- L’approvazione della proposta di ripartizione dei mezzi del Bilancio nazionale destinati alle minoranze nazionali per il finanziamento dell’autonomia culturale (concetto questo nel quale rientrano anche l’informazione e l’editoria, nda) nel 2025 ha sollevato un polverone. Se le risorse spettanti all’Edit rispetto all’anno scorso sono aumentate con il contagocce, i finanziamenti destinati al settimanale Novosti della minoranza serba sono stati ridotti del 35 p.c., ossia di circa 200mila euro. Nel complesso, per il tramite del bando pubblico per l’assegnazione dei finanziamenti per l’autonomia culturale delle minoranze nazionali per quest’anno sono stati assegnati quasi 11.350.000 di euro (circa il 13 p.c. in più rispetto all’anno scorso) – l’importo include anche gli oltre 66mila euro destinati al Dramma Italiano del Teatro nazionale croato “Ivan de Zajc” di Fiume in base a un accordo bilaterale tra Zagabria e Roma – a fronte di 1.352 richieste di sovvenzionamento per un valore che ha sfiorato i 16,6 milioni di euro (+30 p.c. rispetto al 2024).

Il vicepresidente del Sabor e deputato della Comunità Nazionale Italiana, Furio Radin, oggi, giovedì 24 aprile, nel corso della seduta del Consiglio delle minoranze nazionali, svoltasi come di consuetudine ai Banski dvori, ha protestato con fermezza per il trattamento riservato all’Edit e alle Novosti. “Sono due le cose che mi preme dire. Innanzitutto devo esprime la mia insoddisfazione per l’importo concesso all’Edit. È vero che testimoniamo a un aumento, ma si tratta di una correzione minima. Un aiuto inadeguato, parliamo di risorse di gran lunga al di sotto di quelle di cui una casa editrice che pubblica quattro testate informative, incluso un quotidiano, ha bisogno”, ha rilevato Radin, ricordando dopo la seduta che la CNI continua a essere tra i maggiori beneficiari dei contributi in oggetto e che ora spetterà all’Unione Italiana il compito di trovare il modo di compensare. “L’Edit – ha proseguito – conta un’ottantina di dipendenti, pubblica l’unico quotidiano in lingua straniera in Croazia e non merita di essere valutata richiamandosi esclusivamente a una mera logica statistico-burocratica”. “Mi pento di non essere venuto a parlare della questione prima. Non l’ho fatto perché da più parti mi è stato detto che ciò sarebbe stato inteso come un tentativo di svolgere pressioni”, ha puntualizzato il deputato della CNI rivolgendosi ai membri del Consiglio. “L’Edit e in particolare la Voce del popolo ha nel suo organico giornalisti i cui stipendi sono sensibilmente inferiori alla media nazionale. Spero, perlomeno in seno a questo Consiglio, che condividiamo l’opinione che i giornalisti professionisti delle minoranze nazionali non dovrebbero avere retribuzioni più basse rispetto a quelle degli altri loro colleghi”, ha affermato Radin, chiarendo di essere consapevole che anche in altre realtà, ad esempio le radio o le televisioni la situazione non sia tutta rose e fiori. “Mi scuso se vi sembrerò arrogante, ma desidero farvi comprendere che la Voce è qualcosa di particolare. Parliamo – ancora il vicepresidente del Sabor – di una testata letta nelle Ambasciate e in tutte le Ambasciate si trova almeno una persona che conosce l’italiano. La Voce del popolo viene letta pure nelle Ambasciate all’estero. Naturalmente, anche in virtù dei suoi canali digitali, intendo il portale e lo sfogliatore, la sua diffusione è molto più vasta”. Di seguito Radin ha commentato la sorte dei finanziamenti destinati alle Novosti. “Ridurre di 200mila euro i finanziamenti destinati a questo settimanale è un atto politico”, ha dichiarato Radin. Gli ha fatto eco il deputato Milorad Pupovac (SDSS), il quale annunciando che né lui né gli altri parlamentari eletti al Sabor nei seggi specifici riservati alla minoranza serba non tenteranno di boicottare l’approvazione della decisione sulla ripartizione dei mezzi in oggetto per non compromettere i progetti e le iniziative delle altre comunità nazionali. In seguito Pupovac ha detto che per avere la certezza che dietro alla sorte subita dalle Novosti si celi la politica basterà attendere la reazione di certi attori della politica. Un chiaro riferimento, il suo, alla retorica e alle battaglie condotte da alcune forze parlamentari. Critiche nei confronti della proposta della Commissione autonoma incaricata dal Consiglio di vagliare i progetti candidati al bando per l’assegnazione dei mezzi per l’autonomia culturale delle minoranze nazionali sono state espresse anche dal parlamentare Veljko Kajtazi (prettamente ai programmi presentati dalle minoranze nazionali che rappresenta) e dal deputato della minoranza bosgnacca Armin Hodžić. Quest’ultimo ha elogiato l’aumento globale delle risorse ed ha esortato a dare in futuro sempre più peso ai mezzi d’informazione digitali di nuova generazione, ottenendo in questo l’appoggio del presidente del Consiglio delle minoranze nazionali Tibor Varga. Al termine del dibattito la proposta della Commissione che ha vagliato i progetti candidati a beneficiare dei mezzi destinati al finanziamento dell’autonomia culturale delle minoranze nazionali è stata approvata con cinque voti astenuti. Oltre ai deputati Furio Radin, Milorad Pupovac, Dragana Jeckov e Veljko Kajtazi, ha votato astenuto anche il vicepresidente del Consiglio per le minoranze nazionali Milan Vukelić.

Prima della votazione il presidente del Consiglio, Tibor Varga, aveva rilevato che il compito del Consiglio in questo caso consiste nell’assicurare le risorse per l’autonomia culturale delle minoranze nazionali. “Cosa s’intende per autonomia culturale è sancito nella Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali. Mi limiterò a osservare che in questo ambito non rientrano i programmi politici, sociali, quelli legati all’istruzione, alla religione e allo sport, pur trattandosi di temi di indubbia rilevanza per le comunità nazionali”, ha detto Varga, ricordando a tutti che nel suo ruolo di presidente del Consiglio è l’unico a rispondere davanti alla legge per eventuali oneri fiscali inevasi o per l’eventuale uso improprio dei mezzi in oggetto.
Al termine della seduta Varga è stato incalzato dalle domande dei giornalisti (presenti in un numero notevolmente più grande rispetto al solito, nda), che gli hanno chiesto di spiegare cosa sia cambiato nella politica redazionale delle Novosti rispetto agli anni passati e se ci siano stati fatti nei suoi confronti pressioni politiche. Varga ha negato d’aver subito pressioni e ha ribadito che il Consiglio ha il compito di usare le risorse a sua disposizione per sostenere l’autonomia culturale delle minoranze nazionali. Ha respinto le critiche relative alla presunta penalizzazione della minoranza serba osservando che questa nel globale ha visto lievitare di circa il 10 p.c. gli stanziamenti ottenuti.
Articolo in aggiornamento…
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































