Plenković presenta Ružić: «Scelta giusta per il ministero del Lavoro»

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Plenković presenta Ružić: «Scelta giusta per il ministero del Lavoro»
Foto: Patrik Macek/PIXSELL

Il premier Andrej Plenković ha presentato oggi, lunedì 16 febbraio, al Sabor (il Parlamento di Zagabria, ndr) il candidato al nuovo ministro del Lavoro, del Sistema previdenziale, della Famiglia e delle Politiche sociali: Alen Ružić. Una scelta che, nelle parole del capo del governo, punta su “una persona seria e responsabile”, con un profilo professionale solido e un’esperienza politica che dovrebbe garantirgli un rapido inserimento nell’esecutivo.

Plenković ha sottolineato il percorso di Ružić: medico, cardiologo, specialista in medicina interna, professore ordinario all’Università di Fiume e attuale direttore del Centro clinico ospedaliero di Fiume, oltre che già prorettore dell’Ateneo. Un curriculum tecnico, ma anche politico: membro della presidenza dell’Hdz, candidato alla guida della Regione litoraneo-montana e consigliere sia a livello regionale sia cittadino.

Il premier ha ricordato il peso del dicastero che Ružić si prepara ad assumere. Un ministero che segue oltre 1,2 milioni di pensionati, 600mila persone con disabilità, circa 84mila disoccupati, 72mila anziani e non autosufficienti, 40mila beneficiari del reddito minimo garantito e numerosi minori a rischio di esclusione sociale. “Se qualcuno guardasse solo ai numeri, penserebbe che il primo ministro sia anche ministro del Lavoro”, ha osservato Plenković, ricordando che il portafoglio finanziario del ministero ammonta a 13 miliardi di euro, più del 30% del bilancio statale.

Dal 2016 a oggi, ha aggiunto, le risorse per le prestazioni sociali sono passate da 269 milioni a 1,35 miliardi di euro. Numeri che il governo rivendica come prova di un rafforzamento del sistema, pur ammettendo le difficoltà incontrate su alcune riforme chiave.

Le priorità

Tra le priorità indicate a Ružić ci sono la preparazione della legge sulle persone anziane, l’accelerazione delle pratiche per l’assegno inclusivo e la stesura di un nuovo regolamento sull’assistenza personale, dopo la decisione della Corte costituzionale che ha imposto correttivi. Finora sono state emesse 271mila decisioni sull’assegno inclusivo, su 376mila procedure avviate, con pagamenti per 1,7 miliardi di euro. Le stime iniziali sui beneficiari, ha ammesso il premier, si sono rivelate inferiori alla realtà: le richieste sono state quasi il doppio del previsto.

Nel suo intervento davanti alle commissioni parlamentari riunite, Ružić ha definito l’incarico “un onore in un momento responsabile”, riconoscendo che ogni riforma, una volta applicata, mostra inevitabilmente le proprie imperfezioni. Ha promesso un approccio pragmatico, orientato alla soluzione dei problemi, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili, alla parità di genere e al rafforzamento degli strumenti contro il femminicidio.

Tra gli obiettivi dichiarati, anche una valorizzazione delle competenze degli assistenti sociali, attraverso una riorganizzazione del sistema e un miglioramento delle condizioni materiali e del carico di lavoro. Ružić ha richiamato la propria esperienza gestionale e accademica come base per affrontare una macchina amministrativa complessa.

Dall’opposizione non sono mancate critiche. Jelena Miloš del partito Možemo! ha chiesto di concentrarsi sui problemi concreti: inflazione, povertà dei pensionati, caro-affitti, servizi sociali insufficienti e riforme che, a suo dire, non hanno funzionato come promesso. La deputata indipendente Marija Selak Raspudić ha parlato invece di “disfunzionalità” istituzionale, chiedendo al nuovo ministro di riformare in profondità il sistema dopo le bocciature giudiziarie di alcune leggi.

Il Parlamento voterà la fiducia venerdì 20 febbraio. Per essere confermato, Ružić dovrà ottenere almeno 76 voti. Il ministro uscente Marin Piletić lascerà il governo per tornare ai banchi parlamentari.

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