Obersnel: «Invito il premier a Fiume per un caffè». La risposta: «Una provocazione»

Il premier Andej Plenković e il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel. Foto Goran Kovacic/PIXSELL

Prosegue la polemica dopo le dichiarazioni del primo ministro e presidente dell’HDZ, Andrej Plenković, sulla vicenda Three Monkeys. Per tutta risposta il portale Index.hr ha invitato ieri gli internauti a dichiararsi persone o membri dell’HDZ. Tralasciamo ogni commento a riguardo in quanto il sondaggio si commenta da sé. Riportiamo, invece, le prese di posizione dei politici in merito al post pubblicato il 12 febbraio scorso sul profilo Facebook del bar Three Monkeys di Fiume, nel quale s’invitano i tesserati, gli elettori e i simpatizzanti dell’HDZ a non frequentare il locale. Un comportamento stigmatizzato dai vertici dell’HDZ che lo hanno definito di matrice razzista. Ieri l’altro commentando l’accaduto in margine alla celebrazione della giornata della Biblioteca nazionale e universitaria di Zagabria (NSK) Plenković aveva parlato di “gesto discriminatorio e razzista, a un passo dal fascismo”, esprimendo biasimo per l’atteggiamento assunto nei confronti dell’accaduto dagli esponenti di alcune forze politiche avversarie dell’HDZ. Un intervento, quello di Plenković, che aveva innescato un batti e ribatti a distanza con il sindaco uscente di Fiume, Vojko Obersnel, il quale replicando alle dichiarazioni rilasciate dal capo del governo aveva affermato che nel capoluogo quarnerino non albergano né il razzismo né il fascismo.
Ieri Obersnel è tornato sull’argomento invitando il capo del governo a venire a Fiume e a prendere un caffè assieme. “L’invito al premier a venire a Fiume è valido in qualsiasi momento. Non c’è appuntamento di rilievo al quale non sia stato invitato, poi se a presenziare sia lui personalmente o qualcun altro a suo nome è un altro discorso. Possiamo sederci in qualsiasi caffetteria incluso il Three Monkeys”, ha dichiarato Obersnel parlando davanti alle telecamere del network informativo N1. Ha ribadito di aver reagito prontamente al post del ristoratore fiumano, emanando un comunicato stampa ufficiale nel quale ha invitato alla calma e sottolinea di non accettare che i fiumani siano etichettati in alcun modo, nemmeno in base all’appartenenza a un partito politico. Obersnel ha detto di ritenere che il post incriminato vada inteso come un gesto impulsivo di un ristoratore esasperato a causa della situazione connessa alla pandemia, ossia alle misure anticovid.

Radicalizzazione

Osservando che in Croazia è evidentemente in atto un processo di radicalizzazione Obersnel ha rinfacciato al premier di non aver reagito altrettanto prontamente in occasione di fatti che dal suo punto di vista appaiono ben più gravi, ad esempio le minacce rivolte all’autore della controversa stella rossa a cinque punte installata nel settembre scorso sul tetto del Grattacielo di Fiume. Ha dichiarato infine di essersi ricreduto nei confronti di Plenković, che inizialmente aveva giudicato essere “un politico moderato ed europeista, in grado di cambiare il volto dell’HDZ”.

Oggi noi e domani chi?

A replicare a Obersnel ieri non è stato più Plenković personalmente, bensì il portavoce del governo, Marko Milić. “Qui non stiamo parlando dello scontro tra il premier e un imprenditore. Non ci faremo trarre in inganno da queste provocazioni. Queste reazioni riflettono il nervosismo che vige a Fiume in seno all’SDP”, ha dichiarato Milić. L’addetto stampa ha invitato a non strumentalizzare le parole del primo ministro e a riflettere su cosa sarebbe successo se a essere stati invitati a non frequentare un locale fossero stati i tesserati, gli elettori o i simpatizzanti dell’SDP. “Se ci riduciamo a tollerare in silenzio questo genere di situazioni domani, forse, qualcuno potrebbe dire di non voler servire nel proprio locale persone appartenenti a una nazionalità diversa dalla sua, di un colore della pelle diverso dal suo, di orientamento sessuale diverso dal suo o di una confessione religiosa diversa dalla sua”, ha notato Milić.

Un accostamento scioccante

Nella polemica si è incluso ieri pure il presidente dell’SDP, il politico istriano Peđa Grbin, dichiarandosi turbato dalle tesi espresse da Plenković. “Per me la discriminazione è una cosa intollerabile. Ritengo che avrebbe potuto (il titolare del Three Monkeys) articolare diversamente il suo malessere nei confronti dell’operato del governo. La reazione del capo del governo però mi ha scioccato molto di più. Paragonare se stesso, l’HDZ – che in Croazia è al governo e che troppo spesso ha abusato del suo potere, anche in modo discriminatorio –, con le sofferenze patite dagli ebrei durante la Seconda guerra mondiale mi pare indecente”, ha dichiarato Grbin, incalzato dai giornalisti durante una conferenza che sarebbe dovuta essere incentrata sull’agricoltura.

Una tesi miserabile

Una tesi, quella espressa da Grbin, che il premier, in margine alla cerimonia d’inaugurazione dell’Adriatic Business Centar di Sebenico, ha definito “miserabile, patetica, sbagliata, non corretta, erronea e del tutto mancata dal punto di vista politico”. “Probabilmente – ha proseguito il premier – non ha seguito il gioco. Si è incluso nella vicenda in ritardo e con un approccio sbagliato”. “Se qualcuno dice che i tesserati, i simpatizzanti e gli elettori dell’HDZ non sono i benvenuti significa che li sta discriminando”, ha ribadito Plenković, riferendosi al post sul profilo facebook del Three Monkeys. Plenković ha spiegato di aver deciso di reagire appena dieci giorni dopo la pubblicazione del post, dopo aver constatato che nessun altro aveva ritenuto necessario farlo pubblicamente. Ha ammesso anche di non aver gradito il passaggio del post della discordia, nel quale l’autore rinfaccia a lui, nella sua veste di presidente dell’HDZ, di etichettare con l’appellativo di serbo e di četnik chiunque abbia un’opinione diversa dalla sua. “Se il prefisso di quel post fosse stato inverso, ad esempio se il gestore del bar fosse un membro dell’HDZ e se avesse detto di non voler accogliere i simpatizzanti e gli elettori dell’SDP, i serbi, gli ebrei i rom o i tifosi dell’Armada si sarebbe scatenato un putiferio”, ha concluso il leader dell’HDZ.
Ieri l’altro, si ricorda, il difensore civico Lora Vidović ha dichiarato che scegliere gli avventori di un bar richiamandosi a preferenze politiche può configurarsi come una discriminazione su base politica vietata dalle leggi e dalla Costituzione. Per tale motivo ha avviato un’inchiesta e chiesto delucidazioni al gestore del Three Monkeys.

Facebook Commenti