È stato modificato e aggravato l’atto d’accusa nel caso della violenta aggressione avvenuta nel centro di Fiume nelle prime ore di mercoledì mattina, 11 febbraio, ai danni di un ragazzo di 16 anni. Uno dei tre presunti aggressori un 29enne residente a Fiume ma professionalmente legato alla Germania, è stato trasferito nel pomeriggio di oggi in carcere.
La giudice per le indagini preliminari del Tribunale regionale di Fiume ha accolto la richiesta della Procura e ha disposto la custodia cautelare in carcere per il giovane sulla base di tre motivazioni: il pericolo di fuga, il rischio di inquinamento delle prove attraverso l’influenza sui testimoni e la possibilità di reiterazione del reato.
L’elemento centrale e più rilevante dell’evoluzione del caso è l’inasprimento dell’accusa rispetto a quanto inizialmente comunicato dalla polizia. In un primo momento, il 29enne era sospettato di aver causato gravi lesioni personali a un minorenne e di tentate gravi lesioni nei confronti di un 20enne rimasto ferito mentre cercava di intervenire. Successivamente, però, la qualificazione giuridica dei fatti è stata modificata: l’uomo si trova ora in custodia cautelare con l’accusa di tentato omicidio ai danni del 16enne.
Secondo il comunicato della Procura, “sussiste un fondato sospetto che l’indagato, l’11 febbraio 2026 nell’area di Fiume, abbia agito di comune accordo con altre due persone di sesso maschile al momento non identificate, con l’intento di uccidere la vittima nata nel 2009. I tre avrebbero colpito ripetutamente il ragazzo con pugni e calci alla testa e al corpo, provocandogli lesioni di natura grave”.
La Procura ritiene inoltre che il 29enne e gli altri due aggressori abbiano preso di mira anche una seconda vittima, un giovane nato nel 2005, intervenuto per tentare di fermare l’aggressione. L’uomo sarebbe stato colpito con pugni alla testa, riportando lesioni di lieve entità.
Nel frattempo, la polizia ha annunciato di aver arrestato anche un secondo sospettato. Si tratta di un cittadino croato di 33 anni, ritenuto coinvolto nel brutale pestaggio del sedicenne. Nei suoi confronti è attualmente in corso l’indagine penale, mentre proseguono le ricerche per identificare il terzo partecipante all’aggressione.
L’allarme era scattato intorno alle 4.30 del mattino di mercoledì, quando gli agenti della Prima stazione di polizia di Fiume avevano ricevuto una segnalazione per una violenta rissa in via Aldo Colonnello, nel rione di Scoglietto. Il primo sospettato, un cittadino croato di 29 anni, era stato arrestato appena mezz’ora dopo i fatti.
Le indagini hanno permesso di ricostruire che l’uomo, insieme ad altri due soggetti, avrebbe aggredito fisicamente due giovani croati: un minorenne di 16 anni e un 20enne. Il ragazzo più giovane ha riportato gravi ferite, mentre il 20enne, intervenuto in sua difesa, è rimasto lievemente ferito.
L’ospedale: «Le condizioni del ragazzo sono stabili e in miglioramento»
Le condizioni del 16enne, ricoverato al Centro clinico ospedaliero di Fiume, “sono stabili e in miglioramento”. Lo ha confermato Renata Dobrila-Dintinjana, vicedirettrice della struttura per la qualità delle cure, precisando che, con il consenso dei genitori, è possibile rendere noto che il paziente è sottoposto a tutte le necessarie procedure diagnostiche e terapeutiche. Sul possibile intervento chirurgico, la dottoressa si è limitata a dichiarare che “al momento non possono essere fornite ulteriori informazioni”.
L’aggressione
Secondo la ricostruzione della polizia, il giovane sarebbe stato colpito ripetutamente con pugni e calci, anche dopo essere caduto a terra. Gli aggressori si sono poi dati alla fuga. Fonti non ufficiali parlano di fratture alle ossa del volto e di numerose altre lesioni.
Le immagini e il racconto della famiglia
L’aggressione è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza della zona. Le immagini, giudicate estremamente scioccanti, sono state diffuse sui social dal padre della vittima. Si vede chiaramente un uomo colpire il ragazzo alla testa, seguito dall’intervento di altre persone che lo scaraventano a terra e continuano a colpirlo, fino a quando sembra perdere conoscenza.
Il padre del sedicenne, parlando ai media, ha raccontato lo shock della famiglia, trasferitasi a Fiume solo pochi mesi fa da Lussinpiccolo.
Dato il coinvolgimento di un minore, dell’accaduto è stato informato anche l’Istituto croato per il lavoro sociale.
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