Dal 1° gennaio 2027 la Croazia eliminerà l’imposta sul reddito applicata alle pensioni. Lo ha annunciato Marinko Lukenda, leader del Partito croato dei pensionati (HSU) e partner della coalizione di governo, spiegando che la misura interesserà circa 530 mila pensionati che oggi pagano questa imposta. Secondo le stime diffuse dal governo, l’abolizione della tassa comporterà un aumento medio degli assegni pensionistici pari a circa 33 euro mensili.
Lukenda, che ricopre anche l’incarico di segretario di Stato presso il Ministero del Lavoro, del Sistema pensionistico e delle Politiche sociali, ha precisato che la decisione è stata concordata con il premier croato e rientra tra gli impegni presi dalla formazione politica durante la campagna elettorale. “La tassa verrà abolita dal 1° gennaio 2027 su tutte le pensioni, indipendentemente dall’importo”, ha dichiarato Lukenda, sottolineando che si tratta di uno dei principali punti programmatici dell’HSU sin dall’inizio del mandato. L’attuale imposizione fiscale sulle pensioni varia tra il 10 e l’11 per cento, con aliquote ancora più alte nella capitale Zagabria, dove il prelievo raggiunge l’11,5%.
Secondo Lukenda, solo la città di Zagabria incassa circa 60 milioni di euro all’anno grazie alla tassazione sulle pensioni, mentre il costo complessivo della riforma supererà i 180 milioni di euro, fondi che finora finivano alle amministrazioni locali.
Chi guadagnerà di più
Il presidente dell’HSU ha ricordato che i pensionati con assegni inferiori ai 600 euro mensili già oggi non pagano imposte. I benefici maggiori saranno quindi per chi percepisce pensioni più alte. Un pensionato con un assegno di circa 1000 euro a Zagabria, ad esempio, riceverà circa 45 euro in più al mese dopo l’abolizione della tassa. Lukenda ha inoltre rivendicato gli aumenti già introdotti per le pensioni minime, cresciute tre volte del 3%, precisando che l’importo minimo ha ormai raggiunto i 450 euro.
L’obiettivo dichiarato del governo resta quello di portare la pensione media a 800 euro entro la fine della legislatura.
Nuovi centri per anziani
Oltre alla riforma fiscale, il governo croato punta ad ampliare l’assistenza agli anziani con nuovi investimenti nelle strutture residenziali. Entro la fine dell’anno dovrebbe essere pubblicato il bando per la costruzione di altri 15 centri e case di riposo, che si aggiungeranno ai 18 già annunciati e a due nuove strutture in apertura quest’anno, con una capacità complessiva di 1800 posti letto e 4500 posti per servizi di assistenza esterna.
Le critiche alla Città di Zagabria
Durante la presentazione della misura è intervenuta anche Ema Culi, presidente dell’organizzazione cittadina dell’HSU a Zagabria. Culi ha sottolineato che nella capitale oltre 150 mila pensionati pagano ancora la tassa sulle pensioni e ha accusato ila Città di non aver richiesto i fondi governativi destinati alla costruzione di case di riposo, pari a circa 160 milioni di euro.
Secondo l’esponente politica, nel bilancio cittadino del 2026 non sarebbe stato previsto alcun finanziamento per le associazioni dei pensionati, mentre sarebbe stato cancellato anche il servizio telefonico di assistenza dedicato agli anziani.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































