“Mi auguro di poter migliorare la situazione degli italiani in Istria, per quanto possibile nell’ambito del mio ruolo all’interno dell’Assemblea regionale. In questo momento la Dieta Democratica Istriana e gli indipendenti di Boris Miletić hanno la maggioranza. La mia posizione singolarmente non mi permetterà di incidere più di tanto, ma cercherò comunque di fare il possibile. Mi sono già sentito con gli atri tre consiglieri italiani e ci siamo accordati di riunirci con regolarità, per proporre delle istanze ciascuno tramite i propri canali, all’interno di un partito o dell’altro. È giusto collaborare con tutti, come ci ha insegnato anche il deputato della minoranza italiana al Sabor”, ha affermato Paolo Demarin, appena eletto consigliere dell’Assemblea regionale istriana e già presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana.
Demarin ha però anche espresso una grande preoccupazione a causa dei dati relativi all’affluenza. “È un campanello d’allarme. L’affluenza non è stata scarsa, di più. Non so nemmeno con che termine definire questa quasi totale non partecipazione dei connazionali alla vita democratica tramite il voto. È vero che ci sono stati diversi fattori che hanno contribuito, dalla particolarità di queste elezioni, al maltempo e al candidato unico, ma questa può essere una giustificazione. Nel prossimo periodo tutti all’interno delle nostre istituzioni dovranno rimboccarsi le maniche e lavorare direttamente con i connazionali. Altrimenti nel giro di dieci o quindici anni non potremo parlare più di diritti e di comunità nazionale italiana, saremo semplicemente una minoranza linguistica. Forse ora vedo il futuro più nero di com’è, ma guardando gli elenchi elettorali ho notato che il 70 per cento dei dichiarati italiani sono anziani. Dove sono spariti i loro figli e i loro nipoti? Perché non si sono dichiarati italiani? Dobbiamo ripartire da qui”, ha affermato un Demarin più preoccupato della responsabilità che ricade ora su di lui che felice delle opportunità che ha di fronte.
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