Sorpasso storico: più croati all’estero che in patria

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Sorpasso storico: più croati all’estero che in patria
Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

Per la prima volta nella storia, vivono più croati all’estero che nella stessa Croazia. Secondo le stime, oggi in patria risiedono circa 3,8 milioni di croati, mentre oltre cinque milioni vivono all’estero. Di questo si è discusso alla conferenza “Hrvatsko useljeništvo i gospodarski razvoj: posebnosti i prilike” (“Immigrazione croata e sviluppo economico: peculiarità e opportunità”), dove il tema centrale è stato il possibile ritorno degli emigrati come ultima occasione per rafforzare il Paese, sia dal punto di vista demografico che economico.

Il vicepresidente del Governo e ministro della Difesa Ivan Anušić, ha ricordato che l’emigrazione croata è nata in condizioni particolari, spesso come conseguenza dell’intolleranza politica del periodo jugoslavo verso chi si identificava con l’identità nazionale croata. Nonostante ciò, ha sottolineato, i croati all’estero hanno sempre dimostrato lealtà e spirito di comunità nei Paesi che li hanno accolti, diventandone un valore aggiunto.

“Oggi nel mondo vediamo movimenti migratori incontrollati e una crescente insicurezza – ha detto Anušić – mentre in Croazia si vive ancora una vita normale e sicura, fondata su valori cristiani e umani. Dobbiamo preservare questa sicurezza e permettere ai nostri emigrati di tornare, perché porteranno con sé quei valori e arricchiranno nuovamente la nostra nazione”.

Anušić ha ricordato l’esempio di Israele, “che grazie al ritorno dei propri emigrati ha costruito una delle nazioni più forti e influenti del mondo”. Ha aggiunto che la Croazia vive il momento politico giusto per riformare la legislazione e creare condizioni favorevoli al rientro: “Non si tratta solo di riportarli indietro, ma di dare loro reali opportunità di vivere e investire qui: uno Stato di diritto, giustizia ed eliminazione delle barriere amministrative.”

Anche il ministro della Demografia e dell’Immigrazione, Ivan Šipić, ha annunciato la prosecuzione delle misure a sostegno della natalità e dell’immigrazione, con l’obiettivo di attrarre nuovi investimenti e favorire i ritorni. “Vogliamo invertire i trend negativi – ha spiegato – e si iniziano a vedere segnali positivi: per diversi mesi consecutivi sono nati più bambini rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e cresce anche il numero di ritorni. Non abbiamo ancora vinto, ma stiamo contrastando la tendenza al declino.”

Šipić ha riconosciuto che il ritorno non può avvenire dall’oggi al domani, ma richiede politiche pazienti e responsabili: “Il cambiamento arriverà quando le persone percepiranno sicurezza, possibilità di trovare lavoro e casa, e un futuro per i giovani. Ci aspetta una battaglia per la sopravvivenza del popolo croato, e il Governo farà la sua parte per rimuovere ostacoli come la burocrazia, la cittadinanza e le questioni di residenza.”

Il segretario di Stato Zvonko Milas, dell’Ufficio centrale per i croati all’estero, ha ribadito che sono già state avviate numerose iniziative per favorire il ritorno, ma che serve una stretta collaborazione tra ministeri, enti locali e comunità. “Dobbiamo far capire ai nostri emigrati che la Croazia non è solo la terra dei loro avi o una meta per le vacanze, ma la loro vera patria. Devono sentirsi parte integrante della vita economica e sociale del Paese”, ha affermato.

Durante la conferenza si sono svolti anche panel dedicati alle opportunità di investimento, alle storie di successo dei rimpatriati e ai potenziali di sviluppo nelle regioni di Slavonia e Baranja. Gli organizzatori hanno sottolineato che l’obiettivo dell’incontro è creare un ponte tra economia nazionale e diaspora, favorendo lo scambio di esperienze e promuovendo investimenti e innovazione, con particolare attenzione alla rinascita demografica ed economica del Paese.

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