Plenković punta su energia e prezzi: «Così difendiamo il turismo croato»

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Plenković punta su energia e prezzi: «Così difendiamo il turismo croato»
Foto §eljko Jerneić

Nel pieno delle tensioni internazionali e alla vigilia della stagione turistica, il governo croato punta su una leva ben precisa: contenere i prezzi dell’energia per restare competitivo rispetto alle altre destinazioni del Mediterraneo. È il messaggio lanciato dal premier Andrej Plenković durante la sua visita a Erevan, in Armenia, dove ha partecipato al vertice della Comunità Politica Europea.

Secondo Plenković, uno dei fattori chiave per mantenere attrattiva la Croazia è il livello dei prezzi. “Se il governo interviene, il costo dei carburanti scende, e questo è un prerequisito per affrontare la stagione turistica da una posizione più favorevole”, ha spiegato, sottolineando il legame diretto tra costo dell’energia e competitività del settore.

Plenković ha annunciato un imminente incontro con l’intero comparto turistico presso la Biblioteca nazionale e universitaria di Zagabria. L’obiettivo è analizzare le politiche dei Paesi concorrenti e definire strategie per attrarre visitatori in un contesto internazionale segnato da instabilità.

Un dato, in particolare, orienta le scelte del governo: oltre la metà dei turisti decide la destinazione all’ultimo momento, spesso sulla base dei prezzi. “Dobbiamo essere molto prudenti e intelligenti”, ha osservato il premier, per garantire una stagione di qualità.

Nella giornata di oggi, lunedì 4 maggio, l’esecutivo ha approvato una misura che congela per due settimane il prezzo della benzina a 1,64 euro al litro, mentre il diesel scende di sei centesimi, a 1,72 euro. Una decisione che si inserisce in una strategia più ampia volta a contenere le pressioni inflazionistiche.

Interventi pubblici contro il caro-energia

Il premier ha evidenziato come, grazie alle precedenti misure governative, anche i prezzi di elettricità e gas siano rimasti sostanzialmente stabili. Un segnale, ha detto, importante per l’intero sistema economico, in un momento in cui l’energia continua a rappresentare un fattore determinante per ogni attività produttiva.

Sul fronte delle finanze pubbliche, il governo ha scelto di rinunciare a una parte delle accise sui carburanti per evitare rincari più marcati. Una decisione resa necessaria anche dalle tensioni geopolitiche: il conflitto in Medio Oriente e le difficoltà nei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz stanno infatti incidendo sui mercati energetici globali.

Conti pubblici e rischi globali

Nonostante le incognite, Plenković si è detto fiducioso sulla tenuta dei conti statali anche in caso di ulteriori escalation, ad esempio in Iran. “Per ora tutto funziona bene”, ha affermato, ricordando come la Croazia sia tra i Paesi più virtuosi nella riduzione del debito pubblico in rapporto al Pil.

Resta però il nodo dell’inflazione. “Le pressioni ci sono, ed è proprio per questo che interveniamo sui prezzi dell’energia”, ha concluso, ribadendo che senza energia non può esserci alcuna vera attività economica.

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