Il premier Andrej Plenković ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di scusarsi con i giornalisti, dopo le richieste avanzate dall’Associazione croata dei giornalisti e dal Sindacato dei giornalisti croati. Al centro della polemica ci sono le recenti affermazioni del premier sull’aumento delle prestazioni sociali e sul modo in cui una parte dei media le avrebbe interpretate e riportate.
Intervenendo in Parlamento prima dell’inizio del dibattito politico, Plenković ha respinto le accuse di aver generalizzato o insultato l’intera categoria dei giornalisti. Secondo il premier, le sue parole sarebbero state travisate: aveva parlato di singoli media, non dell’informazione nel suo complesso. A chi gli chiedeva se ritenesse che i media mentano, ha risposto invitando a non attribuirgli dichiarazioni mai fatte, ribadendo che la maggioranza dei media svolge correttamente il proprio lavoro, fatta eccezione per alcuni casi.
Il nodo degli aumenti delle prestazioni sociali
La controversia è nata dopo una seduta del governo in cui Plenković aveva affermato che l’aumento delle prestazioni sociali fosse ben superiore ai 5 o 10 euro indicati da parte della stampa. Il premier ha sottolineato che dal 2016 a oggi gli importi sarebbero cresciuti complessivamente del 400 per cento. La differenza, secondo lui, sta nel fatto che gli aumenti citati si riferiscono alle basi di calcolo delle prestazioni, e non all’importo finale percepito dai beneficiari.
La reazione dell’Ordine dei giornalisti
L’Ordine dei giornalisti e il Sindacato dei giornalisti hanno chiesto ufficialmente le scuse del premier, sostenendo che le sue dichiarazioni abbiano offeso un ampio numero di professionisti dell’informazione, accusati implicitamente di aver diffuso notizie false. Plenković, tuttavia, ha insistito sul concetto che la base di calcolo è un elemento fondamentale, perché rappresenta il punto di partenza per determinare gli importi futuri.
Interrogato sul fatto che nemmeno il sito web del governo chiarisse in modo evidente che le cifre comunicate riguardavano la base e non l’intera prestazione, il premier ha ammesso di non poter controllare ogni dettaglio della comunicazione istituzionale. Ha aggiunto che il sito del governo ha un impatto limitato sull’opinione pubblica, poiché viene seguito da molte meno persone rispetto ai media tradizionali.
Il ministro Piletić resta al suo posto
Plenković ha anche difeso il ministro del Lavoro, del Sistema pensionistico e delle Politiche sociali, Marin Piletić, confermando che resterà membro del governo. Il premier lo ha descritto come un giovane ministro capace e preparato, sottolineando che, se persino lui fatica a reggere la pressione, per i politici più anziani sarebbe ancora più difficile.
Dal canto suo, Piletić ha dichiarato di non essere arrabbiato con nessuno, nemmeno con i media. Ha ribadito che il suo compito è lavorare e informare il pubblico, ricordando gli aumenti delle indennità di disoccupazione, delle prestazioni sociali, l’introduzione di nuovi diritti e il significativo incremento delle pensioni. In conclusione, ha sottolineato che, come sempre, il giudizio finale spetterà ai cittadini croati.
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