Paolo Demarin. Un nuovo anno, una visione comune

Gli auguri del presidente dell'Assemblea dell'Unione Italiana

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Paolo Demarin. Un nuovo anno, una visione comune
Paolo Demarin Foto Goran Žiković

“Care connazionali e cari connazionali della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e in Slovenia, nell’avvicinarci al nuovo anno, desidero rivolgere a tutte e a tutti voi un augurio sincero e caloroso. Il mio pensiero va anzitutto ai valori che ci accompagnano da sempre e che sostengono le nostre famiglie e le nostre comunità: la salute, che è il bene più prezioso; la felicità, che ognuno di noi merita; e la famiglia, il primo luogo di affetto, protezione e identità.

Il 2026 si apre come un anno importante, anche perché vedrà il completamento di numerosi progetti che l’Unione Italiana aveva promesso e che oggi posso confermare essere stati pienamente realizzati.

Mi riferisco all’asilo di Fiume, all’asilo di Sissano, alla scuola di Cittanova, alle nuove sedi delle Comunità, e a molto altro ancora. Opere concrete, visibili, che rafforzano la nostra infrastruttura culturale, educativa e sociale, e che testimoniano la credibilità e la capacità operativa della nostra presenza nazionale.

Allo stesso tempo, proprio perché molto è stato fatto, il 2026 deve essere anche l’anno in cui si compie un ulteriore salto di qualità su temi cruciali per la CNI.

Mi aspetto dunque un impegno rinnovato e ancora più deciso nel: sostenere Radio Pola e Radio Fiume, strumenti fondamentali per la nostra informazione, la nostra lingua e la nostra identità; risolvere definitivamente la questione delle equipollenze dei titoli di studio, affinché i nostri giovani possano muoversi liberamente e senza ostacoli nel loro percorso formativo e professionale; riattivare con forza il tavolo tecnico Italia–Croazia, condizione necessaria per attuare pienamente il trattato bilaterale che tutela la nostra Comunità e ne riconosce i diritti storici e culturali.

Il 2026 sarà dunque un anno in cui raccoglieremo risultati significativi e porremo le basi per nuove conquiste, nel segno della responsabilità e della continuità.

Auspico una riappacificazione profonda tra tutti i nostri connazionali, in particolare tra coloro che sono chiamati a guidare le nostre istituzioni. Siamo un popolo che non può permettersi di litigare sempre e su tutto: le divisioni ci indeboliscono; ciò che ci rende forti è la capacità di orientarci, insieme, verso un obiettivo comune.

È tempo di ritrovare il senso del condividere: la nostra identità, la nostra lingua, le nostre tradizioni, i nostri valori.

E possiamo anche essere diversi nel metodo, nelle idee, nelle sensibilità. Ma su una cosa siamo indubbiamente identici: siamo italiani, e sono certo che tutti, nel profondo del cuore, ne siamo orgogliosi.

Desidero rivolgere un ringraziamento sincero e profondo a tutti i connazionali che, con la loro partecipazione generosa,mantengono vivi i nostri sodalizi e le nostre realtà associative.
Un pensiero particolare va alle dirigenze delle nostre Comunità, che con impegno costante, spesso silenzioso, sostengono le nostre istituzioni. A loro deve essere rivolta la nostra massima stima collettiva.

Alle nostre scuole, di ogni ordine e grado, va il mio grazie più sentito. Che possano continuare a educare nel miglior modo possibile i nostri bambini e i nostri ragazzi, che sono il futuro della nostra Comunità.

Un riconoscimento va anche alle istituzioni culturali, ai media, ai centri di ricerca e al mondo accademico, che documentano, raccontano e valorizzano le nostre attività e la nostra storia.

Coltiviamo il nostro orgoglio non come motivo di divisione, ma come forza unificante che ci guida verso il futuro. Facciamo dell’anno nuovo un tempo di rispetto, dialogo e collaborazione; un tempo in cui ciascuno contribuisce al bene comune.

A tutte e a tutti voi, ai vostri cari, alle nostre istituzioni e alle nostre Comunità, rivolgo il mio augurio più sincero per un felice, sereno e prospero 2026, all’insegna dell’armonia, della cooperazione e dell’orgoglio di appartenere alla nostra grande famiglia italiana. Buon anno!”.

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