Il governo croato mette mano alle basi di calcolo delle prestazioni sociali, prevedendo per il 2026 un aumento generalizzato delle principali indennità, con incrementi compresi tra 5 e 10 euro a seconda della tipologia. La misura più rilevante riguarda la base per il calcolo della garanzia di reddito minimo, che salirà a 170 euro, 10 in più rispetto all’attuale valore, pari a un aumento del 6,25 per cento.
La legge sull’assistenza sociale stabilisce che il diritto alla garanzia di reddito minimo venga riconosciuto a singoli cittadini o nuclei familiari privi di risorse sufficienti per coprire i bisogni essenziali, in percentuale rispetto alla base stabilita. Per il 2026, la nuova base di riferimento conferma, dunque, un rafforzamento del sostegno ai soggetti più vulnerabili.
Parallelamente, la proposta di decisione sulle altre prestazioni del sistema di assistenza sociale fissa la base di calcolo a 80 euro, cinque in più rispetto al valore precedente, con un incremento del 6,67 per cento. Questo adeguamento riguarda, tra le altre, l’indennità per bisogni personali, l’indennità una tantum, il contributo per gli studenti regolari e il sostegno ai genitori caregiver. La base per il calcolo dell’indennità di lavoro degli affidatari familiari e del contributo di mantenimento salirà invece a 95 euro, con un aumento di cinque euro, pari al 5,56 per cento.
Secondo il Ministero del Lavoro, del Sistema previdenziale , della Famiglia e delle Politiche sociali, le decisioni si fondano sul parere del Consiglio nazionale per lo sviluppo delle politiche sociali e tengono conto dell’andamento complessivo dell’economia croata e delle capacità fiscali del bilancio statale. Le autorità sottolineano che gli importi finali delle prestazioni derivano dalla moltiplicazione della base per i coefficienti previsti per ciascuna misura.
Gli effetti concreti degli aumenti emergono chiaramente dagli esempi forniti dal Ministero. Le indennità per i genitori caregiver, che nel 2025 ammontavano a 750, 900 e 1.125 euro, saliranno nel 2026 rispettivamente a 800, 960 e 1.200 euro. Un affidatario standard con tre bambini sotto i tre anni, che nel 2025 percepiva complessivamente 2.083 euro tra indennità di lavoro e contributo di mantenimento, riceverà nel 2026 2.199 euro.
Anche la garanzia di reddito minimo registra un incremento significativo: una famiglia composta da due adulti abili al lavoro e due figli, che nel 2025 percepiva 528 euro, nel 2026 riceverà 561 euro.
Il Ministero ricorda inoltre che i beneficiari del sistema di assistenza sociale possono accedere ad altre forme di sostegno, come l’indennità per i consumatori vulnerabili di energia, pari a 70 euro, il contributo per le spese abitative, le indennità una tantum e ulteriori servizi come il sostegno all’inclusione o l’assistenza personale.
Nel quadro più ampio, il programma di governo per il periodo 2024-2028 prevede un aumento complessivo del 30 per cento delle principali prestazioni sociali, tra cui quelle per i genitori caregiver, per gli affidatari familiari e per gli studenti in condizioni di fragilità, oltre all’incremento della base per l’indennità destinata alle persone socialmente vulnerabili, che dovrebbe passare da 150 a 200 euro. Le tre decisioni ora in discussione rappresentano, secondo l’esecutivo, un passo concreto verso il raggiungimento di questi obiettivi, fondati sui principi di solidarietà e tutela delle fasce più deboli della società. La consultazione pubblica sulle nuove basi di calcolo si è svolta dall’9 all’11 gennaio.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.












































