Il primo ministro croato Andrej Plenković ha dichiarato questa mattina, martedì 11 novembre, di aver parlato con Milorad Pupovac, leader della minoranza serba in Croazia, in merito alla mostra “Srpkinja” (La serba) prevista a Vukovar. L’evento, ha spiegato, è stato rinviato al mese di dicembre per calmare le tensioni sorte negli ultimi giorni.
“Mi sono sentito questa mattina con Pupovac, hanno deciso di rinviare tutto per far calmare le tensioni. La mostra si terrà a dicembre”, ha detto Plenković, commentando anche le fotografie apparse in città di alcuni četnici e attribuite agli ultras dei Bad Blue Boys. “Quelle immagini non erano necessarie, dobbiamo abbassare i toni”.
Il premier ha ribadito che la Guerra patriottica e i valori che ne sono scaturiti rappresentano le fondamenta della moderna Croazia. Tuttavia, ha aggiunto, tutte le minoranze devono sentirsi accolte e rispettate.
“Tutte le minoranze in Croazia devono sentirsi bene e sicure, e devono avere spazio e mezzi per coltivare la propria identità. Non vedo perché, trent’anni dopo la fine della guerra, dovremmo ancora avere tensioni. È contrario a tutto ciò che il Governo sta facendo. Nessuno può convincerci che siamo revisionisti o nostalgici di ideologie passate. Queste sono accuse prive di senso”, ha detto Plenković, sottolineando l’importanza della verità e dell’informazione basata sui fatti.
Nessun rimpasto nella maggioranza di governo
Rispondendo alle domande dei giornalisti su un possibile rimpasto di maggioranza, Plenković ha smentito ogni voce di crisi politica.
“Non so da dove vengano queste voci. Stamattina abbiamo avuto una riunione della coalizione e tutti hanno sostenuto le mie parole dopo l’incidente di Spalato. Se qualcuno vuole unirsi alla maggioranza, è il benvenuto, ma deve dirlo chiaramente”, ha dichiarato.
«Vukovar è sempre una città sensibile»
Tornando sul tema del rinvio della mostra, il premier ha sottolineato la delicatezza del contesto di Vukovar.
“Non penso che la minoranza serba debba smettere di organizzare attività nel mese di novembre, ma è importante prestare attenzione ai contenuti. Vukovar è sempre una città sensibile. Ciò che è accaduto venerdì scorso è stata una scelta sbagliata. Anche quelli che cercano ora di giustificarsi da sinistra sanno di aver sbagliato,” ha aggiunto Plenković.
La polemica sul saluto «Za dom spremni»
Il premier si è espresso anche sulla decisione del Consiglio cittadino di Zagabria di proporre il divieto del saluto “Za dom spremni” (“Per la patria pronti”), legato al passato ustascia.
“Il valore legale di quella decisione è nullo. Se una canzone esiste da 35 anni, nessuna delibera cittadino potrà cambiarla. Chi trae vantaggio da tutto questo? Non il Governo, né la maggioranza. Ne approfittano i partiti più a destra, che cercano i voti dei nazionalisti, e una sinistra senza risposte concrete, destinata a restare all’opposizione”, ha commentato il premier.
Critiche ai media: «State creando una società aggressiva»
Nella parte finale del suo intervento, Plenković ha rivolto dure critiche ai media, accusandoli di alimentare un clima di isteria collettiva e di distogliere l’attenzione dalle questioni davvero importanti.
“Dite agli editori di fare domande rilevanti. State creando una società aggressiva. Il ruolo dei media negli ultimi mesi è spaventoso. Non è normale, non ci occupiamo di ciò che conta davvero”, ha concluso il premier croato.
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