Pirano Capitale europea della cultura 2025. Arriva il sostegno di Trieste e dell’Istria

La presentazione a Palazzo Pretorio

L’Onda del cambiamento. Con questo slogan Pirano e gli altri Comuni dell’area costiera presenteranno la loro candidatura a Capitale europea della cultura 2025. Oggi a Palazzo Pretorio è stato illustrato il dossier contenente le linee guida di questa importante, ma complessa iniziativa. A prepararle è stato un comitato di esperti, presieduto da Martina Gamboz, che hanno avuto l’incondizionato appoggio dei Consigli comunali di Capodistria, Isola, Pirano e Ancarano. Ad accettare la collaborazione transfrontaliera nel progetto sono stati la città di Trieste, rappresentata oggi dal sindaco Roberto Dipiazza, che si è detto certo di come il progetto supererà le aspettative, la Regione istriana, i Comuni di Buie, Umago, Parenzo e altri soggetti italiani, croati e sloveni. La stretta collaborazione tra le regioni contermini, il multiculturalismo dell’area, la capacità delle genti di parlare più lingue e di comprendersi sono i valori che saranno proposti all’Europa, come basi per la candidatura. La condivisione di un importante patrimonio culturale, la volontà di superare le differenze e di cancellare per sempre i confini, saranno altri punti cardine del programma. Sino alla loro presentazione in febbraio alla Commissione mista europeo-slovena, i dettagli rimangono segreti. Sono suddivisi in 27 capitoli, dai quali poi passare alla stesura dei programmi concreti. Derivano come detto da Borut Jerman, coordinatore dei preparativi per la candidatura, dalle storie raccontate dalla gente semplice, incontrata nelle varie località. Presentano la volontà di rimanere attaccati all’Istria e ai suoi valori, di rimanere o ritornare a casa dei giovani per dare il loro contributo con le esperienze accumulate anche all’estero. I sindaci presenti all’incontro di oggi hanno rimarcato che i loro Comuni hanno colto l’opportunità di pensare non soltanto alla promozione, ma soprattutto alle possibilità di sviluppo. Đenio Zadković, primo cittadino di Pirano, ha sottolineato che la candidatura collegherà per la prima volta, dopo la Seconda guerra mondiale, in maniera organica i tre Paesi confinanti. Il capodistriano Aleš Bržan, ha voluto porre in evidenza come il multiculturalismo istriano vada oltre quella proposta e sostenuta dall’Unione Europea. A conferma di ciò è giunto l’intervento del sindaco di Isola, Danilo Markočič che ha parlato della convivenza nel suo Comune di ben 27 diverse nazionalità. Ancarano con Gregor Strmčnik porterà nel progetto l’entusiasmo del più giovane Comune sloveno. Importante anche il messaggio lanciato per non disperdere l’energia positiva creatasi tra i soggetti scesi in campo, a prescindere da quale sarà il risultato della candidatura. Pirano e gli altri alleati dovranno superare il primo giro di selezione, affrontando la concorrenza di altri cinque soggetti sloveni, tra i quali spiccano la capitale Lubiana e Nova Gorica, in corsa con Gorizia. Nella prossima fase sarà necessario definire nel dettaglio programmi e investimenti legati al ruolo di Capitale della cultura. I mezzi messi a disposizione dallo Stato, 10 milioni di euro circa, riguardano per ora soltanto le attività e non l’infrastruttura, altrettanto importante e che rappresenta poi il valore più duraturo nell’iniziativa. I finanziamenti non sono stati giudicati pochi, ma certamente insufficienti per tutte le necessità che si presenteranno a titolo ottenuto e del quale nessuno oggi a Capodistria sembrava dubitare.

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