«Non finché sarò sindaco di Pola»: Grbin chiude le porte a Thompson

Il concerto che divide l’Istria e riaccende la polemica sull’Arena

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«Non finché sarò sindaco di Pola»: Grbin chiude le porte a Thompson
Il sindaco di Pola, Peđa Grbin. Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

“L’Istria si è rialzata dall’ombra, l’Arena di Pola ti aspetta”. La scritta, comparsa su uno striscione tra il pubblico sabato scorso 10 gennaio durante il primo concerto di Marko Perković Thompson a Parenzo, ha acceso una polemica destinata ad allargarsi ben oltre la musica. Un messaggio carico di significati politici e simbolici, che ha trovato eco anche sul palco. Il giorno successivo, durante il secondo concerto, è stato lo stesso Thompson a commentarlo, spiegando che “non è ancora il momento per un concerto di quel tipo, ma l’interesse esiste”.

Parole che hanno riaperto una ferita mai del tutto rimarginata nel rapporto tra il cantante e parte delle istituzioni istriane, in particolare a Pola. Qui l’eventualità di un suo concerto all’interno dell’Arena, uno dei simboli della città, viene esclusa con decisione dal sindaco Peđa Grbin. In un’intervista al quotidiano Večernji list, il primo cittadino ha ricordato come il regolamento comunale del 2018 sull’uso dell’anfiteatro stabilisca che gli eventi autorizzati debbano essere di interesse per la città e coerenti con i valori promossi dallo Statuto di Pola.

“Tenendo conto di questi principi – ha spiegato Grbin – non vedo come possa esibirsi a Pola qualcuno che ritiene tragico o negativo il fatto che l’Istria nel 1945 sia entrata a far parte della Croazia, ovvero che sia stata liberata e posta sotto il controllo croato”. Un riferimento diretto alle posizioni politiche spesso attribuite a Thompson, figura popolarissima per una parte del pubblico, ma considerata divisiva per i suoi testi e per i richiami al nazionalismo croato.

Il sindaco rivendica inoltre il proprio ruolo istituzionale: in qualità di rappresentante del proprietario degli spazi cittadini, ha il potere di vietare l’utilizzo delle strutture comunali. “Finché sarò sindaco – ha aggiunto – Thompson non si esibirà a Pola negli spazi gestiti dalla città. Dove il Comune non ha competenza, naturalmente, le decisioni spettano ad altri”.

Una posizione netta, che riflette una linea politica e culturale precisa e che riaccende il dibattito sul confine tra libertà artistica, memoria storica e valori civici. In Istria, regione da sempre sensibile alle questioni identitarie, la musica torna così a essere terreno di scontro, specchio di divisioni più profonde che attraversano la società croata contemporanea.

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