Pola. L’Arco dei Sergi si rifà il trucco (video)

Uno dei monumenti per eccellenza della città nelle prossime tre settimane sarà interessato da interventi per rimettere nella sua posizione originaria un blocco di pietra che si era staccato completamente dalla struttura e che era stato tolto per evitare danni maggiori

Le impalcature hanno avvolto l’Arco dei Sergi Foto Srecko Niketic/PIXSELL

Duemila e più anni giustificano qualche acciacco. Anche a fare vita tranquilla, figuriamoci se la storia regala uno stress dopo l’altro. Vediamo: il tempo – cronologico e meteorologico – che schiaffeggia, guerre, sismi, piani (s)regolatori… Le cose interessanti, le stupidaggini, le ingiustizie di cui è stato inamovibile testimone. Ebbene, l’Arco dei Sergi sta palesando qualche acciacco. Qualcuno visibile a occhio nudo, passandoci sotto. Forse ancora nulla di essenziale e pericoloso. Per altri bisogna arrampicarsi in alto, ed è pane per i denti degli addetti ai lavori di Musei e Sovrintendenze.
Ieri sono iniziati i lavori di tutela dell’elegante e possente Arco. Non si tratta di una data scelta a caso: il 18 maggio si celebra la Giornata dei musei. Si lavorerà al sanamento della struttura per tre settimane.
Le prime riparazioni
In effetti, a essere fiscali la manovra di salvataggio è iniziata ancora nel 2017, quando si era provveduto all’elaborazione della documentazione relativa lo stato conservatorio (e di degrado) del monumento. Il sopralluogo aveva concesso di rilevare che un blocco di pietra (46x28x11 cm) si era staccato completamente dalla struttura. Nello specifico, a rischiare di venire giù era un pezzo della corona. Danni per il monumento e danni per i malcapitati che proprio nel momento della caduta si sarebbero potuti trovare sotto. Per evitare il peggio, nell corso dei rilevamenti il blocco era stato tolto e si era dato il via alla procedura necessaria a procedere al recupero della corona; meglio alla rimessa del blocco nella sua posizione originaria. Dal sopralluogo è emerso che nel corso del tempo la corona dell’Arco era già stata riparata, con cemento e cazzuola: la malta con il tempo ha ceduto, tanto da presentare crepe e, non da ultimo, si sta sgretolando, per cui la sua funzione è venuta meno. Né tiene legati i massi, né ripara dalle infiltrazioni d’acqua. Dalla diagnosi alla terapia: tutti gli acciacchi riscontrati, unitamente agli interventi necessari per averne ragione sono stati messi su carta e la Sovrintendenza alle Belle arti ha avvallato l’intervento proposto.
Il momento giusto per procedere
Si tratta di procedere con quella che viene considerata protezione primaria e restituzione in loco della pietra rimossa. A più o meno 8 metri d’altezza (tanto è alto il fornice), gli addetti ai lavori procederanno con la pulizia della corona, toglieranno le “pezze” in cemento e stenderanno un nuovo strato protettivo di calcestruzzo, che legherà i blocchi e impedirà all’acqua di filtrare. Un procedimento assolutamente aderente negli interventi ai monumenti costruiti in pietra calcarea.

Video: Srecko Niketic/PIXSELL

I lavori sono stati affidati alla Kapitel”. Costo dell’intervento 44.330 kune (IVA inclusa), a carico del Museo archeologico dell’Istria, che ha in affido i monumenti in città. “Questo è il momento giusto per procedere”, sottolinea il direttore museale, Darko Komšo. Non si toglie nulla ai turisti, che comunque, adesso come adesso, mancano (e non ci sembra il caso di allargare il discorso alla pandemia e tutto quello che ha comportato: godiamoci un po’ di Covid-tranquillità). Fra tre settimane, quando i flussi saranno maggiori, il monumento, uno dei più belli della Romanità in quest’area, offrirà tutto il suo splendore e raffinatezza. Che va oltre il materiale, il “toccato con mano”. Racconta la storia, la gloria e l’orgoglio di una famiglia, i Sergi, appunto, cui Salvia Postuma fece erigere, “de sua pecunia” (quindi senza chiedere soldi a nessuno), l’Arco: il marito Lucio Sergio Lepido, tribuno della legione XXIX, che aveva partecipato alla battaglia di Azio; il padre (omonimo) e il fratello Gaio.

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