Marce antifasciste, il ministro: «Polizia rapida e professionale»

0
Marce antifasciste, il ministro: «Polizia rapida e professionale»
La manifestazione Uniti contro il fascismo a Fiume. Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Il ministro dell’Interno Davor Božinović, è intervenuto oggi, lunedì 1 dicembre, sulla serie di incidenti registrati durante le manifestazioni “Uniti contro il fascismo”, organizzate domenica in diverse città della Croazia. In un lungo intervento pubblicato su Facebook, il ministro ha rivendicato l’operato della polizia, definendolo “rapido e professionale”, soprattutto nei casi di Zara e Fiume, alcuni gruppi di giovani hanno tentato di disturbare i cortei.

“Proteggiamo la sicurezza dei cittadini in egual misura, anche quando si protesta contro le istituzioni dello Stato e persino contro la polizia stessa”, ha scritto Božinović, sottolineando come le manifestazioni di Zagabria e Pola si siano svolte senza intoppi, mentre nelle altre due città si sono registrati episodi di tensione. Il ministro ha ringraziato gli agenti per il loro operato, lodando la loro capacità di mantenere la calma “come impongono i principi democratici, che molti citano con facilità ma applicano con difficoltà”.

Božinović ha poi respinto con decisione le accuse di una presunta “rivitalizzazione dei principi ustascia”, così come l’ipotesi di una minaccia di restaurazione jugoslava.

“Sappiamo bene che in Croazia non esistono né l’una né l’altra. Ci sono individui estremisti, da entrambe le parti, ma restano una minoranza”, ha affermato. Il ministro ha criticato coloro che, a suo dire, “cercano di nascondere gli estremisti nelle proprie fila”, sostenendo che così facendo dimostrano una mancanza di sincerità e responsabilità.

La Croazia moderna, ha ricordato Božinović, si fonda sui valori della Guerra d’Indipendenza: libertà, pluralismo, democrazia e diritto a un pensiero diverso. “Sono proprio questi valori che ci obbligano ad affrontare i fatti con trasparenza e non attraverso narrazioni selettive”, ha aggiunto.

In un passaggio successivo, il ministro ha riflettuto sul clima politico attuale, segnato da toni accesi e tensioni crescenti. “Viviamo in un tempo di divisioni rumorose e continui scontri politici. L’equilibrio, la tolleranza e un tono pacato vengono spesso scambiati per debolezza, ma sono invece ciò di cui abbiamo più bisogno”, ha scritto, auspicando che tutti gli attori politici e sociali si impegnino a “calmare le tensioni, comprendere chi la pensa diversamente e risolvere i problemi, anziché creare nuovi conflitti”.

La Croazia, ha concluso Božinović, è “uno Stato democratico, aperto e stabile”, in cui c’è spazio per opinioni diverse ma non per la violenza, “neppure quella verbale”. E ha ribadito che il Paese è in grado di unirsi attorno a valori positivi, “dal patriottismo alla lotta contro la violenza”, mentre i simboli dei regimi totalitari, di qualunque natura, “continueranno a ricevere il pollice verso dalla maggioranza dei cittadini”.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display