Pensioni italiane: erogazioni regolari

La Casa dei sindacati a Fiume. Foto Željko Jerneić

Il 2020 è stato un anno particolare sotto tantissimi punti di vista essendo stato caratterizzato in gran parte dalla pandemia causata dal virus Covid-19, che ha provocato spesso rallentamenti e difficoltà nel lavoro di vari enti e istituzioni. Sono stati tanti anche i cittadini che, avendone la possibilità, hanno deciso di ritirarsi in pensione. Forse in quanto ormai stanchi di tutta una vita trascorsa a lavorare o semplicemente per la paura di venire a contatto con il virus in quanto più esposti sul proprio posto di lavoro. La questione ha riguardato anche diversi connazionali che hanno lavorato per un periodo all’estero, e più precisamente in Italia. Com’è, ad esempio, il caso di una nostra lettrice pensionata, che fruisce in parte della pensione italiana, e la quale ci ha contattati in redazione per delle difficoltà avute nell’erogazione della stessa. Motivo per cui abbiamo interpellato i responsabili dell’addetto Ufficio. “Lo scorso anno sono stati davvero in tanti a ritirarsi in pensione – ci ha spiegato Marko Mataja-Mafrici, consulente presso il Patronato INCA CGIL di Fiume, i cui uffici si trovano nella Casa dei sindacati Franjo Belulović in via Krešimir in zona Braida –. Lo hanno fatto quasi tutti coloro che avevano raggiunto almeno le minime condizioni. Abbiamo avuto tantissimo lavoro in virtù del fatto che nel sistema bisogna inserire il Certificato di esistenza in vita di ciascun fruitore e quando in un mese ne arrivano quasi 2mila, l’attività subisce rallentamenti in quanto sulle pratiche lavorano soltanto tre persone. Inoltre, a causa del lockdown, per un dato periodo è stato difficile inviare il tutto nel Regno Unito dove, mediante la Western Union, vengono poi effettuati alcuni pagamenti. Ci sono stati dei piccoli ritardi nei versamenti a singole persone a causa del servizio postale. Infatti, chi possiede un conto estero o conto corrente, percepisce regolarmente i pagamenti, con frequenza mensile o due volte all’anno, se si tratta di entrate che non superano i 50 euro al mese. In questo caso, i pagamenti vengono effettuati il 1º luglio e il 1º dicembre. Fortunatamente, per la Western Union (WU), hanno optato pochi utenti, in quanto consigliamo a tutti di aprire, con il nostro aiuto, un conto nella banca di Fiume. Chi invece percepisce la pensione mediante WU, non può ritirare direttamente i soldi, ma gli vengono consegnati dei codici con i quali poi deve presentarsi in banca, e questi hanno una determinata scadenza, ovvero rimangono attivi per 90 giorni, dopo di che noi dobbiamo fare una nuova richiesta (riammissione in pagamento) affinché l’utente possa riceverne altri. A volte, nei casi delle donne, succede che i codici vengano inviati con il cognome da nubile delle dirette interessate, e allora in banca nasce un nuovo problema. Noi abbiamo fatto da tramite durante tutto il 2020 e posso dire che i versamenti sono stati eseguiti in modo regolare. Abbiamo ricevuto delle lamentele, ma si trattava di piccoli problemi di vario tipo che sono sorti o per motivi di ritardo nella consegna del certificato di esistenza in vita o a causa del servizio postale che, durante la pandemia, era rallentato. Consiglierei di aprire un conto per accelerare il tutto”.
Il Patronato INCA CGIL è un istituto che offre servizi di pubblica utilità, tutela e promuove i diritti riconosciuti a tutte le persone dalle disposizioni normative e contrattuali – italiane, comunitarie e internazionali – riguardanti il lavoro, la salute, la cittadinanza, l’assistenza sociale ed economica, la previdenza pubblica e complementare.

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