Palestre sportive. Forte il desiderio di riaprire le porte

Gli imprenditori del settore chiedono la mediazione della Camera d’Economia

Foto Duško Marušić/PIXSELL

Tra le società colpite per prime dai divieti di assembramento in seguito alla diffusione del coronavirus, una categoria a sé stante include le palestre, i centri di fitness, le piscine pubbliche e le società sportive. I centri d’allenamento sono stati chiusi per primi, assieme ai teatri e ai cinema. Sono rimasti chiusi anche con il graduale allentamento delle misure di sicurezza, che ora vanno a vantaggio del commercio, dei parrucchieri, dei saloni di bellezza, ma anche delle chiese e di tutti gli altri luoghi di culto frequentati da fedeli di qualsivoglia orientamento religioso.
A questo punto i gestori delle palestre e gli allenatori delle squadre sportive si chiedono: quando verrà il nostro momento e perché mai siamo trattati con tutta questa intransigenza, come se gli ambienti sportivi fossero degli autentici focolai di propagazione delle malattie infettive? La logica delle autorità, è vero, comincia a vacillare. Gli imprenditori del settore hanno così chiesto e ottenuto udienza dalla presidente della Camera di commercio regionale, Jansa Jaklin Majetić, alla quale hanno presentato la propria visione dei fatti e tutta una lista di argomentazioni a favore della riapertura delle palestre in tempi brevissimi. La categoria si è affrettata a riorganizzare le attività e gli orari degli allenamenti in linea con tutte le raccomandazioni e le misure di sicurezza promosse dalla Protezione civile, che vanno dal rispetto delle distanze, al massimo investimento nel mantenimento dell’igiene degli ambienti e del personale, per cui non si vede più il motivo di tanto rigore e tanta severità di trattamento riservata appunto ai circoli sportivi.

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