Decine di sedie vuote all’Assemblea generale delle Nazioni Unite dove moltissime delegazioni hanno lasciato l’aula in segno di protesta prima del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. All’interno del Palazzo di Vetro si sono alzati anche fischi oltre ad applausi.
Tra coloro che hanno abbandonato l’Assemblea generale ci sono rappresentanti di Paesi arabi, musulmani e africani, ma anche diversi rappresentanti di Stati europei. Il Times of Israel sottolinea che ”i sostenitori di Netanyahu hanno cercato di distogliere l’attenzione dalle diverse centinaia di diplomatici che hanno organizzato la protesta, applaudendo fragorosamente e restando in piedi per diversi minuti”.
Il discorso di Netanyahu
“Non abbiamo ancora finito. Gli ultimi resti di Hamas sono trincerati a Gaza City. Vogliono ripetere le atrocità del 7 ottobre ancora e ancora. Ecco perché Israele deve finire il lavoro il più rapidamente possibile- ha detto il premier israeliano – Ai leader di Hamas rimasti, ai carcerieri dei nostri ostaggi, dico: deponete le vostre armi. Lasciate andare la mia gente. Liberate gli ostaggi, tutti, tutti i 48. Liberateli ora. Se lo farete, vivrete. Altrimenti, Israele vi darà la caccia”.
All’Onu il premier israeliano ha parlato di “false accuse di genocidio” rivolte a Israele. Netanyahu ha inoltre negato di stare obbligando i palestinesi a lasciare Gaza. “Per caso i nazisti chiedevano gentilmente agli ebrei di andarsene? – ha chiesto – Ora vorrei porvi una domanda semplice, una domanda logica: un Paese che sta commettendo un genocidio, implorerebbe la popolazione civile che dovrebbe essere il suo obiettivo di mettersi al riparo? Noi stiamo cercando di farli uscire e Hamas sta cercando di tenerli dentro” la Striscia di Gaza.
“Per Israele ogni vittima civile è una tragedia, per Hamas è una strategia”, ha proseguito Netanyahu, secondo cui “Hamas usa i civili come scudi umani”. Il primo ministro ha quindi spiegato che Israele sta facendo “tutto il possibile” per ridurre al minimo le vittime civili.
Netanyahu ha poi accusato molti leader mondiali di aver “ceduto” ad Hamas “quando le cose hanno iniziato a farsi difficili” per Israele, aggiungendo di stare affrontando una guerra su sette fronti con poco aiuto: “Ci condannate, ci sottoponete a embargo e minacciate battaglia politica e legale contro di noi”. Ma “la vittoria su Hamas renderà possibile la pace con le nazioni di tutto il mondo arabo e musulmano. La nostra vittoria condurrà a una marcata espansione degli storici Accordi di Abramo”.
Il premier ha poi dichiarato che “oltre il 90% degli israeliani è contrario” alla creazione di uno Stato palestinese. “Non è solo una mia politica, o del mio governo – ha affermato – ma è la politica del popolo e dello Stato d’Israele”.
La mappa della «Maledizione»
“Abbiamo distrutto gli armamenti di Assad in Siria, abbiamo colpito le milizie sciite dell’Iran in Iraq e, soprattutto, abbiamo devastato i programmi iraniani di armi atomiche e missili balistici”, ha sottolineato nel corso del suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu.
Netanyahu ha mostrato la mappa aggiornata della ‘Maledizione’, rappresentata dai nemici d’Israele nella regione mediorientale. “Metà della leadership Houthi in Yemen, è andata. Yahya Sinwar a Gaza, è andato. Hassan Nasrallah in Libano, è andato. Il regime di Assad in Siria, è andato – ha detto, segnando delle ‘x’ sui Paesi menzionati – Le milizie in Iraq, se attaccano Israele, se ne andranno anche loro. I comandanti militari iraniani, e i loro migliori scienziati nucleari, andati anche loro”.
Il primo ministro israeliano ha voluto “ringraziare il presidente Donald Trump per aver agito con così tanto coraggio e audacia. Entrambi abbiamo promesso di impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari e abbiamo mantenuto questa promessa”.
Media: a residenti Gaza sms con discorso Netanyahu all’Onu
I media palestinesi riportano che un sms, con il discorso di Netanyahu all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è stato inviato ai palestinesi residenti nella Striscia di Gaza. L’sms si aggiunge alla diffusione del messaggio del premier israeliano nell’enclave palestinese tramite gli altoparlanti.
“Ho circondato Gaza con enormi altoparlanti nella speranza che i nostri cari ostaggi ascoltino il mio messaggio. Non vi abbiamo dimenticati e non ci fermeremo finché non vi riporteremo tutti a casa”, ha detto Netanyahu all’Assemblea Generale dell’Onu, prima in inglese e poi in lingua ebraica.
“Coraggiosi eroi, questo è il primo ministro Netanyahu che vi parla in diretta dalle Nazioni Unite. Non vi abbiamo dimenticato, nemmeno per un secondo. Il popolo d’Israele è con voi. Non vacilleremo e non ci fermeremo finché non vi avremo ricondotti tutti a casa”, le parole del premier rivolgendosi agli ostaggi ancora trattenuti a Gaza.
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