Croazia, aumento dello stipendio minimo: «Non basta»

Al APrlamento di Zagabria la presentazione delle modifiche alla legge con le quali verranno introdotti nuovi criteri per determinare la maggiorazione a 970 euro lordi

0
Croazia, aumento dello stipendio minimo: «Non basta»
Una recente manifestazione sindacale a Zagabria.

Sono circa 95mila i lavoratori che attualmente in Croazia percepiscono lo stipendio minimo che ammonta a 840 euro. Il dato è stato reso noto in sede parlamentare dove si è avuta la presentazione delle modifiche alla legge con le quali verranno introdotti nuovi criteri per determinare il salario minimo. Stando a quanto annunciato dal governo, la paga minima a partire dall’anno prossimo ammonterà a 970 euro, ossia 130 euro in più.
Il segretario di Stato presso il ministero del Lavoro, del Sistema pensionistico, della Famiglia e delle Politiche sociali, Ivan Vidiš, presentando le modifiche alla legge sul salario minimo, che si adeguano alla direttiva europea, ha affermato che almeno il 50% del salario lordo medio, o il 60% del salario mediano, è considerato un importo adeguato del salario minimo in uno Stato membro.
Vidiš ha inoltre avvertito che si tratta di uno strumento estremamente sensibile con un enorme impatto sui salari dell’intera economia e crea determinate difficoltà ai datori di lavoro. “Non è certo nell’interesse del governo avere un’ondata di licenziamenti. Pertanto sono previste alcune misure compensative per i settori più vulnerabili”, ha spiegato il segretario di Stato.
Ancor prima dell’inizio del dibattito al Sabor sulla proposta di modifica alla legge sul salario minimo, l’opposizione aveva avvertito che la “paga minima” non copre il costo della vita, perché la metà delle persone che ricevono tale salario hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. E lo hanno ribadito nuovamente in sede parlamentare mentre i deputati della maggioranza sono stati, ovviamente, di tutt’altro parere.
Il deputato fiumano Marin Miletić (Most) ha sottolineato che l’aumento del salario minimo, che finora ammontava a 840 euro lordi, e che dovrebbe arrivare a 970, non è sufficiente per una famiglia media di quattro persone con due figli. “Dovrebbero essere dei ‘maghi’ per arrivare a fine mese senza indebitarsi e senza che il loro conto in banca vada in rosso”. “Allo stesso tempo – ha aggiunto – i pensionati riescono a malapena a sbarcare il lunario e con l’introduzione dell’euro i prezzi sono saliti alle stelle mentre l’inflazione è enorme. Un lavoratore dovrebbe poter vivere bene con il suo stipendio. E oggi in Croazia non è possibile”.
Majda Burić (HDZ) ha dichiarato che durante il mandato del premier Andrej Plenković il salario minimo è aumentato finora del 103% e con l’aumento annunciato a partire dall’inizio del prossimo anno la paga minima aumenterà complessivamente di 134 punti percentuali. “Ma non è tutto perché il Governo ambisce a portarlo ad almeno 1.250 euro entro la fine del mandato”, ha aggiunto.
Ciò ha suscitato una serie di reazioni da parte dei deputati dell’opposizione. Secondo Ivica Ledenko (Most) Burić non fa altro che ingannare l’opinione pubblica presentando un “quadro non veritiero”, affermando che la Croazia si trova al 15° posto in termini di salario minimo nell’eurozona. Gli sloveni, secondo il deputato del Most, sono al settimo posto con la paga minima più alta del 50% rispetto a quella in Croazia.
Jelena Miloš (Club di Možemo!) ha dichiarato che il suo partito proporrà che il salario minimo venga adeguato due volte all’anno vista l’inflazione galoppante.
“I deputati della maggioranza dovrebbero uscire dalle torri d’avorio create da questo Governo che dovrebbe prestare attenzione alla forza lavoro giovane e di qualità affinché rimanga in Croazia”, ha affermato invece Anka Mrak Taritaš (Club dell’HSS, GLAS e DOSiP).
Il segretario di Stato, Ivan Vidiš, si è detto d’accordo con quanto affermato dai deputati secondo i quali il salario minimo non è sufficiente per una vita normale e dignitosa. “Anch’io vorrei che fosse molto più alto, ma non tutto può essere risolto solo con la paga minima. Ci sono anche gli assegni familiari, la fissazione dei prezzi di alcuni prodotti, e parte dell’onere deve essere sostenuto dalle unità locali, attraverso sgravi fiscali”, ha affermato il segretario di Stato.
Anche due organizzazioni sindacali hanno voluto esprimersi in merito al salario minimo. La Confederazione dei Sindacati autonomi della Croazia (SSSH) e i Sindacati indipendenti croati (NHS) hanno accolto positivamente la proposta governativa di portare a 970 euro la paga minima a partire dal 2025. Ma l’NHS ha ribadito che lo stipendio minimo, secondo i calcoli della sigla sinacale, dovrebbe ammontare a 1.093,65 euro.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display