Pola e Fiume: il potenziale c’è

I principali centri urbani dell’Istria e del Quarnero vogliono mettere in funzione gli impianti abbandonati

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Pola e Fiume: il potenziale c’è

Nell’ambito della conferenza intitolata “Le grandi città, le risorse tolte (Veliki gradovi, oduzeti resursi)” incentrata sulle potenzialità e i nuovi progetti delle rispettive realtà, si sono soffermati Marin Račić, architetto e consigliere fiumano del partito Centar, nonché il sindaco polese Filip Zoričić.

”Il nostro obiettivo principale – così Račić –, è quello di mettere ordine ai problemi legati all’infrastruttura e ai vani della nostra città che purtroppo sono una sorta di ‘patologia sociale’ per Fiume. Avevamo una legislazione ben organizzata, un Piano di sviluppo sino al 2013 per i Comuni, le Città e le Regioni. Però dall’anno dopo, considerato che lo stesso non aveva portato agli effetti desiderati, che erano quelli di finalizzare una compensazione urbanistica (ossia l’unione di parcelle), il Piano urbanistico non esiste più. A dimostrazione di ciò il fatto che gli enormi complessi a Fiume non vengono utilizzati, vanno in rovina e infine vengono concessi a prezzi ridicoli”.

Tutto dipende dal governo

“Purtroppo – ha continuato Račić –, ormai tutto dipende dalle decisioni prese dal governo. Andando per ordine, l’Autorità portuale di Fiume l’anno scorso ha dato in concessione per 50 anni, ‘nell’interesse dello sviluppo e dell’economia’, il terminal container all’azienda Zagreb Deep Sea, ossia al consorzio APM TERMINALS/ENNA LOGIC. L’intenzione primaria era quella di dare la proprietà alla Città di Fiume e rivitalizzare l’impianto”. Račić si è soffermato sulla fabbrica “Torpedo”, ritenuta un bene culturale, che abbandonata ora si sta sfasciando. “La zona industriale di Kukuljanovo-Buccari (Bakar), che ha iniziato con le proprie attività nel 1976, in pratica non esiste più. Ormai si è ridotta ad alcuni negozi. Ciò vuol dire che la produzione in zona non esiste. Inoltre, grazie al progetto “Gradski projekt”, il governo, per la precisione Oleg Butković, a capo del Ministero del Mare, del Traffico e delle Infrastrutture, ha dato il benestare alla costruzione di un marina per l’approccio di mega yacht a Porto Barros, sempre nel porto fiumano, all’azienda ACI – Gitone”, ha rilevato Račić. Per la cronaca, va ricordato comunque che la ditta, su uno spazio di ben 105mila metri quadrati, ottenuto in concessione per 30 anni, dovrebbe investire oltre 363milioni di kune, nonché offrire 132 nuovi posti di lavoro.

Rivitalizzare le ex aree militari

È seguito l’intervento di Filip Zoričić, che a sua volta ha parlato dello sviluppo della propria città. “La circoscrizione di Pola conta ben 8 grandi, e 7 minori località che hanno un enorme potenziale per far progredire e migliorare la vita dei nostri cittadini. Stiamo lavorando per rivitalizzare in primo luogo le zone appartenenti all’ex Armata popolare jugoslava, quali Musil, Vallelunga e Santa Caterina, che ora sono sotto l’ingerenza dell’azienda Brijuni Rivijera. Qui va aggiunta l’enorme zona del cantiere navale Scoglio olivi. Per quel che concerne il porto, stiamo portando avanti delle trattative con l’Autorità portuale nonché con l’ACI Marina. Tra le altre località all’aperto ritenute molto importanti rientrano l’ex Idroscalo di Puntisella nonché Saccorgiana – ha detto Zoričić –. Comunque, ci sono molte altre strutture minori da far fruttare, quali l’ex caserma ‘Vladimir Gortan’ in Siana, che come pianificato dovrebbe diventare un Centro per i giovani nonché per l’imprenditoria sociale. Da non scordare l’ex Ospedale della Marina e la caserma di Scoglio olivi, che attualmente ospita l’Istituto per l’assicurazione pensionistica la cui sede anni fa ha preso fuoco e l’ex Scuola di musica”.

Lo sviluppo tecnologico

Secondo Zoričić questi impianti vanno messi in funzione. Il primo passo spetta al governo, poi alla Regione e infine alla Città di Pola. “La città va sviluppata pure tecnologicamente – ha continuato il sindaco –, e in questo senso contiamo sulla collaborazione dell’Infobip di Dignano e bisogna puntare sull’imprenditoria creativa e sullo sviluppo sostenibile. È un paradosso il fatto che la zona di Musil, che per la sua superficie rappresenta un quinto della città, non venga usata dai resienti. Inoltre, due quinti delle fortezze del Polese non sono proprietà della Città e quindi non vengono usate. Purtroppo, negli ultimi anni il numero di abitanti a Pola dai 57mila è calato a circa 52mila. La nostra intenzione quindi è quella di aumentare la popolazione, ma senza uno sviluppo mirato ciò non sarà possibile”, ha concluso Zoričić.

Lisignano più grande di Pola

Infine l’intervento dell’analitico Ivica Relković. “Pola, la più importante città dell’Istria, rientra nelle comunità minori. Fatto sta che il vicino Comune di Lisignano, per esempio, è più grande. A Fiume la situazione è ancora peggiore. Si tratta di un altro paradosso accanto agli esempi delle altre parti della Croazia. Dunque, è necessario quanto prima attuare la decentralizzazione nel Paese”.

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