Pola, al via 65 nuovi alloggi a prezzi calmierati

Il ministro Bačić ha dato il via al nuovo progetto di edilizia agevolata di via Dukić dove sono previste due palizzine da 65 appartamenti ciascuna . Un secondo cantiere è stato avviato a Orsera

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Pola, al via 65 nuovi alloggi a prezzi calmierati
L’ampio cantiere di via Dukić. Foto Daria Deghenghi

Enti locali e Governo in guerra contro la crisi abitativa che ha ormai superato ogni limite di sopportazione, al punto che il prezzo del metro quadrato di condominio di nuova costruzione sfiora i 4.000 euro, sicché a non potersi più permettere un alloggio di proprietà (o un affitto a lunga scadenza) sono anche classi di professionisti che un tempo avremmo chiamato agiate. Le motivazioni si sprecano, ma hanno un comune denominatore: la concentrazione della ricchezza in poche mani da un lato e l’impoverimento delle masse dall’altro. oggi, mercoledì 15 aprile, il ministro dell’Edilizia, Branko Bačić, è stato a Pola per “seppellire” la simbolica capsula del tempo nelle fondamenta dei due palazzi che spunteranno in via Dukić con tanto di contributi locali e statali. È uno dei tanti progetti di edilizia agevolata che parte contemporaneamente alla revisione della normativa visto il fallimento del modello precedente. Quello di vent’anni fa (il classico POS) era stato concepito come un aiuto alle giovani famiglie ma è finito che gli alloggi generosamente sovvenzionati con denaro pubblico sono finiti sul mercato e hanno fatto la fortuna dei funzionari e dei dipendenti pubblici che hanno fiutato l’affare. Come al solito, i furbi hanno fatto incetta di metri quadrati e qualche anno più tardi hanno riempito le tasche di denaro sonante. Nessuno lo nega, nemmeno il ministro. Com’è che andranno le cose diversamente questa volta?

Vietata l’alienazione

Bačić riassume il senso della manovra in attesa di approvazione al Sabor (martedì prossimo), a significare che finalmente anche il legislatore ha imparato la lezione: “Chi acquista un alloggio da APN (l’Agenzia nazionale per il patrimonio immobiliare, nda) non potrà rivenderlo per trent’anni se non in pochissime eccezioni che riteniamo giustificate. Tra queste una malattia che richieda condizioni abitative diverse, un trasferimento inderogabile oppure la necessità di maggiore spazio per condizioni di famiglia mutate, ma anche in questi casi sarà l’APN a gestire il traffico dell’immobile e non il singolo proprietario”, ha detto il ministro, e giustamente, perché si tratta di soldi letteralmente presi dalle tasche dei contribuenti per essere trasferiti ad altri, beneficiari di un generoso sussidio economico.

La capsula del tempo è stata seppellita in profondità. Foto Daria Deghenghi

Quanti soldi esattamente? Intanto, il valore dei lotti edificabili e degli allacciamenti, esorbitante, ma anche il valore delle imposte a cui rinuncia l’amministrazione locale mentre avrebbe potuto incassare per devolvere ad altri servizi ai cittadini. In secondo luogo il valore dei contributi dello Stato alla costruzione con appalti gestiti a livello nazionale per ridurre ulteriormente i costi dell’opera. A conti fatti, stando al ministro, i 65 alloggi in via di costruzione a Pola costeranno circa 2.104 euro al metro quadrato in confronto ai 4.000 dei prezzi di mercato. Quindi, con 100 e passa mila euro si potrà mettere su casa con un mutuo trentennale sempre che ci si accontenti di un alloggio della superficie di 50 metri quadrati.

In 15 mesi 65 alloggi

Ieri il sindaco Peđa Grbin ha tirato un sospiro di sollievo, perché sono tre anni che sessanta e più famiglie di Pola attendono questo momento: “È servita un’eternità, ma ora ci siamo. Tra 450 giorni in questo luogo si troveranno due edifici con complessivi 65 alloggi, 60 posteggi nel garage interrato e altri 30 raso terra. Il 20 p.c. del lotto edificabile sarà verde e Pola e i polesi avranno a disposizione abitazioni a condizioni favorevoli. La crisi abitativa è una realtà, ed è un dato di fatto che senza un’edilizia statale col concorso dei poteri locali e regionali non saremo in grado di alleviarne le conseguenze. Se lasciata in balia del mercato, l’edilizia abitativa diventa necessariamente una crisi abitativa. Il modello POS è solo l’inizio.

Pola lavora contemporaneamente anche al progetto della cooperativa di abitazione in via Mutila e su altri lotti edificabili da destinare alla costruzione di alloggi accessibili, sempre in collaborazione con l’APN, che prevede lotti edificabili a costo zero, allacciamenti gratis e condono fiscale per la tassa sulla costruzione”, ha detto Grbin.

POS in via Zagabria

Anche il presidente della Regione, Boris Miletić, trova indispensabile l’impegno della pubblica amministrazione nel fronteggiare la crisi abitativa. Il modello POS in Istria ha dato 421 alloggi, in preparazione ve ne sono altri 210, non solo di nuova costruzione ma anche con restauro di strutture abbandonate da recuperare. Per merito della Regione il fondo alloggi POS avrà anche 22 unità abitative da trarre con la riqualificazione del padiglione ospedaliero in via Zagabria che era stata la sede dei reparti di Radiologia e Medicina interna. La Regione, ha ribadito il presidente, gestisce per conto suo un modello di sussidi per l’abitazione del personale delle strutture mediche e socio-sanitarie regionali tra cui medici specialisti, assistenti sociali, infermieri ecc. In questo caso si tratta di sussidi per il mantenimento e l’arruolamento di personale di difficile reperimento sul mercato, ma anche di affordable housing in senso lato.

Costo 9 milioni

Le due palazzine in via Dukić tra Siana e Monte Serpo avranno sei livelli, ha specificato il direttore dell’APN Dragan Hristov, di cui uno interrato per i garage, il pianoterra e quattro piani per abitare. La superficie utile è di 4.272 metri. Il valore dell’opera è di 9 milioni di euro, che include i 2 milioni di contributi del Governo, più il valore immobiliare del terreno, degli allacciamenti alle reti e dell’imposta comunale a carico della Città. Tutto ciò per trattenere il costo del metro quadrato in linea con i 2.000 euro, che il mercato ha da tempo superato. Gli alloggi in costruzione a Pola e a Orsera, ha detto il ministro, sono gli ultimi la cui costruzione inizia secondo il vecchio sistema POS. A pochi giorni, il Parlamento voterà la manovra che prevede, tra gli altri, massicci investimenti nelle locazioni a lungo termine.

Il modello è noto e sembra destinato ad avere successo in Croazia diversamente che a Budapest, a Barcellona e in altre capitali europee. La differenza, ha spiegato il ministro, sta nel fatto che ai proprietari di immobili fuori uso in Croazia lo Stato offre versamenti anticipati per anni di locazione vincolata e garantita, mentre le altre nazioni e città europee hanno offerto solo pagamenti mensili e quindi nessuna possibilità di un guadagno immediato per i proprietari.

“APN ha costruito negli anni 9.106 alloggi e in questo momento ne sta realizzando 1.246 in tutta la Croazia, ma non basta. Nei prossimi cinque anni, in applicazione della nuova legge, APN dovrà produrre altri 8.000 appartamenti e speriamo di farcela, ma non saremo in grado di raggiungere l’obiettivo senza la partecipazione attiva degli enti locali e regionali”, ha detto il ministro che dopo Pola ha fatto tappa anche a Orsera, in via Brostolade, per un’altra cerimonia di posa della capsula del tempo nelle fondamenta di quattro palazzine POS da otto appartamenti l’una (in totale 32 alloggi) su 2.073 metri quadrati di superficie utile del valore di 4,4 milioni di euro. Alla cerimonia è intervenuta la sindaca Tina Slamar che si attende la fine dell’opera nell’arco di 15 mesi proprio come Grbin a Pola.

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