Presidenziali. Nulla di nuovo sul fronte politico

Foto Emica Elvedji/PIXSELL

Com’era ampiamente nelle previsioni i tre principali candidati hanno conquistano la grande maggioranza dei voti. Il candidato del centrosinistra Zoran Milanović ha saputo calamitare i consensi della sua area politica di riferimento. La battaglia per il ballottaggio si è giocata tra il Presidente uscente, Kolinda Grabar-Kitarović, e il cantante Miroslav Škoro. L’aumento marcato dell’affluenza rispetto alle precedenti Parlamentari sicuramente ha svolto un ruolo importante. L’adesione al voto è stata maggiore soprattutto nei grandi centri urbani e nella parte nordoccidentale della Croazia, che tradizionalmente propendono per il centrosinistra. Anche qui possono celarsi i motivi dell’ottimo risultato di Zoran Milanović. La Dalmazia, peraltro flagellata da un’ondata di maltempo, ha registrato un’affluenza più scarsa rispetto al resto del Paese. In particolare hanno lasciato a desiderare i comprensori di Zara e Sebenico, tradizionali roccaforte del centrodestra e dell’HDZ in particolare. L’impressione è che gli elettori di questa corrente politica abbiano tralasciato finora di fare quadrato nel vero senso della parola, forse indecisi tra chi scegliere: la candidata ufficiale dell’HDZ che nel corso del suo mandato ha virato verso il centro, appiattendosi sulle posizioni del premier Andrej Plenković, o lo sfidante Miroslav Škoro, che ha saputo evidentemente far vibrare le corde emotive dell’elettorato che guarda verso destra. Ma anche degli eterni scontenti alla ricerca di una terza via, di un volto nuovo. Alle Europee quella novità era rappresentata dall’ex giudice Mislav Kolakušić, la cui stella sembra ora sbiadire. Non sono emersi i candidati delle diverse anime del centrosinistra che faticano a riconoscersi nell’establishment di sinistra, ovvero nel Partito socialdemocratico, visto in parte come una formazione che troppo spesso ha la barra verso il centro. Ma probabilmente gli elettori di sinistra, a differenza di quelli di centrodestra hanno preferito optare per il classico voto utile, per non disperdere i consensi e fare il gioco del fronte opposto che presentava in lizza due cavalli di razza, come per l’appunto Kolinda Grabar-Kitarović e Miroslav Škoro.
Il buon successo di quest’ultimo è la conferma di quanto gli analisti andavano sostenendo da tempo, ovvero della spaccatura, delle lotte intestine che dilaniano non da oggi l’HDZ e il centrodestra. Per una parte non irrilevante di quest’area politica evidentemente Plenković e il suo governo sono visti come troppo di sinistra, in particolare dopo che è stato scaricato il Most e caricati a bordo i Popolari. Comunque vada a finire la battaglia interna è destinata a proseguire e Plenković dovrà guadarsi alle spalle. Più che l’attivismo dell’opposizione o un’eventuale coabitazione il problema per lui nasce dal… fronte intestino.

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