Consolato d’Italia. A Pola e Fiume commemorati i defunti

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Consolato d’Italia. A Pola e Fiume commemorati i defunti
I partecipanti alla commemorazione nei pressi dell'Ossario. Foto: Daria Deghenghi

Messa di suffragio in italiano a tutti i defunti nella giornata che li commemora, il 2 novembre, su iniziativa del Consolato Generale d’Italia a Fiume al Duomo di Pola. Nella sua edificante omelia il prefetto agli studi del Seminario Redemptoris Mater, don Stefano Castaldi, si è ispirato alla Lettera ai Romani di San Paolo che insegna la sopportazione con il conforto della speranza: “Noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza la virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza non delude perché l’amore di Dio è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo”. In chiesa ad ascoltarlo i fedeli italiani e le autorità: il Console Generale Davide Bradanini, il viceconsole onorario Tiziano Sošić, il vicesindaco Bruno Cergnul, Graziella Cazzaniga Palermo dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria AICI-LCPE e Loredana Lazarić della Comunità degli Italiani di Pola in rappresentanza di Furio Radin, deputato CNI e vicepresidente del Sabor. Alla messa è seguita la cerimonia della deposizione delle corone di fiori all’Ossario dei caduti al Cimitero della Marina di Pola. “Questa è una giornata in cui si ricordano i nostri caduti. È anche attraverso la partecipazione a un evento come questo che si rinnova e si alimenta il nostro sentimento di appartenenza alla nazione italiana”, ha dichiarato il Console. Gli ha fatto eco il vicesindaco Bruno Cergnul che ha ribadito l’importanza del luogo dell’Ossario in quanto tale: “Un pezzo d’Italia, un luogo italianissimo che veneriamo insieme al nostro passato pur guardando avanti e pensando alla pacificazione, alla serena convivenza dei popoli”. Si sono unite al coro degli oratori anche Graziella Cazzaniga Palermo e Loredana Lazarić per rinnovare il ricordo dei caduti. La santa messa al Duomo è stata cantata dal coro misto della Lino Mariani, che ha partecipato anche alla cerimonia di deposizione delle corone di fiori al cimitero di Monte Ghiro, l’ultimo dei tre eventi commemorativi del Consolato generale d’Italia a Pola in occasione della Giornata dei defunti.

Le autorità in chiesa. Foto: Daria Deghenghi

Dopo aver trascorso la mattinata a Pola, il Console Generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini nel pomeriggio è tornato a Fiume dove ha assistito alla messa in lingua italiana celebrata nella Cripta (Ossario) della Chiesa di San Romualdo e Ognissanti di Cosala. A officiare la funzione per i fedeli della CNI è giunto il sacerdote Nikola Vranješ. Tra i presenti, oltre al Console Bradanini, anche la presidente della Comunità degli Italiani, Melita Sciucca, il presidente dell’AFIM-LCFE, Franco Papetti, il segretario della stessa, Adriano Scabardi e la responsabile de La Voce di Fiume, Rosanna Turcinovich Giuricin. A solennizzare il momento è stata la partecipazione del Coro Fedeli Fiumani, che ha cantato la “Messa giubilare” (J.Gržinčić), un canto di Haydn e l'”Ave verum” di Mozart, diretti da Lucia Malner e accompagnati da Francesco Squarcia con la sua viola. Dopo i saluti di benvenuto del parroco della chiesa di San Romualdo e Ognissanti, Luka Pranjić, è seguita la celebrazione della Messa, in cui Vranješ ha rilevato che „questo è un luogo speciale per la Comunità italiana di Fiume. Da decenni qui sono sepolti i soldati italiani della Guerra mondiale ed è, quindi, il posto della preghiera e della memoria. Questi giorni ci invitano a riflettere in modo speciale sulla vita e sulla morte, che sono un mistero per gli uomini. In quanto tali non possiamo avere le risposte adeguate inerenti alle domande che le riguardano. Dio e la fede ci indicano che vi è anche un’altra vita, quella eterna. Perciò, oltre che pregare per i nostri defunti, siamo qui per farlo anche per noi.” Al termine della cerimonia davanti alla Cripta Bradanini e il presidente dell’AFIM-LCFE, Franco Papetti hanno rivolto un saluto. “Oggi è un giorno importante, in cui ricordiamo i nostri defunti e i nostri tanti, troppi caduti italiani, figli d’Italia. Questa celebrazione ha un valore speciale in questi territori, che oggi sono di pace. Oggi questa è una terra in cui italiani e croati vivono insieme. L’Italia e la Croazia sono Paesi amici, fratelli e sono in una condizione di rapporti fruttuosi e collaborativi”, ha dichiarato il Console. Sulla scia delle sue parole il presidente dell’AFIM-LCFE ha affermato che “davanti al monumento che ricorda il nostro esodo siamo qui a ricordare i defunti, a portare un fiore ai nostri avi, fratelli, amici, che sono sepolti in questo cimitero e che ci hanno insegnato a essere quello che siamo”.

La messa nella Cripta del tempio di Cosala in ricordo dei defunti. Foto: Željko Jerneić

Il Coro Fedeli Fiumani diretto dalla Maestra Lucia Malner

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