Ottant’anni fa la tragedia di Vergarolla, l’omaggio di Pola

Oggi diversi appuntamenti per commemorare le vittime della strage avvenuta il 18 agosto 1946

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Ottant’anni fa la tragedia di Vergarolla, l’omaggio di Pola
Il Cippo in memoria della strage di Vergarolla. Foto: Daria Deghenghi

Oggi pomeriggio, martedì 18 agosto, i polesi residenti e gli esuli, autorità politiche e civili, ospiti e amici ricorderanno la strage di Vergarolla nell’ottantesimo anniversario dell’angoscioso evento.

Una delle pagine più dolorose della storia della città verrà ricordata con una cerimonia di ossequio congiunta ai piedi del cippo commemorativo nel parco intitolato alle vittime che affianca il Duomo. Il monumento è stato da poco sostituito con un’opera di dimensioni maggiori che hanno reso possibile l’incisione nella pietra dei nomi delle 64 vittime identificate.

La cerimonia a cura della Città di Pola in collaborazione con l’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria LCPE, l’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata IRCI, l’Ambasciata d’Italia a Zagabria e il Consiglio della minoranza nazionale italiana autoctona della Regione Istriana, inizierà alle 15.30 con la partenza in barca verso la spiaggia di Vergarolla per la deposizione delle corone di fiori in mare, omaggio dell’AIPI.

A seguire (ore 17) la Santa Messa al Duomo, e quindi la cerimonia della benedizione del cippo con deposizione delle corone di fiori e le orazioni in ricordo del tragico evento e delle sue vittime (alle 18).

Alle 19 verrà inaugurata alla Galleria civica la mostra “La strage dimenticata. Vergarolla e il suo eroe, il dottor Geppino Micheletti”, promossa dall’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata (IRCI) di Trieste, già allestita al Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana Dalmata di Trieste.

Curata dal suo direttore Piero Delbello e da Giovanna Penna, guida culturale al Magazzino 18 e divulgatrice dell’IRCI, la mostra si vanta di molte immagini inedite grazie alla collaborazione di Sergio e Bruno Sergas che hanno salvato dal macero le carte della famiglia Micheletti donandole all’IRCI. Ne è risultata un’esposizione che illustra tutto il percorso umano e professionale del medico eroe di Pola. Compaiono infatti fotografie dei figlioletti Carlo e Renzo, sempre citati ma mai visti in fotografia. Praticamente inedite anche molte foto della moglie del medico, la polesana Jolanda Nardin, e quelle scattate all’Ospedale Santorio Santorio di Pola nel momento in cui Micheletti stava operando i feriti della strage.

In esposizione anche le foto dei funerali al cimitero civico e documenti che attestano dati biografici, come le qualifiche specialistiche delle Università di Padova e Bologna, le nomine presso gli ospedali di Pola, Vines e Narni, dopo l’esilio in Umbria, le comunicazioni della prefettura e del Comune in cui vengono lodate le doti umane e professionali del medico.

La mostra è accompagnata da un ricchissimo catalogo di 161 pagine curato sempre a quattro mani da Piero Delbello e Giovanna Penna, comprensivo di due saggi sul contesto storico scritti dallo storico Roberto Spazzali. Da notare che il cognome di famiglia originale era stato Michelstaedter ed è rimasto tale fino al 1933, l’anno in cui, in esecuzione dei decreti del 1926 con i quali il governo fascista stabilì l’obbligo dell’italianizzazione dei cognomi, venne mutato in Micheletti.

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