Pola. Da Molo Fiume a Montegrande un lungomare da sogno

Banchine lastricate in pietra calcarea d’Istria, un filare d’alberi e quattro costruzioni affacciate al mare: ecco come si presenterà il futuro scalo passeggeri

Quattro costruzioni a due livelli da 500 metri quadrati

Da Molo Fiume a Montegrande un lungomare da sogno: un chilometro e mezzo di passeggiata a mare che avrà almeno tre grandi vantaggi: il primo e il più ovvio, quello di fungere da scalo passeggeri; il secondo e il più gradevole all’occhio, quello di cambiare la visuale del porto finora piuttosto scadente; e infine la terza e forse la più importante, quella di ripopolare una parte della città letteralmente deserta per tutta una serie di motivi.
Ecco come si presenterà tra qualche anno il nuovo scalo passeggeri di Pola. Banchine lastricate in pietra calcarea d’Istria, un filare d’alberi e quattro costruzioni affacciate al mare di non eccessive dimensioni. Ne parliamo con Donald De Gravisi, direttore dell’autorità portuale che sta pazientemente progettando il porto del futuro (anche lo scalo delle navi da crociera a Punta Guzzo).

In totale sono 11.500 metri quadrati per 4 nuove costruzioni

Due banchine nuove
Se si esclude Molo Fiume, ricostruito una dozzina d’anni fa, le ultime opere portuali promosse dalla Port Authority polese consistono nella costruzione di una prima banchina della lunghezza di 205 metri di fronte il Club di canottaggio, e di una seconda banchina portuale da 226 metri che affianca la ferrovia. Ebbene, questa seconda banchina completa di terrapieno della superficie utile di 11.500 metri quadrati (in buona parte edificabili), allarga la “fascia operativa” della costa di una trentina di metri rispetto a quella che fu la linea costiera precedente. Buona parte del materiale utilizzato per realizzare il terrapieno è stata ricavata dal cantiere dell’ospedale di via Zagabria, sicché le due opere, contemporanee, hanno usufruito l’una dell’altra a vicendevole vantaggio. La prima risparmiando sugli acquisti di materiale da costruzione e la seconda sulle spese dello smaltimento del materiale da risulta. I risultati sono sorprendenti: il nuovo scalo passeggeri possiede uno spazio e lineamenti finora impensabili, e in più mostra un potenziale urbanistico prima d’ora inconcepibile.

La banchina dello scalo passeggeri

Previste quattro costruzioni
A detta di De Gravisi, sono quattro le costruzioni previste dal progetto dello studio AD Arhitektura i Dizajn dell’architetto Davor Matticchio. I lineamenti sono geometrici, moderni, essenziali e tuttavia accoglienti, i colori neutri, le funzionalità molteplici. Ognuno dei quattro lotti edificabili si estende su 2.600 metri quadrati e ciascuna delle quattro costruzioni avrà 500 metri quadrati su due livelli. Dimensioni modeste, dunque, per non compromettere la delicata continuità della linea costiera, tra l’altro di notevole importanza, visto che conduce direttamente al più rappresentativo tra i monumenti della romanità dell’Istria: l’Arena di Pola. Per costruire si procederà a tappe.
La prima delle quattro costruzioni sarà riservata agli uffici dell’Autorità portuale e della Capitaneria di Porto, che investiranno nella sua edificazione a quattro mani, versando ognuno la metà dei 7 milioni di kune necessari per completare l’opera. La seconda delle quattro costruzioni sarà ceduta in concessione per non più di vent’anni a società private. L’idea è quella di farne un ristorante e un bar di classe. Le spese dell’opera sono stimate in 10 milioni di kune, per cui chi investe deve poter essere sicuro di ricavarne un tornaconto materiale se non immediato certamente veloce. Per le altre due costruzioni non v’è ancora una licenza edile in regola, per cui anche i bandi si rimandano a tempi da definire. Ma si presume che potrebbero trovarvi una sistemazione propria agenzie di servizi nautici in senso lato, e il circolo di canottaggio, che vorrebbe lasciare gli ambienti occupati attualmente in Parco Francesco Giuseppe I.

Donald De Gravisi, direttore dell’Amministrazione portuale
Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Opere molto costose
Vero è che il piano d’opera prevede costruzioni molto costose, di certo più costose della media. Le ragioni sono presto dette: il terrapieno non permette la costruzione di fondamenta in muratura tradizionali, ma richiede bensì pali in profondità nei fondali a garanzia della statica dei futuri edifici. Come per la costruzione della banchina, dunque, si tratta di lavori edili subacquei che gonfiano notevolmente il valore dell’opera. Tuttavia per attività commerciali come la ristorazione, in quella zona di valore inestimabile (scalo passeggeri, Arena, centro storico, ecc.), il tempo di rientro dell’investimento si stima in soli 7 anni. A tali conclusioni era arrivato lo studio di fattibilità tecnica ed economica condotto nell’ambito della progettazione. A quando l’avvio delle opere? Per la costruzione dei primi due edifici portuali bisognerà attendere il bando di gara d’inizio anno, e quindi se ne riparlerà all’inizio del 2020. Per la pavimentazione della banchina ogni momento è propizio, anche questo di fine anno. Al costo di 3 milioni di kune, IVA inclusa, l’opera è stata appaltata al costruttore TGT Adriatic e partirà in questi giorni. Ma anche senza la pavimentazione la banchina è già in uso: imbarcazioni di linea come quelle che fanno la spola tra Pola e Venezia, oppure Pola e le isole del Quarnero e della Dalmazia, fanno già uso degli ormeggi e non si curano troppo della precarietà estrema delle infrastrutture portuali allo stato attuale.

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