Positivo l’appoggio ai programmi CNI capodistriani

Gli esperti del Consiglio d’Europa

La sede di RTV Capodistria

Il nuovo rapporto pubblicato dal Comitato di esperti della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie ha preso in esame le misure adottate dalla Slovenia per attuare le raccomandazioni per un’azione immediata che le erano state rivolte nel novembre 2019. La Carta delle lingue regionali o minoritarie è entrata in vigore in Slovenia nel 2001; si applica all’ungherese e all’italiano in quanto lingue co-ufficiali in alcune aree del Paese, nonché alle lingue croata, tedesca, romani e serba. Una delle raccomandazione rivolta alle autorità slovene nel 2019 riguardava l’obbligo di garantire risorse sufficiente per la diffusione di programmi radiofonici e televisivi in italiano almeno al livello del servizio già esistente. Il Comitato si è detto compiaciuto delle informazioni ricevute dai locutori di lingua italiana circa i finanziamenti supplementari assegnati dallo Stato per mantenere l’attuale servizio di diffusione dei programmi in italiano da parte di RTV Capodistria.

 

Riferendosi alla sua raccomandazione formulata già da tempo di riconoscere come lingue minoritarie tradizionalmente parlate in diverse aree della Slovenia il croato, il tedesco e il serbo e di avviare un dialogo con i loro locutori per migliorarne la promozione ai sensi della Carta, il Comitato di esperti ha espresso soddisfazione per la creazione di un gruppo di lavoro per favorire un dialogo permanente con i rappresentanti dei locutori tedeschi. Il Comitato ha ricordato che occorrono misure per riconoscere queste tre lingue tradizionalmente parlate nel Paese. Come misura immediata, dovrebbe essere avviato un dialogo con i locutori di tali lingue circa l’attuazione della Carta, ha sottolineato il Comitato.

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