Presidenziali croata Ue. Energia e cultura: assi nella manica

A Fiume la prima conferenza di presentazione del Semestre di presidenza croato dell’Unione europea, con l’occhio rivolto soprattutto all’energia e alla cultura

Un momento della prima conferenza di presentazione del Semestre di presidenza croato dell’Ue. Foto Goran Kovacic/PIXSELL

L’Europa che unisce: è questo il titolo dell’incontro organizzato ieri a Fiume dal governo, articolato in due pannelli su temi riguardanti il rapporto fra la Croazia e l’Unione europea e le loro rispettive politiche. L’appuntamento è stato il primo di quattro eventi in programma in altrettante città del Paese, in vista dell’ormai prossimo Semestre di presidenza croata del Consiglio dell’Unione europea. L’obiettivo di questi incontri, come spiegato dal ministro degli Affari Esteri ed Europei, Gordan Grlić Radman, è quello di avvicinare l’Europa ai cittadini e di spiegare a tutti i molteplici benefici derivanti dall’essere uno Stato membro dell’Unione, senza scordare poi anche quelle che saranno le opportunità per la Croazia in virtù del fatto di detenere la presidenza del Consiglio europeo.
Tanti gli obiettivi già raggiunti
“La settimana scorsa a Zagabria il premier Andrej Plenković ha presentato il programma generale per il Semestre di presidenza della Croazia. Ora siamo qui per il primo dei quattro incontro previsti nelle maggiori città del Paese. Abbiamo deciso di partire da Fiume perché questa città l’anno prossimo sarà Capitale europea della Cultura, un traguardo importante, che dimostra ancora una volta tutto quello che la Croazia è riuscita a conseguire da quando è assurta al rango di Stato indipendente. Abbiamo raggiunto tanti obiettivi, in meno di trent’anni. Siamo diventati indipendenti e sovrani, riconosciuti dalle altre nazioni, siamo diventati membri della NATO e poi anche dell’Unione europea, il cui Consiglio il nostro Paese sarà chiamato a presiedere nei primi sei mesi dell’anno prossimo. L’ultimo sforzo che ci rimane da fare è entrare a far parte dell’area Schengen: abbiamo soddisfatto tutti i criteri per conseguire questo obiettivo e ora non ci rimane che aspettare che i Paesi membri dell’UE si riuniscano per decidere in merito”, ha affermato il ministro.
Le sfide della presidenza
“L’Unione attraversa in un periodo di grandi sfide e la Croazia dovrà essere molto attenta durante la sua presidenza di turno per riuscire ad affrontarle nel migliore dei modi, per il bene comune, guardando però anche a quelli che sono i nostri interessi nazionali. Uno dei problemi più grandi è la crisi migratoria. Tutti vogliono più sicurezza, soprattutto ai confini esterni. In questo caso i nostri interessi nazionali coincidono perfettamente con quelli dell’Unione e possiamo trarre grande vantaggio gli uni dagli altri”, ha spiegato Grlić Radman.
L’altra grande sfida della quale ha parlato il capo della diplomazia è la Brexit. “In questo momento nessuno sa cosa accadrà. Entrare nell’Unione europea non è semplice, ma uscirne sembra essere ancora più complicato. I Paesi che decidono di far parte dell’Unione diventano estremamente connessi fra loro, sia a livello di scambi commerciali che di legislazioni: pertanto la Brexit è un grande problema sia per il Regno Unito che per l’Europa, indipendentemente dal fatto se si riesca a raggiungere un accordo o che si esca senza accordo”, ha affermato Grlić Radman.
Marineria e commercio
Fiume è stata scelta come prima città per questa serie di incontri anche per un altro motivo: è il porto più grande della Croazia. E i porti, il mare, la marineria e il commercio per via marittima sono uno dei temi che il governo ritiene meritino più attenzione durante il periodo di presidenza, come spiegato dal ministro della Marineria, dell’Infrastruttura e dei Trasporti, Oleg Butković.
“Per quanto riguarda la marineria ci sono due progetti distinti sui quali dobbiamo spingere molto nei prossimi mesi: la digitalizzazione del settore e la salvaguardia del mare. Nel primo caso è ovvio che senza un progressivo miglioramento della tecnologia non ci sia spazio per il progresso; la digitalizzazione è dunque un prerequisito indispensabile per essere competitivi sul mercato. Allo stesso tempo dobbiamo però occuparci anche di conservazione, nello specifico, delle ricchezze ambientali di cui dispone il nostro Paese. Abbiamo tutti bisogno di un mare pulito, sia per motivi legati alla pesca che al turismo, ma soprattutto perché da questo dipende anche la salute della gente”, ha affermato Butković.

Energia. Sì al rigassificatore

Quando si parla di salvaguardia del mare Tomislav Ćorić, ministro della Tutela ambientale e delle Politiche energetiche, non può che dirsi d’accordo. Ieri, però, il suo intervento si è concentrato soprattutto sulla necessità di investire nel settore dell’energia, per rendere la Croazia meno dipendente dalle forniture dall’estero. Il primo tema trattato dal ministro è stato quello del rigassificatore che sorgerà a Castelmuschio, sull’isola di Veglia; si tratta di un progetto che ha suscitato molte proteste fra la cittadinanza locale e i rappresentati politici regionali. Il ministro, però, lo ha definito un progetto fondamentale, d’importanza strategica. Il motivo è chiaro. “In questo momento sono in corso le trattative per decidere come distribuire il gas naturale russo attraverso l’Ucraina in tutta Europa. La faccenda è molto complicato ed esiste la possibilità che non si riesca a trovare una soluzione, oppure che questa sia economicamente molto gravosa. Se la situazione si dovesse evolvere in questo modo il rigassificatore di Castelmuschio diventerebbe fondamentale per la distribuzione di gas in Europa”, ha spiegato il ministro.
Turismo, sport e cultura
Fra i tanti altri temi affrontati rimangono da menzionare quelli legati al turismo, allo sport e alla cultura. Come spiegato da Gari Cappelli, ministro del Turismo, questo settore contribuisce per circa il 20 per cento al prodotto interno lordo della Croazia e in futuro si pensa che questa percentuale possa aumentare ancora. “Il turismo è uno dei pochi settori nei quali l’Europa continua a primeggiare in modo incontrastato. Il 50 per cento del traffico turistico mondiale si svolge nel Vecchio continente. Il settore più forte negli ultimi anni si è dimostrato essere quello del turismo sanitario, che copre il 22 per cento di tutti i viaggi. Anche noi in Croazia stiamo investendo per migliorare in questa direzione e gli accordi con l’Europa sono fondamentali per ottenere i fondi necessari per rinnovare l’infrastruttura. La Slovenia anni fa ha ricostruito il suo turismo sanitario, usando fra il 65 e il 70 per cento dei fondi europei. Allo scorso ciclo di contrattazioni la Croazia non è stata abbastanza brava e non siamo riusciti a cavalcare l’onda, ma ora stiamo lavorano sodo per fare un grande passo avanti”, ha affermato Cappelli.
Durante l’incontro si è poi parlato anche di cultura, con il sindaco di Fiume, Vojko Obernsel, che ha spiegato l’opportunità che è stata data a Fiume con il titolo di Capitale europea della Cultura e quanto questo possa fare bene al turismo nostrano. Per quanto riguarda lo sport, invece, si è tornato a parlare di come i grandi risultati sportivi possano giovare alla promozione del Paese e di come in futuro sport e turismo dovranno essere più collegati. All’incontro hanno preso parte anche tante altre cariche istituzionali, sia locali che nazionali.

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