Pacchetto anti-inflazione: tasse in aumento e blocco dei prezzi

Stangata sugli extraprofitti delle società e stretta sul turismo. Per 550mila pensionati, invece, le tasse si azzerano. Il ministro Ćorić lancia un appello alla solidarietà nazionale. Sindacati e artigiani: «Nessun blocco ai salari»

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Pacchetto anti-inflazione: tasse in aumento e blocco dei prezzi
foto: Andrej Plenković/X

ZAGABRIA

Una risposta decisa per frenare il surriscaldamento dell’economia e proteggere il potere d’acquisto dei cittadini. Il vicepresidente del Governo e ministro delle Finanze, Tomislav Ćorić, ha presentato in sede di Esecutivo un imponente pacchetto di misure anti-inflazionistiche. Il piano introduce una forte stretta sui margini di profitto eccessivi e rimodula i regimi fiscali agevolati, ma lancia anche una misura di forte impatto sociale: l’abolizione totale delle tasse sulle pensioni dal prossimo anno.

L’intervento si è reso necessario a causa dell’impennata dell’inflazione, salita al 5,8% su base annua ad aprile, trainata dallo shock dei prezzi energetici globali e da una forte domanda interna. “Con questo set di misure vogliamo impedire l’ulteriore propagarsi dello shock energetico”, ha spiegato Ćorić, sottolineando che l’obiettivo è riportare l’inflazione ai livelli pre-crisi entro i prossimi dodici mesi.
Ecco le principali misure adottate dal Governo. Viene introdotta la tassa del 50% sugli extraprofitti aziendali che colpirà le grandi e medie imprese. Gli utili del 2026 verranno confrontati con la media del triennio precedente (2023-2025). Sarà tollerato uno scostamento massimo del 15% (dovuto alla crescita della produttività); tutto ciò che supera questa soglia sarà tassato al 50%. Per salvaguardare la competitività, la misura non si applicherà agli esportatori (aziende che realizzano più del 50% dei ricavi all’estero).
L’Esecutivo ha deciso lo stop totale alle tasse sulle pensioni che sarà una boccata d’ossigeno per quasi 550mila pensionati. Dal 1° gennaio del prossimo anno verrà completamente abolita l’imposta sul reddito da pensione. Una quiescenza lorda di 1.000 euro, che oggi si traduce in 954 euro netti, salirà automaticamente di 46 euro al mese, portando l’intero importo lordo direttamente nelle tasche del pensionato.
Stretta sugli affitti turistici brevi da parte del Governo. Aumentano le tasse forfettarie per i posti letto legati alle locazioni brevi per riequilibrare il mercato rispetto agli affitti a lungo termine. Nelle località turistiche di seconda fascia la tassa minima sale da 70 a 100 euro, mentre in quelle di prima fascia (le mete più esclusive) sale da 100 a 150 euro.
Giro di vite sulle finte “partite IVA” da parte dell’Esecutivo: il numero di attività in regime forfettario è quadruplicato dal 2017, raggiungendo quota 101.000 a fine 2025. Per contrastare il fenomeno del lavoro dipendente mascherato da ditta individuale, il Governo modificherà i coefficienti per il calcolo dei contributi e ridurrà le spese riconosciute per le fasce di reddito più alte.
Per quanto riguarda il blocco dei prezzi e lo spending review, il Governo taglierà la spesa pubblica per l’1,4% del PIL (circa 1,3 miliardi di euro risparmiati). Contestualmente, per mitigare l’impatto sui consumatori, rimarranno in vigore i sussidi su gas, elettricità e carburanti, il tetto massimo di prezzo per 100 categorie di prodotti e il congelamento dei listini per 9.000 prodotti specifici ai livelli del 2 maggio 2025.

Le reazioni
Il presidente dei Sindacati indipendenti croati (NHS), Dražen Jović, ha espresso il proprio sostegno alle misure anti-inflazione varate dal Governo, promuovendo in particolare l’introduzione della tassa sugli extraprofitti. Ha tuttavia ammonito che il peso dell’inflazione non deve in alcun modo essere scaricato sui lavoratori attraverso un eventuale congelamento degli stipendi nel settore pubblico e statale.
Al termine del vertice partner sociali-Governo, Jović ha riferito di aver ricevuto garanzie dirette dal premier Andrej Plenković: l’Esecutivo non ha in programma alcun blocco salariale e rispetterà gli impegni già presi con i dipendenti della pubblica amministrazione. Il leader sindacale ha però espresso forte preoccupazione per le parole del premier, il quale ha auspicato “comprensione” per l’attuale quadro inflazionistico in vista del 2027.
“Riteniamo che questo sia un messaggio sbagliato, soprattutto in un momento in cui il 70% dei cittadini percepisce uno stipendio inferiore alla media nazionale”, ha dichiarato Jović.
“Come partner sociali responsabili, siamo assolutamente favorevoli al fatto che non si generino profitti sulle spalle dei consumatori», ha dichiarato il rappresentante dell’HUP (Associazione croata dei datori di lavoro), Mislav Balković.
“Una parte significativa delle misure che il Governo ha proposto ai partner sociali tocca direttamente noi del settore dell’artigianato e dell’imprenditoria. Nello specifico, si parla dei forfettari, per i quali è previsto un aumento della contribuzione a carico di determinate categorie. Molto semplicemente, non potremo fare a meno di accettare questi provvedimenti”. Lo ha dichiarato Damir Kratofil, presidente della Camera croata dell’artigianato (HOK), a margine del tavolo in cui sono state illustrate le nuove misure anti-inflazione.
Kratofil ha tuttavia respinto con fermezza le accuse secondo cui il regime dei forfettari nasconderebbe forme di lavoro subordinato mascherato (le cosiddette false partite IVA), pur ammettendo di non voler ignorare del tutto la questione.

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