Parlare in italiano: diritto inalienabile

Il deputato Felice Žiža ha incontrato i connazionali dell’area piranese

Felice Žiža con i connazionali a Santa Lucia. Foto Maja Cergol

Il deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento sloveno, Felice Žiža, ha tenuto il suo consueto incontro con i connazionali a Santa Lucia presso la sede periferica della scuola elementare “Vincenzo e Diego de Castro” di Pirano. I colloqui voluti dal parlamentare, un modo informale per conversare con i connazionali e spiegare loro sviluppi e novità sui temi d’attualità, hanno principalmente il filo conduttore del bilinguismo, ossia la sua attuazione, l’uso pubblico della lingua italiana. Proprio riguardo a questa, su iniziativa del giornalista di TV Capodistria Ezio Giuricin, raccolta dalla CAN costiera e da quelle comunali, è stata istituita una rete di tutori civici, che hanno dato la propria disponibilità a fare da riferimento per segnalazioni e altre questioni relative. Nel Comune di Pirano questo compito spetta a Fulvia Zudič, a Isola a Clio Diabatè, a Capodistria a Mario Steffè, mentre ad Ancarano è incaricata Lara Može. Le segnalazioni giunte nel corso dell’anno saranno inoltrate al Ministero competente. “Bisogna far capire, con prove concrete, che le cose ancora non funzionano.
Per quanto riguarda le forze dell’ordine e i medici magari si ha un po’ di soggezione, ma chiedendo gentilmente di usare l’italiano non ci dovrebbero essere problemi. Sul nostro territorio la Polizia sta adottando il sistema di formare le pattuglie abbinando un agente che conosce la lingua italiana a uno che non la conosce per garantire il diritto a esprimersi nella propria lingua”, ha spiegato ai presenti Žiža, precisando che i dipendenti pubblici sono già gratificati per la conoscenza plurilingue nel territorio nazionalmente misto.
Oltre al bilinguismo, è stato toccato anche il tema dell’equipollenza dei titoli di studio conseguiti in Italia. Come fatto notare dalla preside della scuola che ha ospitato l’incontro, Nadia Zigante, piuttosto che fare i conti con la burocrazia, i giovani evitano di andare a studiare in Italia. Nel contesto il deputato ha rilevato che si sta operando per trovare delle soluzioni adatte.

Facebook Commenti