Trionfo Hdz: 66 seggi. Plenković: «Quattro anni di sfide difficili…»

Andreja Plenković celberato dai membri dell'Hdz Photo: Sanjin Strukic/PIXSELL

00.00. Andrej Plenković, il trionfo dell’occhio della tigre
Andrej Plenković si presenta davanti ai microfoni come Rocky Balboa, accompagnato dalle note di Eye of the Tiger. Manca Adriana, ma il vero trionfatore delle Parlamentari 2020 è lui, il premier uscente e probabile nuovo primo ministro per i prossimi 4 anni. Dopo i ringraziamenti di rito, Plenković ha affermato che “una vittoria così schiacciante fa moltissimo piacere, ma rappresenta anche un enorme responsabilità. Abbiamo moltissime sfide di fronte a noi: economia, emergenza sanitaria, rafforzamento della democrazia. Saranno quattro anni di duro lavoro”.
23.55 – Radin, 888 voti

Furio Radin torna al Sabor per la nona volta. Foto Patrik Macek/PIXSELL

Furio Radin rappresenterà la minoranza italiana al Sabor per la nona volta. Il candidato della CNI al seggio specifico ha conquistato 888 voti, dopo lo scrutinio effettuato nel 99% dei seggi.
23.35 – Davor Bernardić: «Brutto colpo, sono pronto a lasciare»
Davor Bernardić una batosta del genere nemmeno se la sognava. Perciò, quando ha preso la parola non ha potuto nascondere la propria delusione: “Non è facile dire qualcosa di sensato dopo una sconfitta così pesante. L’Sdp è stato battuto.e io sono pronto ad assumere le responsabilità. L’Sdp andrà avanti anche senza di me”. Se non è un messaggio d’addio, poco ci manca.

Il discorso di Davor Bernardić dopo la batosta elettorale. Foto Marko Lukunic/PIXSELL

23.30 – L’Hdz ora spera di formare il governo in fretta: coronavirus, economia… Tanti gli incendi da domare
La notte elettorale dura pochissimo, giusto il tempo di passare dagli Exit poll ai primi dati ufficiali (bassa l’affluenza, attorno al 46%). L’Hdz ha trionfato, spazzando via l’Sdp, il cui leader Davor Bernardić è ormai un ex: il suo addio sarà ufficializzato lunedì mattina durante la presidenza del partito. Dall’altra parte Andrej Plenković non immaginava un successo del genere: con circa l’80% delle
schede scrutinate, il partito da lui guidato ha 66 seggi assicurati, ai quali vanno aggiunti i tre della diaspora. Siamo a 69: mancano 7 mani per la conferma al potere per i prossimi 4 anni. Non sembra una missione impossibile, anzi (vedi Radin e soci delle minoranze). 
La coalizione Restart, guidata dai socialdemocratici, ha subito una sonora sconfitta, fermandosi a 41 seggi. Un flop che non era nell’aria. Alla vigilia i sondaggi dicevano che sarebbe stata una corsa a due. Invece, l’Sdp è rimasto molto indietro.
La vera grande rivelazione di questa tornata elettorale è sicuramente la piattaforma Možemo! che piazza ben 7 suoi rappresentanti in Parlamento. Un exploit per una forza che sulla scena politica finora era praticamente sconosciuta. Il Domovinski pokret (Movimento patriottico) del cantante ed ex candidato presidenziale Miroslav Škoro, ha confermato i sondaggi, dimostrandosi la terza forza sulla scena politica croata: 16 i seggi. Al Parlamento vedremo anche i redivivi del Most, che portano a casa un bel gruzzolo di voti e 8 seggi. Infine, nel Sabor entreranno 3 esponenti di Pametno/Fokus/SSiP, nonché un Popolare ‘Hns) e un Riformista.

Andrej Plenković festeggia il trionfo alle Parlamentari. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

21.30 – Istria e Fiume si confermano roccaforti della Dieta e del centrosinistra
In base ai dati ufficiali della Commissione elettorale delle 21.30 e dopo che sono stati scrutinati il 45% dei seggi, nell’ottava circoscrizione elettorale, quella dell’Istria e di Fiume, alla coalizione di centrosinistra Restart va il 47,06% delle preferenze. Doppiato l’Hdz, che conquista il 21,24 per cento dei voti. Terza la Piattorma Možemo!, la grande sorpresa di queste consultazioni, con il 7,73%. Supera la soglia elettorale Most con il 5,46%, mentre si ferma sotto il limite necessario per entrare al Sabor, il Movimento patriottico (Domovinski pokret), che aveva nella connazionale Carla Konta la capolista in questa circoscrizione elettorale.
Prendendo in considerazione le più importanti città di questa area del Paese, a Fiume l’Sdp ha confermato la leadership (37%), però non è andato bene come nelle tornate elettorali precedenti. Molto meglio l’Hdz che nel capoluogo quarnerino supera addirittura il 25%. Vola oltre il 12% Možemo!, mentre superala soglia elettorale ancora il Most (7%). A Pola la Dieta democratica istriana ha fatto da locomotiva alla coalizione Restart, aggiudicandosi oltre il 50% dei suffragi. L’Hdz ha portato a casa un buon 15%, mentre la vera sorpresa, come pure a livello nazionale, è rappresentata da Možemo!, che arriva a oltre il 13%. A Rovigno Restart ha fatto man bassa con oltre il 56%, mentre l’Hdz è arrivato a circa il 12%. Anche in questa città Možemo! si piazza terzo (oltre il 7%). A Parenzo il podio è sempre lo stesso: Restart (oltre il 50%), Hdz (quasi 18%) e Možemo! (6,65). Qui exploit inatteso dell’ultradestra del Movimento patriottico (Domovinski pokret) del cantante Miroslav Škoro, che conquista il 6% delle preferenze. A Umago, invece, il centrosinistra vince ma non supera il 50% (46,5%), l’Hdz è secondo con il 18,7% dei voti, mentre sul gradino più basso del podio c’è una sorpresa, i populisti di Živi zid con il 7,85 dei suffragi.
21.20 – Komadina: «Bernardić vuole dimettersi da leader dell’Sdp»

Davor Bernardić ha le ore contate a capo del Partito socialdemocratico. Foto: Zeljko Lukunic/PIXSELL

Il risultato sotto ogni aspettativa della coalizione Restart alle Parlamentari, sta portando il leader dell’Sdp, Davor Bernardić a un passo dalle dimissioni. Lo conferma il presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina. “Vuole dimettersi. Gli ho detto di dormirci sopra e di decidere domani mattina, quando riuniremo la presidenza del partito”. 
21.15 – Furio Radin 132 voti
Il candidato della CNI al seggio specifico al Sabor, Furio Radin, attualmente ha conseguito 132 voti. I seggi scrutinati finora sono 1.827 dei complessivi 6.998 (26,11%)
21.00 – L’Hdz trionfa. Debacle Sdp

I primi dati ufficiali della Commissione elettorale (Dip), che si basano sul 22% dei seggi scrutinati, certificano la vittoria dell’Hdz alle elezioni parlamentari di oggi, domenica 5 luglio. Infatti, il partito del premier uscente Andrej Plenković porterebbe a casa ben 71 seggi, a cui vanno aggiunti i tre sicuri della diaspora. Una vittoria senza senza se e senza ma, che all’Accadizeta permetterebbe di formare il governo portandosi dietro soltanto i deputati delle minoranze nazionali, e senza dover cercare di coalizzarsi con altri partiti.
La Dip conferma la debacle della coalizione Restart, guidata dal Partito socialdemocratico, che si ferma a 45 seggi. Nel Sabor entrerebbero ancora il Movimento patriottico (Domovinski pokret)con 16 seggi, seguito da Most e dalla Piattaforma Možemo con 4 ciascuno. Poi Pametno/, Riformisti e Popolari (Hns) con 1.  
20.30 Il Presidente telefona a Plenković e Bernardić
L’Ufficio presidenziale conferma: il Capo dello Stato Zoran Milanović ha parlato telefonicamente sia con il leader dell’Hdz, Andrej Plenković, sia con il numero uno dell’Sdp, Davor Bernardić, il grande sconfitto di questa tornata elettorale.
19.55 – Seconda proiezione: l’Hdz aumenta il divario
In base alla seconda proiezione l’Hdz consolida la sua vittoria alle Parlamentari. Rispetto a un’ora fa, il partito di Plenković guadagna ancora un seggio, passando a 62, a discapito proprio della coalizione di centrosinistra Restart, che scende a 41. Scende anche il Movimento patriottico (Domovinski pokret), sempre terza forza sullo scacchiere politico, ma ora con due seggi in meno (14). Cresce Most (+1), mentre Možemo! rimane a 8 seggi, come pure la coalizione Pametno a 3. In base a questo Exit poll, entra al Sabor anche il Partito popolare (Hns) con un seggio.
19.30 – Exit poll. Istria e Fiume: il connazionale Erik Fabijanić entra in Parlamento. Carla Konta resta fuori

Il connazionale Erik Fabijanić durante le operazioni di voto. Foto Goran Žiković

In base agli Exit poll comunicati subito dopo la chiusura delle urne, nell’ottava circoscrizione elettorale, che comprende l’Istria e la parte occidentale della Regione litoraneo-montana, la coalizione Restart (di cui fa parte anche la Dieta democratica istriana) si conferma feudo inespugnabile del centrosinistra e conquisterebbe 9 seggi e, quindi, il connazionale Erik Fabijanić (era capolista) entrerà per la prima volta al Parlamento di Zagabria. Secondo l’Hdz con 3 seggi, mentre Možemo! (capolista Katarina Peović del Fronte dei lavoratori-Radniòka fronta) e Most (capolista il teologo Marin Miletić) si aggiudicherebbero un mandato a testa. In base agli Exit poll, nulla da fare per il Movimento patriottico (Domovinski pokret) e per la capolista, la connazionale Carla Konta. Per le conferme, però, bisogna attendere i primi risultati ufficiali della Commissione elettorale centrale previsti alle ore 21.
19.00 Exit poll – Hdz avanti, Restart deludente 
L’Hdz si conferma il primo partito in Croazia con 61 seggi in base agli Exit poll, al termine delle elezioni parlamentari. La coalizione di centrosinistra Restart, guidata dal Partito socialdemocratico (Sdp) non andrebbe oltre i 44 deputati. Il Movimento patriottico (Domovinski pokret) di Miroslav Škoro si piazza al terzo posto, come previsto, con 16 seggi, seguito da Most e dalla coalizione verde di sinistra Možemo! (la grande sorpresa di questa tornata elettorale) con 8 parlamentari, mentre la coalizione Pametno/Fokus/SSiP arriverebbe a 3 seggi al Sabor.
17.00 – Affluenza al 34,04%, in calo rispetto al 2016
La Commissione elettorale centrale (Dip) ha reso noto che fino alle 16.30 ha votato il 34,04 degli elettori, ossia 1.149.397. Alle Parlamentari del 2016 alle 16.30 l’affluenza era del 37,68%. La Dip ha fatto sapere che l’affluenza maggiore si registra a Gospić, in Lika, mentre la più bassa a Vukovar, la città tristemente famosa per gli eventi bellici della prima metà degli anni Novanta. Dunque, la pandemia non sembra aver influito più di tanto sulla consultazione, poiché il numero degli elettori che finora ha espresso le proprie preferenze è abbastanza soddisfacente. I seggi chiudono alle 19, quando conosceremo anche i primi exit poll.
13.00 – Al voto anche 55 contagiati
Sono 55 gli elettori che sono in isolamento dopo aver contratto il coronavirus e che hanno espresso il desiderio di votare alle Parlamentari. La maggior (24) si trova nella Slavonia, nella parte orientale della Croazia. Nessun contagiato dell’ottava circoscrizione, che comprende l’Istria e la parte occidentale della Regione litoraneo-montana, ha contattato la commissione elettorale per usufruire del diritto. Ricorderemo che dopo un lungo tira e molla   , la commissione elettorale ha permesso alle persone contagiate di esprimere la propria preferenza politica, soprattutto dopo che venerdì è arrivata la sentenza della Corte costituzionale, i cui giudici hanno ribadito che “il diritto al voto deve essere garantito anche ai malati di Covid”.
Le persone che hanno contratto il Covid-19 voteranno in massima sicurezza, ossia i membri del comitato elettorale si presenteranno davanti alla loro abitazione e una persona di loro fiducia, nella maggior parte dei casi un membro della famiglia, che su indicazione del malato cerchierà la lista o il candidato prescelto.

Questa ragazza ha votato sull’isola di Lissa (Vis) con la mascherina raffigurante l’aquila fiumana

12.00 – Affluenza al 18,09%
Alle 11.30 ha votato il 18,09 per cento degli elettori. Lo ha reso noto la Commissione elettorale centrale (DIP). Si tratta di un’affluenza di poco inferiore rispetto a quattro anni fa, quando nello stesso periodo aveva sfruttato il proprio diritto il 18,86% degli elettori.

Il voto ai tempi del coronavirus. Foto Dusko Jaramaz/PIXSELL

07.00 – Disinfettante, mascherine, guanti.. Al via le elezioni parlamentari
Alle 7 sono stati aperti i seggi: oggi, domenica 5 luglio, in Croazia si svolgono le elezioni parlamentari. Il voto di quest’anno è segnato dalla pandemia da coronavirus: disinfettante all’entrata di ogni seggio, mascherina e guanti raccomandati e mantenimento delle distanze di almeno un metro e mezzo. Misure epidemiologiche per evitare il contagio, in un Paese che negli ultimi giorni ha visto crescere il numero di casi di Covid-19. Proprio a causa di queste misure in diversi seggi si sono formate delle lunghe code.

Video:Hrvoje Jelavic/PIXSELL

Circa 500 persone che si trovano in autoisolamento a causa del coronavirus, hanno espresso la volontà di esprimere la propria preferenza elettorale, e perciò i membri dei comitati elettorali arriveranno davanti alle loro abitazioni per il voto in massima sicurezza.
Si vota fino alle 19, quando saranno resi noti gli exit poll. Alle 21 la commissione elettorale centrale renderà noti i primi risultati ufficiali. Fino a mezzanotte dovrebbe essere scrutinato l’80 per cento delle schede e quindi il risultato di questa tornata elettorale dovrebbe essere già chiaro.

Il disinfettante è pronto Foto Luka Stanzl/PIXSELL

Sono chiamati alle urne 3 milioni 860mila elettori. Si vota in circa 7mila seggi aperti nel Paese e all’estero. I candidati in lizza sono praticamente 2.700, suddivisi in 192 liste. L’età media dei candidati, di cui il 41 p.c. è costituito da donne, è di 48,6 anni.

Assembramento a dispetto delle raccomandazioni in un seggio di Zagabria. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

In ciascuna delle dieci circoscrizioni elettorali in cui è suddiviso il territorio della Croazia verranno eletti 14 deputati. Alla diaspora, ovvero ai cittadini croati residenti all’estero che voteranno nell’undicesima circoscrizione, spetteranno tre seggi. Infine nella dodicesima circoscrizione gli appartenenti alle minoranze sono chiamati a eleggere gli 8 deputati ai seggi specifici delle comunità nazionali. Gli elettori delle minoranze devono scegliere se esercitare il voto etnico oppure quello politico..

La mascherina non è obbligatoria, ma si raccomanda di indossarla. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL
Un giovane elettore ha appena votato. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL
Operazioni di voto al rilento a cause delle misure epidemiologiche. Foto NETKO/PIXSELL
Una ragazza consulta le liste elettorali. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL
Misure epidemiologiche in un seggio di Pola. Foto Srecko Niketic/PIXSELL

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