Pola. Nuotare: ma quanto mi costi

Il consigliere Igor Belas ha auspicato degli sconti per le famiglie con più bambini. Negativa la risposta di Ivan Glušac della Pula Sport

Il Polo natatorio di Pola. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Nuotare e allenarsi al Polo natatorio di Pola costa troppo? Be’, intanto i giudizi sul valore di merci e servizi sono sempre soggettivi, e non si possono considerare se non a partire dal contesto da cui scaturiscono. Vediamo di mettere a fuoco il problema dall’ottica di un padre di famiglia con quattro bambini a carico. Se n’è fatto portavoce il consigliere socialdemocratico Igor Belas alla scorsa sessione del Consiglio della Città di Pola, per un motivo molto semplice: il padre ha cercato di contattare più volte la direzione della Pula Sport per farsi concedere uno sconto speciale in virtù della numerosa prole, uno sconto evidentemente non previsto dal listino prezzi. La sua richiesta è stata ignorata, e ora il consigliere Belas ha deciso di parlare in pubblico a favore di questo e simili casi familiari perché, a suo avviso, “le soluzioni sono possibili purché ci sia la volontà di cercarle”. Che applicare sconti speciali in caso di famiglie numerose sia possibile, lo ha provato del resto la direzione del “Pula Film Festival”, che, interpellata con la medesima richiesta, ha trovato il modo di accontentare i postulanti.
Impassibile, invece, il direttore dell’ente che gestisce gli impianti sportivi pubblici (Pula Sport) Ivan Glušac: “Il nostro listino prezzi prevede biglietti formato famiglia e i prezzi sono messi bene in evidenza all’accettazione del Polo Natatorio. In secondo luogo i nostri prezzi sono ben al di sotto del valore commerciale del servizio. In Italia il biglietto d’entrata per piscine come le nostre vanno dai 10 ai 15 euro, mentre il nostro prezzo è di 3 euro per il biglietto regolare e 2 euro per il biglietto ridotto. Questo naturalmente a parità di spese, perché i costi dei reagenti chimici di cui facciamo largamente uso sono uguali qua come in Italia”, ha concluso Glušac, senza rendersi conto d’aver parlato da bravo burocrate, senza la minima considerazione per le sfumature, le eccezioni. Si è intromesso il sindaco, per salvare la faccia all’istituzione: “Certo che è possibile considerare i casi specifici di volta in volta, così come si presentano. Faremo in modo di ricevere i genitori che hanno chiesto l’interrogazione in aula e lo faremo di persona, io e il direttore Glušac, al più presto possibile”. D’altronde, bisogna tornare a ripeterlo? Gli impianti si fanno per i cittadini e non viceversa: i cittadini per gli impianti.

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