Palazzo Modello: il party mascherato della discordia (foto)

Una serata alla Comunità degli Italiani di Fiume avvolta da un’aura di mistero essendo stata aperta soltanto per pochi “eletti”, ossia circa 150 invitati che per accedervi dovevano conoscere un’apposita parola d'ordine. L’organizzatore dell’evento chiarisce il mistero

Un momento della serata piccante alla CI di Fiume. Foto Ivor Mažar

Eudaimonia 2020 Eyes Wide Shut. Questo il nome del recondito party in maschera organizzato qualche giorno fa a Palazzo Modello, nella sede della Comunità degli Italiani di Fiume. Una serata avvolta da un’aura di mistero essendo stata aperta soltanto per pochi “eletti”, ossia circa 150 invitati che per accedervi dovevano conoscere un’apposita password. Già questo è stato sufficiente a scatenare rumors di ogni genere su che cosa sia successo dietro le porte di Palazzo Modello. Come si evince dal nome della festa, il riferimento è ovviamente al film “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick, uno dei più discussi e controversi del regista americano. La pellicola uscì nel luglio del 1999 con protagonisti Tom Cruise e Nicole Kidman, in quello che fu un viaggio semionirico del protagonista attraverso New York tra amici di vecchia data, avance sessuali e prostitute minorenni.
La vita è teatro
“Non abbiamo organizzato orge e nemmeno parlato di sesso com’è stato invece erroneamente riportato – chiarisce l’organizzatore del party Damir Matešković, coordinatore del concetto 4look –. Come Kubrick aveva voluto toccare alcune corde della società che non avrebbe dovuto, così anche noi abbiamo voluto alzare un polverone. Perché? Semplicemente perché l’immagine di Fiume è quella di una città apatica in cui non succede niente, per cui abbiamo voluto organizzare qualcosa di diverso. E poi è evidente come Fiume non sia ancora pronta al cambiamento visto che una festa in maschera un po’ misteriosa è riuscita a provocare così tanto scalpore e manifestazioni di condanna. Sia chiaro, noi non apparteniamo né a un’élite, né a una setta, né a una fazione massonica, ma siamo semplicemente un gruppo che ha voluto dar vita a un qualcosa di creativo e di diverso. Il messaggio che abbiamo voluto lanciare? Life is theatre – La vita è teatro. Tutti noi portiamo delle maschere e recitiamo delle parti, ma quando ci imbattiamo in qualcosa di molto profondo che alberga dentro di noi, allora tendiamo a fuggire”.
Giorgio Surian nei panni di Bill Harford
A interpretare il ruolo del protagonista Bill Harford è stato nientemeno che il nostro connazionale Giorgio Surian. “Abbiamo messo in scena tre scene del film e per farlo ci siamo avvalsi della collaborazione di una decina di attori professionisti, di un paio di figuranti e anche dell’Opera con la partecipazione di Giorgio, il quale ha brillantemente eseguito due canzoni, oltre che del Quartetto Veljak e con l’accompagnamento di Mateo Žmak al piano. Lo spettacolo è durato due ore e tutti sono rimasti estasiati”, ha rivelato Matešković, aggiungendo che da quattro anni porta avanti questo concetto, ogni volta in un’altra città, traendo sempre spunto da un film diverso.
Melita Sciucca: «Non vado a pensar male»
Abbiamo infine interpellato la presidente della CI Melita Sciucca per una delucidazione sulle modalità di cessione degli spazi del sodalizio a terzi. “Abbiamo un tariffario a ore, dalle due in su, in base al quale offriamo un supporto tecnico per eventi organizzati nei nostri spazi. In questo caso lo abbiamo ceduto dalle 19 alle 23. A proporci l’idea è stato direttamente Damir (Matešković, nda) illustrando la sua idea e i nomi dei partecipanti. Capite bene che se uno mi fa il nome di Giorgio Surian o del Quartetto Veljak, non è che vado a pensar male. Poi è vero che il tema scelto è stato il controverso film di Kubrick… Ad ogni modo, da quello che mi è stato riferito, è stato organizzato tutto in maniera molto professionale”, ha spiegato Melita Sciucca.

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