Nessun conflitto sull’uso dell’italiano

Alla Comunità degli Italiani di Pola si è fatto il punto sull’attuazione del Trattato bilaterale italo-croato sui diritti delle minoranze. Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

“Proficuo e propositivo”. Così gli esponenti della Comunità Nazionale Italiana hanno definito l’incontro avuto oggi, martedì, con il ministro dell’Amministrazione, Ivan Malenica, che alla Comunità degli Italiani di Pola ha incontrato in mattinata il vicepresidente del Sabor nonché deputato della minoranza nazionale italiana al Parlamento croato, Furio Radin, il f.f. di presidente della Regione istriana, Fabrizio Radin, la vicepresidente della Regione istriana eletta in quota CNI, Giuseppina Rajko, la vicepresidente dell’Assemblea regionale istriana nonché presidente della CI di Pola, Tamara Brussich, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, il presidente dell’Assemblea dell’UI, Paolo Demarin, e il presidente del Consiglio della minoranza nazionale italiana autoctona della Regione istriana, Gianclaudio Pellizzer.

Tamara Brussich e Ivan Malenica.
Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Riunione a porte chiuse
Si è discusso dell’attuazione del Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Croazia sui diritti delle minoranze del 1996. “Naturalmente si è discusso anche di altri argomenti”, è stato puntualizzato al termine della riunione, tenutasi a porte chiuse e durata due ore circa. Il primo a rivolgersi alla stampa è stato il ministro Malenica, che ricordato il tema della discussione si è detto soddisfatto dalla riunione. Un incontro nel corso della quale si è discusso di diritti della CNI e della loro implementazione negli uffici pubblici e non soltanto. A tale proposito, il ministro ha citato l’esempio della Città di Rovigno, dove soltanto nel corso del 2018 oltre 500 pratiche amministrative sono state evase nel rispetto del bilinguismo. Il ministro ha successivamente nominato anche la Città di Buie quale esempio da seguire per quanto riguarda il rispetto del bilinguismo e dei diritti della CNI. Furio Radin ha ringraziato il ministro per aver accolto il suo invito e ha dichiarato che mai come oggi i problemi della CNI e del bilinguismo negli uffici dell’amministrazione statale, e non soltanto, sono stati trattati con tanta profondità. Radin ha inoltre evidenziato che “durante l’incontro non è emerso alcun conflitto tra le parti” e che “non c’è stata alcuna proposta o azione volta a fini diversi dal volere aumentare il livello del bilinguismo in Istria”.
Statuti al setaccio

Paolo Demarin, Maurizio Tremul e Furio Radin

Fabrizio Radin ha aggiunto che all’amministrazione regionale è stato affidato il compito di formare una commissione di esperti (professionalmente neutri), che in futuro dovrà seguire l’applicazione del bilinguismo e segnalare eventuali problemi quotidiani che potrebbero scaturire dall’applicazione dei vari articoli dello Statuto della Regione istriana e degli Statuti di tutte le unità di autogoverno locale in Istria. Maurizio Tremul ha fatto sapere di aver consegnato al ministro un promemoria sulla situazione dell’attuazione dei diritti della CNI in Croazia a vari livelli; dall’amministrazione pubblica alla scuola, alla giustizia, ai media, alla cultura. “Al ministro Malenica è stato consegnato anche un documento che fa stato dei diritti riconosciuti nell’ex Zona B e nello Statuto della Città di Rovigno, in modo tale che ci sia una base da cui partire per poter concretamente decidere come attuare gli articoli 2 e 3 del Trattato italo-croato sulle minoranze dedicati all’estensione graduale dei diritti previsti per gli italiani nell’ex Zona B” ha aggiunto Tremul, il quale ritiene che “questo è stato un incontro positivo e propositivo poiché sono stati individuati alcuni passi importanti da portare avanti nell’attuazione quanto più concreta dei dettami del Trattato”. Gianclaudio Pellizer ha illustrato al ministro i punti deboli dell’amministrazione statale nella sfera del bilinguismo. In conclusione ha ribadito che ciò che interessa sono i risultati che conseguiranno dall’incontro. In sintesi, ciò che interessa a Pellizzer e a tutti i presenti alla riunione è che la tutela dei diritti dei connazionali sia ampliata e armonizzata su tutto il territorio.

A Palazzo Modello il clima è stato sereno nonostante alcuni dei temi trattati attendino ancora le soluzioni. Foto: Ivor Hreljanović

Nel pomeriggio il ministro Malenica, l’On Furio Radin, i presidenti dell’Unione Italiana e della Giunta esecutiva dell’UI, rispettivamente Maurizio Tremul e Marin Corva sono stati ricevuti nel capoluogo quarnerino dalla presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Melita Sciucca, dal presidente dell’Assemblea del sodalizio, Moreno Vrancich, e dal presidente del Consiglio della minoranza nazionale italiana della Regione litoraneo-montana, Flavio Cossetto. Alla riunione, svoltasi nel Salone delle Feste di Palazzo Modello ha partecipato pure il il vicepresidente della Regione litoraneo-montana, Petar Mamula. Anche a Fiume il tema principale dell’incontro è stato incentrato sul Trattato italo-croato sulle minoranze. Nello specifico, si è discusso di come fare per rendere finalmente attuale l’invito a un graduale estensione dei diritti acquisiti a tutto il territorio di insediamento storico della CNI. “Credo che dopo quasi un quarto di secolo sia giunto il momento di fare dei passi avanti anche a Fiume”, ha osservato Radin, che ha cercato più volte di strappare qualche promessa ai suoi interlocutori istituzionali.

Melita Sciucca, Petar Mamula e Ivan Malenica. Foto: Goran Žiković

Melita Sciucca ha raccontato al ministro il ruolo della CI in città e di come spesso i connazionali si trovino costretti a spiegare la loro storia e le peculiarità delle attività promosse a tutela dell’identità, della cultura e della lingua italiane a chi si dovrebbe occupare della tutela dei diritti minoritari sul territorio. Flavio Cossetto ha parlato dell’ottima collaborazione instaurata con la Regione, ma ha chiesto al ministro più attenzione per quanto riguarda il rilascio dei documenti d’identità in formato trilingue. Secondo lui può capitare che l’impiegato di turno crei problemi a chi non ha un cognome dal suono italiano.

Foto: Goran Žiković

Vrancich ha chiesto aiuto per rivedere lo Statuto della Città di Fiume, affinché non si ripeta il caso che in seno al Consiglio municipale al consigliere eletto in quota CNI possa subentrare un non connazionale, senza che si possa fare nulla a riguardo.
Malenica e Mamula si sono detti entrambi propensi ad approfondire la tematica, ma a riguardo non hanno assunto alcun impegno concreto. Dal canto suo Radin ha promesso che vigilerà affinché si torni sull’argomento.

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