Inflazione che morde, stipendi che crescono ma non sempre abbastanza. La domanda che molti si fanno è semplice: oggi in Croazia si riesce davvero a vivere meglio? I numeri aiutano a farsi un’idea. Secondo i dati della piattaforma globale Numbeo, per un single servono in media 762 euro al mese per coprire le spese di base. Una famiglia di quattro persone arriva a 2.706 euro. Attenzione però: nel conto non rientra l’affitto, né le spese per l’auto, l’assicurazione, la sanità, le sigarette o gli imprevisti. In altre parole, è una fotografia “pulita” dei consumi essenziali, non della vita reale con tutte le sue variabili.
Dove finiscono i soldi dei croati?
L’ultima indagine sui consumi mostra che oltre un quarto del budget familiare (27 per cento) finisce nel carrello della spesa. Subito dopo arrivano i trasporti (15,5 per cento) e le utenze domestiche (14,5 per cento). Abbigliamento, comunicazioni, arredo casa e cura personale si dividono il resto. Il cibo, insomma, resta la voce più pesante. E chi fa la spesa lo sa bene, scrive tportal.
Spalato la più cara, Osijek la più leggera
Tra le quattro città più grandi del Paese, è Spalato a guidare la classifica del costo della vita. Nel capoluogo dalmata servono 833 euro al mese per un single e quasi 2.950 euro per una famiglia di quattro persone: circa il 10 per cento in più rispetto alla media nazionale.
Zagabria segue a ruota. Nella capitale un single spende in media 794 euro, una famiglia 2.818. Qui però gli stipendi sono più alti: la retribuzione media è circa il 16 per cento superiore a quella di Spalato e addirittura il 40 per cento più alta rispetto a Osijek.
Fiume si colloca quasi perfettamente in linea con la media nazionale: 781 euro per un single, 2.769 per una famiglia. Il costo della vita è leggermente più basso rispetto a Zagabria, ma anche gli stipendi sono inferiori. Tradotto: si spende un po’ meno, ma si guadagna anche meno.
Osijek è la città più conveniente. Per coprire le spese essenziali bastano 708 euro al mese per un single e 2.479 euro per una famiglia. Utenze, trasporti e ristorazione costano meno rispetto alle città costiere. Ma c’è un rovescio della medaglia: i salari sono sensibilmente più bassi, e il livello di benessere complessivo resta il più modesto tra i quattro centri analizzati.
Il nodo affitti
Fin qui, però, abbiamo parlato di chi vive in una casa di proprietà. Per chi è in affitto la situazione cambia radicalmente. I canoni non sono inclusi nel calcolo di Numbeo, ma incidono in modo pesante sui bilanci familiari.
Il caso più critico è Spalato: un bilocale fuori dal centro costa intorno ai 666 euro al mese, mentre in centro si superano i 900 euro. Prezzi più alti di circa il 20 per cento rispetto a Zagabria. Osijek resta la più accessibile anche sotto questo profilo, con affitti nettamente più bassi.
In sintesi: sì, gli stipendi stanno crescendo, ma la geografia fa la differenza. Sulla costa si paga di più, nella capitale si guadagna di più, nell’est si spende meno ma si vive con entrate più contenute. E alla fine, come sempre, la vera domanda resta la stessa: non quanto costa vivere, ma quanto resta in tasca a fine mese.
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