Potenziare l’italiano nelle scuole slovene

Palazzo Pretorio a Capodistria

Il futuro lavoro dei consulenti pedagogici per le scuole italiane e lo studio dell’italiano nelle scuole slovene dell’area istriana sono stati i temi centrali dell’incontro con il direttore dell’Istituto nazionale per l’istruzione, Vinko Logaj, promosso dal deputato al seggio specifico del Parlamento sloveno, Felice Žiža e dal presidente della CAN costiera, Alberto Scheriani. Presenti la responsabile dell’Ufficio capodistriano dell’Istituto, Alica Prinčič Rohler, nonché i consulenti Guido Križman e Sergio Crasnich, sono stati esaminati i preparativi per l’assunzione di due nuovi consulenti per le scuole italiane. Il relativo bando di concorso uscirà a breve e nel frattempo saranno definite meglio le loro competenze e mansioni, in attesa del primo settembre quando dovrebbero entrare in carica. Rientreranno nel programma di lavoro dell’Istituto per l’istruzione sino al 2023, in fase di completamento, che comprenderà la programmazione della formazione, la traduzione dei curricula, nonché tutto quello che riguarda la manualistica. Nel corso della stessa riunione, di rilievo ancora la disamina del potenziamento dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole slovene, effettuata assieme alla competente consulente pedagogica, Nataša Kabaj Bavdaš. Al centro dell’attenzione i provvedimenti per migliorare l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole elementari e medie slovene del territorio nazionalmente misto. È stato già attuato in merito un primo accordo, siglato con il governo di Lubiana, il quale prevedeva che nella Risoluzione nazionale per la politica linguistica 2021-2025 fossero incluse anche le lingue delle due minoranze autoctone, italiana e ungherese. L’atto stabilisce che nell’ambito delle verifiche del sapere in sesta e nona classe delle scuole elementari slovene, gli alunni possano scegliere come terza materia tra l’inglese e l’italiano. Si è discusso oltretutto dei libri di testo, dei programmi di studio e delle ore d’insegnamento settimanali, le quali dovrebbero essere parificate, ossia portate allo stesso livello per le lingue d’ambiente, quindi l’italiano nelle scuole slovene e, viceversa, lo sloveno nelle scuole italiane che attualmente prevale. Dovranno essere identiche le competenze dei docenti e le strategie d’insegnamento. Per realizzare questi intenti è stato concordato che in giugno si riuniscano i presidi di tutti gli istituti sloveni con il gruppo di lavoro della riunione appena tenuta, per presentare in un secondo tempo ai professori il piano d’azione stabilito.

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