Importanti novità per il sistema previdenziale croato: il 2026 segna la fine delle decurtazioni per chi ha scelto il pensionamento anticipato ma ha ormai raggiunto la soglia dei 70 anni. La riforma della legge sull’assicurazione pensionistica prevede l’eliminazione automatica del cosiddetto “fattore di penalizzazione”, portando nelle tasche dei beneficiari un incremento medio di circa 57 euro al mese, riporta la testata Index.
I numeri della riforma
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione Pensionistica (HZMO), la misura coinvolgerà circa 127.000 persone nel corso del 2026. Al momento, la platea dei pensionati anticipati conta oltre 212.000 soggetti (di cui 114.440 donne), con un’età media di quasi 71 anni. Ciò significa che oltre la metà degli aventi diritto – circa 118.000 cittadini che hanno già compiuto 70 anni – vedrà scattare l’aumento immediatamente.
Il costo complessivo dell’operazione per le casse dello Stato è stimato in 79,8 milioni di euro per l’anno in corso.
Il paradosso della penalizzazione
Fino ad oggi, il sistema croato prevedeva una riduzione permanente della pensione dello 0,2% per ogni mese di anticipo rispetto all’età pensionabile ordinaria, indipendentemente dagli anni di contributi versati. Per chi è uscito dal mondo del lavoro con il massimo anticipo consentito (cinque anni), la decurtazione ammontava al 12% dell’assegno.
I dati statistici evidenziano un paradosso: chi va in pensione anticipata ha spesso una carriera contributiva più lunga (una media di 37 anni e 8 mesi) rispetto a chi accede alla pensione di vecchiaia ordinaria (35 anni). Nonostante abbiano lavorato di più, i “precoci” percepiscono assegni mediamente più bassi: circa 573 euro contro i 689 euro della media nazionale.
Tempi e modalità di erogazione
La riforma si applica dal primo giorno del mese successivo al compimento del 70° anno di età. Per chi ha già superato tale soglia prima dell’entrata in vigore della norma, l’adeguamento avverrà automaticamente d’ufficio.
L’HZMO ha rassicurato i cittadini: sebbene il termine di legge per il ricalcolo sia fissato alla fine di marzo, l’obiettivo è far partire i pagamenti maggiorati con largo anticipo rispetto alla scadenza burocratica. La misura riguarda non solo le pensioni di vecchiaia anticipate standard, ma anche quelle erogate per i lavoratori con carriere lunghe o regolate da normative speciali, purché soggette a penalizzazioni.
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