Pompieri non si diventa. Si nasce

Intervista al 37.enne connazionale Emanuel Krstulović dell’Unità dei Vigili del fuoco professionisti di Pola. Da vent’anni nel corpo, ha in affidamento anche la cagna Sky, un pastore tedesco con il quale di recente ha partecipato a un’esercitazione ad Amatrice, città distrutta dal terremoto

Emanuel Krstulović e il cane Sky durante una delle esercitazioni. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

“Perché io, un giorno, farò il pompiere!”. Questa la nota frase del draghetto Grisù, protagonista di una serie di cartoni animati italiana, ideata dai fratelli Nino e Toni Pagot nel 1964. Il simpatico draghetto è stato anche la prima ispirazione per il 37.enne connazionale polese Emanuel Krstulović, vigile del fuoco di Pola. Il quale, ha pure in consegna la cagna Sky, istruita per le operazioni di ricerca e di soccorso in caso di calamità e disastri naturali. Tutta una serie di motivi per i quali abbiamo deciso di intervistarlo.
Le chiedo subito all’inizio: pompiere si nasce o si diventa?
Si nasce, di sicuro. Sin da bambino avevo un debole per questa professione. Tutto iniziò, ovviamente, con i cartoni animati di Grisù, per proseguire grazie al testimone di nozze di mio padre, che a sua volta era pompiere. Nel 1989 mi sono iscritto al Corpo dei volontari dei Vigili del fuoco di Pola e nel 2001 sono entrato nell’Unità dei pompieri stagionali. Poi, nel 2008 sono entrato a far parte nell’Unità dei Vigili del fuoco professionisti di Pola. In precedenza avevo concluso con successo i corsi di riqualificazione professionale, tra teoria e pratica, che ho svolto a Pola, Fiume e a Zagabria. A questi corsi sono arrivato già bell’e pronto con diversi anni d’esperienza alle spalle.
Ci parli un po’ della sua professione…
Esercitando questa professione si vede davvero di tutto. Però, quando c’è bisogno di intervenire non si deve pensare alle brutte esperienze, ma fare il possibile per portare a termine il compito che ti viene affidato. Partecipiamo a diversi tipi di salvataggio, di tutto e di tutti. In primo luogo si deve prestare soccorso alle persone, poi agli animali, e infine intervenire in qualsiasi caso di necessità. Voglio ribadire che la salvaguardia della vita è il nostro primo compito.
Una professione, dunque, molto difficile.
Più che difficile, direi… strana. Non si tratta soltanto di spegnere gli incendi, pompare l’acqua dagli scantinati, oppure rimuovere i rami dalle strade. Qui c’è da mettere insieme diverse professioni che poi si accomunano in una, quella del pompiere. Faccio un esempio: quando interveniamo per spegnere un incendio dobbiamo in primo luogo disattivare l’erogazione della corrente elettrica, del gas, poi entrare a forza negli appartamenti, tagliare le lamiere degli abitacoli quando ci sono di mezzo incidenti stradali e via dicendo.
Il pericolo è quindi sempre in agguato. Ma c’è anche un po’ di paura?
Un po’ di paura c’è sempre. E chi non ce l’ha è un po’… strano.
Ovviamente i Vigili del fuoco devono mantenere sempre una buona condizione fisica…
“Certo. Facciamo sempre delle simulazioni di interventi, che si svolgono sul campo. In caso contrario, ossia in caso di maltempo, continuiamo con le lezioni teoriche”.
In quanto ad attrezzature e parco veicoli com’è fornita l’Unità di Pola?
In modo ottimale direi. Migliore anche rispetto a quelle di altri Paesi europei. Ciò, ovviamente, non fa che aumentare il nostro livello di sicurezza.
Ci parli un po’ della cagna Sky, un pastore tedesco nero di 6 anni…
L’ho con me da cinque anni ed è come se fosse parte della famiglia. Era la cucciola di mio fratello Paulo, che l’aveva affidata a una persona in Italia. Poi, vedendo che l’uomo la stava addestrando come cane da guardia, se l’è ripresa e me l’ha consegnata. Ho iniziato subito ad addestrarla. Sky è uno dei tre cani in Istria (gli altri due si trovano a Visignano e Rovigno, nda.) specializzati nelle ricerche. Ha frequentato i corsi di addestramento per il soccorso delle persone sotto le macerie in ogni tipo di condizioni climatiche. Le sono molto affezionato. Vive in casa, dorme sul divano e sul letto, tanto per intenderci. È molto affettuosa e non è aggressiva.
A quanti interventi partecipa Sky durante l’anno?
“Il numero varia di anno in anno. Diciamo una decina in media. È maggiormente impegnata quando cerchiamo di rintracciare le persone che vanno a raccogliere asparagi e poi si smarriscono, in primo luogo gli anziani. Purtroppo, a volte la segnalazione arriva in ritardo e in tale modo si perde del tempo prezioso nelle ricerche. Sky partecipa anche alle nostre esercitazioni e vorrei sottolineare che è il primo cane ad aver partecipato a Pola a una simulazione d’intervento a bordo di un elicottero. Nell’occasione se l’è cavata benissimo, non mostrando neanche un po’ di paura.

Amatrice: un’esperienza indimenticabile

Di recente avete partecipato a un’esercitazione ad Amatrice, la cittadina del Lazio andata completamente distrutta nel terribile terremoto, di magnitudo 6.0, avvenuto il 24 agosto del 2016.
Su invito di una Sezione della Protezione civile di Roma abbiamo preso parte all’esercitazione, denominata ‘H – 24’ tenutasi a metà ottobre. Oltre al sottoscritto e a Sky, vi hanno partecipato i colleghi Goran Kmet e il cane Maša, Toni Matić, Mišel Vočaneć, nonché il dottor Vitomir Huljev, dell’Istituto di Medicina d’urgenza e Pronto soccorso della Regione istriana. Va detto che all’operazione hanno preso parte ben 60 cani e 180 membri della Protezione civile italiana e di quella svizzera. Si è trattato di una vera e propria simulazione, con persone per così dire sepolte vive sotto le macerie. Un’esperienza unica che ci è servita molto. Purtroppo Amatrice è stata completamente rasa al suolo ed è rimasta in piedi soltanto la chiesa. Va menzionato in questo contesto che dal 23 agosto del 2016 al 21 gennaio del 2017 sono state registrate ad Amatrice oltre 20.000 scosse sismiche di magnitudo superiore ai 3 gradi della scala Richter. In tutto si sono avuti 300 morti, con più di 41.000 senzatetto.
E il futuro che cosa le riserva?
Sto terminando la Scuola superiore per il management e sicurezza SECURUS a Pola. La stessa viene frequentata da una sessantina di pompieri intenzionati a specializzarsi nel settore. Poi, spero di ottenere una promozione anche tra i Vigili del fuoco.

Facebook Commenti