Un violento nubifragio ha colpito tra lunedì 1 e martedì 2 settembre la zona nord-occidentale dell’Istria, provocando gravi allagamenti e danni ingenti soprattutto nell’area di Cittanova. In appena un’ora sono caduti più di 100 litri di pioggia per metro quadrato e, nell’arco di due ore, sono stati registrati quasi 2000 fulmini.
Le strade della città si sono trasformate in torrenti, scantinati e abitazioni sono finiti sott’acqua, mentre tra le strutture più colpite figurano l’asilo comunale, la casa di riposo e la palestra cittadina. Dalla mattina sono al lavoro vigili del fuoco, squadre comunali e volontari per mettere in sicurezza le aree più esposte.

Il sindaco di Cittanova, Anteo Milos, ha confermato per il tg di Htv che in diversi punti si sta ancora procedendo al pompaggio dell’acqua. “La priorità è riaprire l’asilo e la casa di riposo – ha spiegato –. Sono già iniziate le operazioni di disinfezione e asciugatura degli spazi allagati. Per la palestra comunale crediamo di poter rimediare ai danni in pochi giorni”.
Il Comune ha invitato i cittadini a segnalare entro sette giorni i danni subiti, così da poter avviare le pratiche per la dichiarazione di calamità naturale. Le prime stime non sono ancora disponibili, ma si teme un impatto rilevante anche sull’agricoltura, con vigneti e oliveti particolarmente esposti, oltre che su strutture turistiche, abitazioni private e edifici pubblici.
«Non solo cambiamenti climatici, ma anche troppe nuove costruzioni»
Molti residenti hanno descritto la situazione come senza precedenti. “Mai visto nulla di simile in 30 anni”, ha raccontato Vlado, residente a Daila. Alcuni puntano il dito non solo contro il cambiamento climatico, ma anche contro la crescente cementificazione e la chiusura dei corsi d’acqua naturali: “Da quando si è costruito troppo, i canali non riescono più a smaltire la pioggia”, ha sottolineato Denis di Fermici.

I vigili del fuoco hanno risposto a oltre 170 chiamate solo tra Umago, Buie e Cittanova, con 80 uomini e 30 mezzi impegnati nelle operazioni. “Ripetiamo da tempo che la gestione delle acque va affrontata in modo sistematico, fin dalla pianificazione urbanistica – ha commentato Dino Kozlevac, comandante dei pompieri istriani –. In passato era più curata, oggi è trascurata. Il problema è quanto riusciremo ancora a reggere il ritmo imposto dai cambiamenti climatici”.
Anche il governatore istriano Boris Miletić ha assicurato che, una volta completata la stima dei danni, sarà proclamato lo stato di calamità. Le valutazioni definitive sono attese nei prossimi giorni.
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