e Viškovo. Secondo i dati forniti dalla Protezione civile di Abbazia, nella Casa dell’anziano di Volosca hanno contratto il virus 25 assistiti. Nelle altre due strutture la percentuale dei contagiati è dell’1,1% e del 10%. Nelle tre strutture sono risultati positivi al virus complessivamente 38 assistiti, di cui cinque sono ricoverati in ospedale, e 9 dipendenti. Attualmente nell’Università di Fiume sono contagiati 63 studenti e 16 dipendenti. Sono in isolamento 125 studenti e 24 dipendenti. La maggior parte dei contagi riguarda la Città di Fiume e il circondario, quindi la Liburnia, il Gorski kotar, mentre nelle isole il numero dei malati è minimo. Nel Centro clinico-ospedaliero di Fiume sono ricoverati 53 pazienti Covid. Nella Clinica per le malattie infettive sono in cura 22 pazienti, mentre in quella di otorinolaringologia altri 17. Nel centro per la respirazione assistita sono degenti 14 persone, di cui cinque attaccate al respiratore.
L’epidemiologo Dobrica Rončević ha reso noto che non è stata ancora identificata la causa della diffusione del virus nelle Case dell’anziano, considerati i severi controlli che vengono applicati nelle strutture. Si suppone che possa essere stato trasmesso dagli assistiti che escono dalle strutture per sottoporsi alle cure necessarie oppure dai dipendenti.








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