Cerimonia di insediamento per il neoeletto sindaco di Pola, Peđa Grbin, e passaggio di consegne col sindaco uscente Filip Zoričić. L’evento è stato seguito da uno stuolo di giornalisti e fotografi impensabile in situazioni di minore attrattiva politica: la città cambia sindaco solo una volta ogni quattro anni, se non meno. Comprensibile, insomma, l’interesse della stampa, delle televisioni, delle agenzie. Sotto assedio entrambi, ma soprattutto il nuovo arrivato. Alla raffica di domande il socialdemocratico si è fatto trovare preparato, benché al punto in cui è ammesso essere preparati con le cognizioni di chi finora è rimasto “fuori” a guardare oltre il recinto di casa, senza aver avuto l’accesso alla stanza dei bottoni. In realtà, Grbin era stato membro della prima Giunta di Boris Miletić, ma da allora è cambiato tutto o quasi. Le giunte sono state abolite, i sindaci non sono più eletti dai consigli comunali ma direttamente alle urne, la Croazia è in in Europa con i benefici che ne derivano, e i costi della vita sono saliti alle stelle.
Una città per tutti
Nella sua prima dichiarazione a caldo il neoeletto sindaco ha parlato di apertura, di coinvolgimento e di inclusione: “Ringrazio chi mi ha votato e chi non l’ha fatto. Questa città e una città per tutti noi, è la nostra città e chiunque sia arrivato da qualunque altro luogo qui è a casa, è un polesano. Faremo proprie le decisioni che sono state buone, ma in altri casi cambieremo rotta. A che scopo andare a votare se non cambia mai nulla? Mi hanno consegnato un plico di carte dal volume considerevole e io, essendo secchione come ho già avuto modo di dire, intendo leggerle attentamente”. Anche l’ex sindaco ha ringraziato gli elettori e si è congratulato con i successori, Grbin e i due vicesindaci Siniša Gordić (SDP) e Vito Paoletić (quota CNI): “Vi auguro di correggere quello che non ha funzionato e continuare con quanto di buono è stato già fatto in precedenza, che la vostra visione di Pola si possa manifestare e realizzare. Quanto a me, sono grato di questi quattro anni, è stato un grande onore e una grande ispirazione per un cittadino che è venuto a Pola per restarci”.
Esordio di fuoco
Quale esordio per Peđa Grbin? Un esordio di verifiche, di esami, di revisioni. Dopo le consegne, si passa al sopralluogo, a visitare gli uffici, i dipartimenti, i servizi. La sola lettura dei bilanci e delle rendicontazioni richiederà il suo tempo. “Seicento pagine non si possono leggere in un giorno: ci metteremo tutto il fine settimana, questo è certo. I funzionari che ho ereditato restano ai loro posti, sappiamo quali sono le disposizioni di legge in materia, ma è ovvio che l’organigramma è passibile di modifiche e di miglioramenti per aumentare l’efficienza. Ho alcune idee in merito ma è ancora presto per esprimerle. Del resto la questione è di pertinenza del Consiglio municipale e ogni modifica in tal senso deve passare anche per il procedimento della consultazione pubblica e del dialogo tra le forze politiche. Quando avremo consolidato la maggioranza ne riparleremo”.
A proposito di maggioranza. La nuova composizione del Consiglio municipale è molto più variegata che in passato. Ricapitolando, l’ex sindaco Zoričić ha avuto 5 seggi, come la Dieta Democratica Istriana, l’SDP 4, Možemo, LC Lorena Boljunčić e LC Goran Mihovilović due a testa, l’Accadizeta uno. Per avere una maggioranza stabile, deliberativa e possibilmente efficiente l’attuale sindaco dovrà scegliere tra partiti e consiglieri con posizioni, abitudini e gradi di esperienza politica diversi. Come intende radunare i gruppi consiliari in una maggioranza coerente e duratura? “Finora ho avuto colloqui con i rappresentanti della DDI e delle due liste indipendenti ma intendo inviare trattative con tutte le forze politiche rimanenti. Abbiamo tempo fino al 25 giugno e entro questa data il Consiglio municipale sarà costituito”.
Nessun aumento
Come conciliare invece i doveri di deputato e vicepresidente del Sabor con quelli di sindaco? Quale dei due incarichi è più remunerativo? Siccome i neoeletti sindaci hanno la facoltà di aumentarsi gli stipendi appena eletti, cosa che alcuni hanno già fatto il primo giorno dall’insediamento, che intenzioni ha Grbin a questo proposito? A suo avviso, i ruoli inconciliabili se vanno svolti seriamente: “Fino a quando avrò consegnato il seggio al Sabor a un sostituto, il mio stipendio verrà dal Parlamento, ma vi dico subito che già a partire dalla prossima sessione, forse domani stesso, presenterò le mie dimissioni dalla carica di vicepresidente perché sono due ruoli incompatibili. In secondo luogo, al più tardi il primo giorno di autunno non sarò più deputato. I due stipendi sono paragonabili ma non so esattamente a quanto ammonta la paga di sindaco. Filip, aiutami tu. Quanto guadagna il sindaco di Pola? Ecco, 4.000 euro circa, con le debite differenze in ragione dell’anzianità di servizio, dei figli a carico ecc. No, non intendo aumentare il mio stipendio”.
Campo Marzio, Delfin, autosilo…
Quali progetti in corso vanno avanti e quali subiranno un arresto, una revisione, una rinuncia? Chiaro anche su questo punto il neoinsediato sindaco: i due asili, Sisplaz e Valmade, avranno il suo appoggio incondizionato. Sisplaz, del resto, era stato un suo progetto politico fin dalle elezioni del 2013 quando aveva cercato di sfilare la poltrona a Boris Miletić, senza successo. L’allargamento della tangenziale sicuramente. Invece il progetto di riqualificazione di Campo Marzio è già fermo perché il 29 aprile la Procura di Stato ha presentato alla Città un’ingiunzione di restituzione dei terreni. “Per Campo Marzio sarà necessario tornare a negoziare col Governo. Non vedo nessuna ragione plausibile perché lo Stato si riprenda quel campo per poi lasciarlo nelle condizioni in cui è rimasto sinora. Mi risulta che il progetto è fermo dal 14 maggio. Continueranno certamente le opere fognarie, Pola-centro è ancora in anticamera e Pola-nord accusa problemi con l’appaltatore. Opere da rivalutare riguardano l’edificabilità nel porticciolo di Delfin, ma occorre mettere sulla bilancia diritti e doveri perché rescindere un contratto con l’investitore dovendolo risarcire non è cosa da farsi, tanto più che le spese sostenute sono facilmente quantificabili mentre l’utile previsto no. Prima di avviare qualsiasi negoziato occorre mettere su carta i numeri, anche se si vuole procedere con lo scambio dei lotti perché non intendo offrire nulla che abbia più valore di quello che stiamo chiedendo indietro”. Un altro progetto che deve assolutamente essere messo al setaccio è l’autosilo di fronte allo stadio comunale, ha concluso il sindaco, che presto dovrà occuparsi anche del Centro di smaltimento rifiuti, e nel caso concreto agirà “avendo in mente sempre gli interessi della Città di Pola” perché ci sono ristornati sulla costa che “producono una tonnellata di rifiuti al giorno ed enti locali che se ne lavano le mani”…
E l’ex primo cittadino?
Filip Zoričić ha già dichiarato in precedenza che con la sconfitta a queste elezioni non intende mollare la presa. Resterà in politica ma solo dopo un periodo di disintossicazione per “recuperare le forze del corpo e della mente”. Al Ginnasio non ci torna più, ormai è deciso, ma non ha ancora scelto la carriera futura. Le porte sono aperte, dice, sia nel settore privato che nel settore pubblico, nella ricerca e nell’istruzione. Avrebbe anche un sogno nel cassetto rimasto irrealizzato: vorrebbe cimentarsi nella scrittura, fare l’opinionista. Sentito questo, i media si sono già lanciati a reclutare, anche con sarcasmo, vista la disparità degli introiti. Ad ogni modo, Zoričić ha diritto a sei retribuzioni senza lavorare e intende goderne. Nel frattempo non dubita che troverà un’altra carriera ugualmente stimolante come quella di primo cittadino. Quello che è certo è che eviterà di tornare tra i banchi in aula consiliare, almeno i primi mesi e poi si vedrà. Un’ultima considerazione sulla possibilità del suo gruppo di appoggiare l’attuale sindaco, Zoričić ha risposto: “I miei consiglieri non sono contrari ad appoggiare Grbin. Io personalmente con questa DDI polese non ho alcuna voglia di formare alcuna coalizione di governo, ma dobbiamo ancora parlarne e comunque la decisione definitiva se accettare l’adesione o meno spetta al sindaco”.
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