Parte da Gallesano la volata di Radin verso il Parlamento

Al via la campagna elettorale del candidato al seggio specifico

Furio Radin. Foto Damjan Tadic/CROPIX/POOL/PIXSELL

È partita da Gallesano la campagna elettorale di Furio Radin, che nel tardo pomeriggio di ieri, nella sede della locale Comunità degli Italiani, ha incontrato gli elettori, per fare poi altrettanto a Palazzo Bradamante, sede della CI di Dignano, incontrando l’elettorato dignanese. Elezioni strane, quelle cui stiamo andando incontro, ha detto Radin, per questo repentino riproporsi del Covid-19, ma tant’è.
“Che cosa dire di importantissimo, questa sera – ha rilevato – dopo tanti anni che ci parliamo?” e allora, mettendo mano ai flyer, ha sottolineato il motto “Viva noi” che campeggia appunto su flyer e manifesti. Più numerosi che in passato, essendo castigata dalla tutela della privacy la corrispondenza ad personam (Per i partiti è più semplice: basta l’elenco dei tesserati). Presto ci sarà un altro motto: “La vita è troppo breve per non essere italiani”, presa dalla pellicola “Italians” di Giovanni Veronesi.
Candidato unico al seggio specifico della CNI al Parlamento di Zagabria, Furio Radin ha ricordato che bisogna scrollarsi di dosso il “tanto basta un voto solo”: servono molti voti, invece, per dimostrare la nostra presenza. Un programma articolato in 11 punti, quello proposto da Radin. A cominciare dalla dignità: in queste terre da sempre, gli italiani vanno tutelati e rispettati. Poi, solidarietà: trattandosi di terre miste, la solidarietà tra popoli e individui è imprescindibile. A seguire, cultura e identità; scuola (“scuola e istituzioni prescolari sono un nostro diritto. C’è molto da lavorare per costruire una scuola di eccellenza: noi siamo pronti a farlo”); lingua (vanno rafforzati tutti gli aspetti concernenti l’uso della lingua e non bisogna limitarsi al mero aspetto formale); giovani e maturi (fatto salvo l’interesse per i giovani, bisogna pensare alla terza età, creando occasioni per integrazioni lavorative, se interessati); sicurezza (intesa come mantenimento e sviluppo dei diritti); autonomia (che si legge come libertà di impiego dei mezzi prodotti in un dato territorio e di solidarietà con chi fa meno di noi); informazione (servono giornali e case editrici, radio, TV, siti informatici e nuove tecnologie). L’undicesimo punto si traduce in un augurio: “Siamo sopravvissuti. auguro per il futuro a tutti tanta salute, qualche soldo in più e tanto, tanto amore.”
Come catturare i giovani perché non perdano l’orgoglio dell’italianità?, una domanda dei presenti. Non c’è risposta certa. Ogni tempo ha le sue necessità, abbiamo bisogno di contatti. senza questi si perde l’essenza dell’essere umano. Iniziare chiedendo ai giovani quello che interessa.
E un appunto sul voto. Non è questione di cortesia, ma dovere della Commissione elettorale “offrire” la scheda per il voto “nazionale” e il “generale”, senza doverla l’elettore richiedere di persona.

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