Plenković allenta le tensioni: «Non ci sarà destabilizzazione»

Il premier croato invita alla calma dopo il nervosismo legato alle manifestazioni della minoranza serba e difende la stabilità del Paese

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Plenković allenta le tensioni: «Non ci sarà destabilizzazione»
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Dopo la riunione della presidenza dell’HDZ, il premier Andrej Plenković è tornato davanti ai giornalisti per affrontare i principali temi politico-sociali che agitano il Paese. Al centro del dibattito, le manifestazioni culturali della minoranza serba e gli episodi di tensione che le hanno accompagnate.

Il premier ha ricordato che novembre è un mese particolarmente delicato, segnato dall’anniversario della caduta di Vukovar e dalle commemorazioni per le vittime di Ovčara. “In questo contesto – ha aggiunto – serve prudenza e rispetto. Le tensioni vanno evitate, non alimentate”.

«Polarizzazione più forte, da sinistra e da destra»

Plenković ha ammesso che la società croata sta vivendo un momento di forte divisione. “Negli ultimi mesi la polarizzazione è cresciuta, sia da sinistra sia dall’estrema destra. Il nostro obiettivo resta una Croazia stabile e inclusiva. Chi pensa di destabilizzare la maggioranza governativa con tentativi politici borderline, sappia che non ci riuscirà. Gli elettori decideranno alle prossime elezioni, non la piazza”.

Il sindaco di Vukovar, Marijan Pavliček, aveva chiesto di rinviare la rappresentazione teatrale “Srpkinja” (La serba), definendola “troppo sensibile” per il momento attuale. Plenković ha invitato al buon senso: “Nessuno chiede alla minoranza serba di rinunciare alle proprie attività. Ma in tempi delicati è normale che certi contenuti provochino tensioni. Non serve censura, serve maturità.”

«Il diritto di protestare non giustifica la violenza»

Il premier ha anche commentato le proteste di Spalato, dove alcuni gruppi hanno chiesto la liberazione delle persone arrestate per l’aggressione ai partecipanti delle Giornate della cultura serba”. “La manifestazione è stata organizzata da tifoserie. Le decisioni spettano ai giudici, non al governo. Tutti possono protestare, ma chi viola la legge deve affrontare le conseguenze. L’abbiamo già detto e lo ripetiamo: la ‘legge della strada’ non passerà”.

Plenković ha voluto sottolineare che, nonostante le tensioni, la situazione resta sotto controllo. “A Zagabria e a Fiume non è accaduto nulla di grave, solo qualche slogan. Lo Stato funziona, la polizia è presente e pronta a intervenire. In momenti difficili serve fermezza, e noi la garantiamo”.

«I simboli estremisti non hanno posto nella società»

Il premier ha infine condannato i cori “Za dom spremni” (Per la Patria pronti) sempre più frequenti negli ultimi tempi. “È un problema che esiste da decenni, ben prima del nostro governo. Ma è chiaro che la sinistra tende a cavalcare queste questioni in modo strumentale. Noi invece lavoriamo per un Paese che guardi avanti, che rispetti tutti e che non cada nelle trappole della divisione”.

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