Parlmentari. «Impossibile una Grande coalizione»

Oggi sarà sciolto il Sabor. Al voto probabilmente il 28 giugno o il 5 luglio

L’Emiciclo del Parlamento croato. Foto Boris Scitar/Vecernji list/PIXSELL

Oggi sarà sciolto il Sabor, primo passo verso le elezioni parlamentari. Il presidente del Parlamento di Zagabria, Gordan Jandroković, ha dichiarato che non ci dovrebbero essere sorprese al momento della votazione, che la maggioranza dispone dei voti necessari e che, quindi, il Sabor “sarà sicuramente sciolto”. Poi bisognerà attendere la decisione del Presidente della Repubblica sulla data in cui i cittadini croati saranno chiamati al voto. Secondo fonti ufficiose, sembra che Zoran Milanović stia vagliando tra due date: il 28 giugno o il 5 luglio, anche se ai sensi della Costituzione esiste la possibilità che i seggi elettorali vengano aperti anche il 21 giugno o il 12 luglio.«Buona la situazione epidemiologica» Le Parlamentari arrivano in un momento molto delicato vista l’emergenza sanitaria e le misure imposte per far fronte all’epidemia da Covid-19. “All’interno dell’HDZ già da diverso tempo stiamo esaminando la possibilità di votare, poiché siamo nell’ultimo anno del mandato – ha dichiarato ieri il presidente del gruppo parlamentare dell’HDZ al Sabor, Branko Bačić nello studio del canale all news N1 –. Abbiamo valutato che la situazione epidemiologica in Croazia è molto buona e che non esiste motivo per rinviare il voto”. A detta di Bačić, in autunno potrebbe verificarsi una seconda ondata della pandemia e perciò “votare in estate mi sembra saggio”. A questo proposito il rappresentante dell’HDZ ha risposto alla domanda se i membri della task force nazionale per la lotta al coronavirus si candideranno alle prossime elezioni. “In questo momento non posso dirlo, perché le liste elettorali non state ancora definite”.
“È inutile per il nostro partito – ha dichiarato Bačić, riferendosi all’ipotesi di una Grande coalizione –, poiché l’HDZ è forte e può governare da solo anche per i prossimi quattro anni”. Concetto ribadito anche dal leader dei Socialdemoratici, Davor Bernardić: “È impensabile una partnership con uno schieramento politico corrotto, dal cui governo se ne sono andati ben 11 ministri, sospettati di attività corruttive”. ha ribadito Bernardić. “La Croazia ha bisogno di una ventata di freschezza – ha aggiunto –. Durante questa emergenza sanitaria, abbiamo visto che il Paese non è autonomo e non può vivere di importazione dei prodotti di prima necessità e di turismo”, ha concluso il leader dell’SDP.Il Most correrà da soloIntanto, il Most (Ponte) ha deciso di non correre alle prossime elezioni con il Movimento patriottico (Domovinski pokret) di Miroslav Škoro. “Si tratta di un partito inaffidabile”, ha detto l’ex candidato presidenziale, mentre il Most ha risposto che vuole portare al Sabor “soltanto gente onesta”.

Facebook Commenti