Nemmeno il giorno dopo si placano le polemiche sull’accoglienza riservata alla nazionale croata di pallamano, tornata a Zagabria con la medaglia di bronzo agli Europei. Anzi, la giornata successiva al bagno di folla in piazza bano Jelačić ha aperto un fronte politico durissimo, con accuse dirette del sindaco Tomislav Tomašević al governo e all’Hdz.
Secondo il primo cittadino della capitale, quanto accaduto durante il concerto di Marko Perković Thompson sarebbe la prova che il partito di governo esercita un controllo diretto sul cantante. A rafforzare questa tesi, sostiene Tomašević, il fatto che lunedì sera Thompson non abbia eseguito la canzone Čavoglave e che in piazza non si siano uditi saluti ustascia.
Il sindaco di Zagabria ha convocato una conferenza stampa il giorno successivo al ricevimento ufficiale dei pallamanisti. Migliaia di tifosi avevano accolto la nazionale nella piazza principale della capitale, dove i giocatori, guidati dal commissario tecnico Dagur Sigurdsson. Tra gli ospiti musicali, appunto, Marko Perković Thompson.
Una presenza che ha fatto discutere fin dall’inizio. Nei giorni precedenti, la Città aveva annunciato di essere disposto a organizzare il ricevimento, ma senza concedere il palco a Thompson. Di fronte al rifiuto, la Federazione croata di pallamano aveva inizialmente rinunciato all’evento. A quel punto è intervenuto il governo, che ha deciso di farsi carico dell’organizzazione e ha invitato il cantante a esibirsi.
«Le maschere sono cadute»
“Nell’istante in cui il governo ha preso in mano l’organizzazione, è diventato tutto chiaro”, ha dichiarato Tomašević. “Ho detto già ieri che tutte le maschere sono cadute: il governo e l’Hdz controllano Thompson”. Il sindaco ha poi elencato una serie di esempi per sostenere la propria accusa: “Quando canta all’Ippodromo, si parla di ippodromo ustascia. Quando canta nell’Arena, ci sono saluti ustascia. Invece quando canta in piazza bano Jelačić, a un evento organizzato dal governo, non ci sono né Čavoglave né il saluto ‘Za dom spremni’. Com’è possibile?”.
Da qui l’affondo politico: “Se in quella canzone e in quel saluto non c’è nulla di problematico, perché il governo non gli ha permesso di cantarli?”. Secondo Tomašević, l’Hdz starebbe utilizzando Thompson da oltre un anno come strumento politico contro l’amministrazione cittadina, in vista delle elezioni locali, arrivando ora a “strumentalizzare lo sport per regolamenti di conti politici”.
Accuse pesanti e valori costituzionali
Il sindaco ha parlato apertamente di una battaglia che continuerà: contro i saluti ustascia, in difesa dei valori costituzionali e contro quella che definisce una normalizzazione di simboli e messaggi divisivi. “Non ci lasceremo intimidire”, ha ribadito.
Ma la polemica non si ferma al piano simbolico e politico. Tomašević ha denunciato anche presunte irregolarità legali nell’organizzazione dell’evento. “È stato creato un precedente pericoloso”, ha affermato. “Il governo ha consapevolmente violato la legge sulla gestione comunale. Non ha richiesto né ottenuto il permesso per l’occupazione del suolo pubblico”.
Secondo il sindaco, la violazione sarebbe stata intenzionale e avrebbe portato la polizia a impedire ai vigili urbani di svolgere il proprio lavoro, senza avere alcuna competenza per farlo. “Qualcuno ha dato quell’ordine. Su quale base?”, ha chiesto.
Verso lo scontro istituzionale
Tomašević ha annunciato che la questione non finirà qui. Il presidente dell’Assemblea cittadina si è già rivolto alla Corte costituzionale e la Città voterà una richiesta formale per valutare la legittimità della decisione del governo di assumere il controllo dell’evento.
“Porteremo tutto fino in fondo”, ha concluso il sindaco, promettendo un braccio di ferro istituzionale che rischia di trasformare il trionfo sportivo della nazionale di pallamano in uno dei casi politici più controversi degli ultimi mesi a Zagabria e non solo.
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