Osvaldo Ramous, un fiumano cittadino del mondo

La conferenza tenuta dalla prof.ssa Gianna Mazzieri-Sanković al Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume ha inaugurato la 25ª Settimana della lingua italiana nel mondo

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Osvaldo Ramous, un fiumano cittadino del mondo
Foto Goran Žiković

Doppia celebrazione oggi, 13 ottobre 2025, al Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume. La ragione? L’apertura della tanto attesa 25esima Settimana della lingua italiana nel mondo e il 120esimo anniversario della nascita di Osvaldo Ramous.

“Italofonia: lingua oltre i confini” è il tema quadro dell’edizione 2025 della SLIM che il Consolato Generale d’Italia a Fiume celebra in condivisione con gli enti e le istituzioni del territorio. L’iniziativa – realizzata sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica d’Italia – attraverso un approccio inclusivo, ha lo scopo di valorizzare le varie espressioni dell’italiano e la sua applicazione nei più diversi ambiti. L’argomento di quest’anno vuole rendere omaggio allo spazio linguistico, culturale e sociale dell’italiano, immaginando una nuova comunità di persone nel mondo legate dalla passione per la lingua italiana e, attraverso di essa, dalla vicinanza al Belpaese.

L’appuntamento fiumano che ha inaugurato la Settimana della lingua italiana nel mondo è stato la lezione della prof.ssa Gianna Mazzieri-Sanković dal titolo “Osvaldo Ramous: l’eredità culturale e letteraria di un fiumano cittadino del mondo”.

Alla conferenza, organizzata dal Dipartimento di Italianistica di Fiume, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Fiume, l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e la Società “Dante Alighieri” – Comitato di Fiume, hanno partecipato numerose autorità tra cui la console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, la vicepreside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume, Anastazija Vlastelić, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, il presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Enea Dessardo, la consulente superiore per la minoranza nazionale italiana in seno all’Agenzia per l’educazione e la formazione, Patrizia Pitacco, il preside della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, Michele Scalembra, una comitiva di una cinquantina di allievi della SMSI, accompagnati dai rispettivi docenti e la responsabile del settore Edit libri della nostra Casa editrice, Lilly Venucci.

Superamento di confini nazionali
A dare il benvenuto ai numerosi studenti e alle autorità è stata la capodipartimento di Italianistica, Corinna Gerbaz Giuliano, la quale ha spiegato brevemente il tema di quest’anno della Settimana che supera i confini della Madre Patria e interessa anche la Comunità Nazionale Italiana di Fiume. Gerbaz Giuliano ha aggiunto di essere particolarmente felice di poter presentare la relatrice “compagna di avventure”, prof.ssa ordinaria di letteratura italiana presso il Dipartimento di Italianistica di Fiume. La produzione scientifica di Gianna Mazzieri-Sanković è ricchissima; la relatrice è stata capodipartimento dell’Italianistica fiumana per quattro mandati, ha conseguito vari premi: quello della Regione litoraneo-montana nel 2012, il Premio “Pellizzer” nel 2016 e la Targa d’Oro della Città di Fiume nel 2024. I suoi studi abbracciano la letteratura di frontiera e in particolare la produzione letteraria italiana del territorio quarnerino e il dialetto fiumano. Ma Gianna Mazzieri-Sanković è una delle figure di rilievo per quanto concerne l’opera di Osvaldo Ramous, l’autore che rappresenta la continuità della tradizione letteraria italiana del nostro territorio.

A nome della Facoltà che ha ospitato l’evento, la vicepreside Anastazija Vlastelić, si è detta onorata di poter partecipare all’apertura della Settimana della lingua italiana nel mondo che da oltre due decenni celebra la ricchezza dell’idioma del Belpaese. “La lingua è più che un semplice mezzo di comunicazione – è stata l’idea di Vlastelić – la lingua è punto di incontro, comprensione e creazione della comunità che supera i confini nazionali. La lingua italiana a Fiume non è soltanto una traccia del passato ma anche una presenza viva e palpabile sia nell’istruzione che nell’arte e nella quotidianità. Il vasto patrimonio culturale della CNI comporta un arricchimento dell’identità cittadina”, ha aggiunto la vicepreside lodando l’attività del Dipartimento che dal 2011 si dedica alla formazione e all’istruzione di futuri professori e insegnanti di lingua e letteratura italiane.

A congratularsi con gli organizzatori è stato anche Marin Corva secondo il quale la lingua italiana è riconosciuta a livello mondiale e ha contribuito maggiormente alla cultura mondiale. “Il tema della Settimana di quest’anno ci è molto vicino; l’italofonia è fondamentale per la nostra Comunità”, ha sottolineato Corva, il quale ha ricordato la figura di Mazzieri-Sanković per anni insegnante alla SMSI.

Parola quindi ad Enea Dessardo, il quale ha salutato i presenti a nome della Comunità degli Italiani di Fiume. “Osvaldo Ramous ha contribuito a mantenere in vita la nostra CNI anche in tempi molto complessi e periodi bui”, ha specificato Dessardo. Infine, è spettato alla console Iva Palmieri l’onore di inaugurare una delle rassegne più importanti per quanto riguarda la promozione della lingua e della cultura italiane. “La letteratura di confine è un tema che calza a pennello a questa nostra realtà”, sono state le parole di Palmieri la quale ha colto l’occasione di augurare a tutti “buona Settimana”!

Uno dei maggiori scrittori
La conferenza tenuta dalla prof.ssa Gianna Mazzieri-Sanković ha rappresentato un momento di approfondimento culturale di grande rilievo. Per quasi un’ora e mezza, coinvolgendo studenti, alunni e autorità presenti, la relatrice ha illustrato con passione la vita e la produzione di Osvaldo Ramous, definendolo “un grande autore di cui non mi stancherò mai di parlare”.

Attraverso l’analisi di passi scelti dalle sue opere, l’intervento ha offerto una panoramica completa sulla poetica, sull’apporto letterario e sul ruolo culturale di uno dei maggiori scrittori della Fiume novecentesca, restituendo al pubblico la complessità e la vivacità di un autore poliedrico, capace di attraversare generi e contesti diversi con la stessa profondità e sensibilità.

Osvaldo Ramous, nato a Fiume nel 1905, inizia la sua attività culturale nel giornalismo, collaborando con numerose riviste. La sua carriera teatrale, intensa e innovativa, lo vede direttore dal 1946 al 1961 del Dramma Italiano del Teatro Nazionale “Ivan de Zajc di Fiume”, dove cura ben 46 regie e traduce in italiano numerose opere della drammaturgia jugoslava. Parallelamente, scrive drammi, radiodrammi e una ricca produzione poetica, lasciando dieci raccolte di poesie e circa 400 saggi pubblicati su riviste internazionali. Pluripremiato e riconosciuto come mediatore culturale tra due mondi, Ramous si spegne nella sua città natale nel 1981, lasciando un’eredità straordinaria per la cultura italiana di Fiume.

Come spiegato da Mazzieri-Sanković, Ramous rappresenta la continuità della tradizione letteraria italiana nel territorio fiumano. Poligrafo e versatile, spazia dalla poesia al romanzo, dal dramma al saggio, dai radiodrammi al racconto, offrendo una riflessione costante sull’uomo, sulla sua fragilità, sul rapporto con il tempo, con la morte, con il luogo e con la storia. Da un lato, è ambasciatore di cultura, organizzatore di tournée teatrali e traduttore; dall’altro, riconosce il proprio ruolo di appartenente alla minoranza italiana, difendendo instancabilmente radici e tradizioni.

Identità e cosmopolitismo
Il cosmopolitismo di Ramous si manifesta anche nella sua capacità di costruire ponti tra culture: nel 1964 organizza a Cittadella il primo convegno tra scrittori italiani e jugoslavi, abbattendo barriere ideologiche e trasmettendo alle nuove generazioni la consapevolezza di un orientamento culturale aperto al mondo. “Ramous parla al mondo ed è uno scrittore mondiale; anche se parla il fiumano, Ramous è cittadino del mondo”, ha sottolineato la relatrice.

Cresciuto in una Fiume mitteleuropea, città di frontiera aperta a lingue e culture diverse, Ramous attraversa i profondi mutamenti del secondo dopoguerra. La città, che nel corso di cinque decenni muta cinque volte cittadinanza ai propri abitanti, vede concludersi il conflitto con l’esodo della maggior parte della popolazione italiana. È proprio questa esperienza a spingerlo a narrare i cambiamenti dell’identità cittadina nel romanzo “Il cavallo di cartapesta”, considerato una vera e propria biografia di Fiume.

La conferenza ha dedicato particolare attenzione alla poesia di Ramous, mezzo privilegiato con cui l’autore restituisce il ritratto di un’umanità di confine e del mondo che la circonda. Alcune poesie, come “La scala”, affrontano temi universali quali vita e morte, rivelando un legame con la tradizione foscoliana e una riflessione sull’ignoto. Altre poesie come “Il ritratto sfuggente”, “Epitaffio”, “In quell’attimo”, “Io so” e “Libertà segreta” mostrano la proiezione verso il futuro, l’intimità con la morte e l’amore per la natura vissuta concretamente, tra passeggiate e scampagnate a Drenova.

Valori universali
Il poligrafo fiumano, come evidenziato dalla relatrice, lascia una mole straordinaria di scritti, veri e propri documenti che testimoniano una vivacità intellettuale senza pari e offrono lezioni universali su storia, lingua, cultura, radici, tradizioni e costumi. La modernità del pensiero ramousiano risiede anche nella difesa dell’identità fiumana e italiana, ma sempre in dialogo con il mondo: nel 1953 supera l’esame di esperanto insieme alla moglie per comunicare più ampiamente con culture diverse.

Ramous costruisce ponti culturali di respiro internazionale: sarà lui il primo a ricevere l’intervista di Ivo Andrić dopo il conferimento del Premio Nobel. I suoi radiodrammi, trasmessi negli anni ’60 e ’70 a Buenos Aires, Berlino e sulle onde di Radio Capodistria, testimoniano la sua capacità di dialogare con un pubblico globale. Tra i suoi interlocutori figurano nomi come Miroslav Krleža, Enrico Morovich e Drago Ivanišević, confermando il ruolo di Ramous come protagonista di una cultura aperta, dialogica e profondamente umana.

La conferenza di Mazzieri-Sanković – che ha inaugurato la 25esima Settimana della lingua italiana nel mondo a Fiume – ha illustrato non solo la figura di Osvaldo Ramous come scrittore e poeta, ma soprattutto il ritratto di un uomo che, con intelligenza, sensibilità e passione, ha saputo incarnare il valore universale della cultura, costruendo ponti tra popoli, epoche e linguaggi.

 

La prof.ssa Gianna Mazzieri-Sanković. Foto Goran Žiković
La console Iva Palmieri

 

Foto Goran Žiković

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