Pola. Un torrione in piazza Dante

In pieno centrocittà in corso i lavori di ricerca per studiare il tracciato meridionale dell’antica cinta muraria e capire la configurazione dell’infrastruttura nel terreno. I primi rilevamenti hanno portato alla luce tratti del bastione romano

Un fossato nel bel mezzo di piazza Dante

Una, due, tre sonde in Piazza Dante, ed ecco, una, due e tre tracce ben visibili del bastione romano di Pola. Da noi l’archeologia è così: scontata al punto da tornare a scoprire il risaputo, anche se celato in punti della terra che nel periodo austroungarico non sono stati per niente studiati a dovere. Mentre le strutture murarie dell’antica cinta sono ben note in tutto il loro lungo tratto ai Giardini e fino a Porta Gemina, il tracciato del bastione meridionale dell’intera cinta cittadina lunga 1.600 metri, era del tutto sconosciuto. Almeno finora. Stare oggi in Piazza Dante significa affacciarsi esattamente a quello che 2mila anni or sono fu la zona portuale commerciale-operativa dell’urbe romana e queste sonde praticate dall’impresa che si occupa di ricerca archeologica d’intervento, Arheotim di Pola, sono risucite a indovinare il punto esatto del passaggio dei bastioni della riva. Ma c’è dell’altro, Teodora Šalov, l’esperta dell’Arheotim indica una configurazione muraria che non lascia indifferenti: un pezzo di torrione! Sbuca dalla sonda mostrandosi solo con un suo pezzettino, ed è già abbastanza indicativo. Vicino al medesimo si rende visibile la superficie pedonale di un tempo a 1,6 metri di profondità dall’attuale livello della piazza. Dall’altra parte ancora fa capolino una spolia, una soglia di casa d’epoca tardoantica…

“In questo punto del terreno, esattamente davanti alla Scuola elementare Centar, abbiamo praticato due sonde separate e visto quanto rinvenuto le abbiamo unite per avere una migliore visione della situazione nel terreno. In effetti la sonda più grande si è resa necessaria al committente, la città di Pola, per capire meglio l’intricata faccenda delle infrastrutture presenti: installazioni del gas vecchie e nuove, condutture dell’acquedotto e dei grossi blocchi di pietra usati in periodo austroungarico per racchiudere il passaggio della canalizzazione. Tutto questo rende più complessa l’interpretazione dei resti, mentre si attende una radiografia geodetica del terreno.” La risposta più interessante che il futuro potrebbe dare, procedendo con una totale scoperchiatura della superficie della piazza potrebbe essere un’altra: “la presenza del torrione – spiega l’archeologa – l’allargamento evidente del bastione murario che nella prima sonda, nell’altro punto della piazza, misurava 3,75 metri di larghezza e in questo punto ne misura oltre 4, presentando modificazioni d’epoca medievale e altri dettagli, diventano indizi che in questo punto ci potrebbe stare uno degli ingressi nella città antica”. Risalire a un dato del genere significherebbe addivenire a un’informazione più che importante per gli studiosi della Città antica.
Lavori fino a Pasqua
Va segnalato che la ricerca archeologica in corso costerà alla Città 52mile kune e che si protrarrà fino alla festa pasquale, impiegando in tutto 45 giorni lavorativi. Verranno praticate in tutto 8 sonde di cui tre ampie cinque metri per cinque, altre un metro per tre.
La metà di queste sta seguendo la linea di proseguimento planimetrico del bastione cittadino. Altre saranno scavate davanti alla Chiesa della Madonna della Misericordia, per accertare se vi sono tracce di inumazioni o necropoli e quindi davanti al Caffè bar Old City, perché al momento della collocazione dei paletti a scomparsa, erano stati trovati resti di strutture murarie tardoantiche.

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