Mrčela e Dobronić soddisfano la maggioranza

Si profila la fine di una saga. L’HDZ pronto, in concerto con i suoi partner politici, a sostenere entrambi i candidati alla presidenza della Corte suprema

Marin Mrčela

I l Presidente della Repubblica, Zoran Milanović, ha ammesso di essere stupito che la coalizione di maggioranza non abbia ancora rotto gli indugi e indicato quale tra i candidati in lizza per la presidenza della Corte suprema può fare affidamento sul suo appoggio al Sabor. L’inquilino del Pantovčak non ha gradito l’annuncio dei partner di maggioranza che ieri hanno deciso di concedere ai loro rappresentanti in seno alla Commissione parlamentare per la giurisprudenza di scegliere secondo coscienza se sostenere la candidatura del giudice Marin Mrčela (titolare della Sezione penale della Corte suprema e dal luglio scorso f.f. di presidente della Corte suprema), oppure quella del giudice Radovan Dobronić (Tribunale commerciale di Zagabria). Milanović reputa che ciò denoti come in seno alla maggioranza la scelta del futuro coordinatore della Corte suprema, massima istanza giuridica del Paese, sia estremamente politicizzata. Il Presidente ha confermato che sarebbe più contento se l’incarico venisse affidato Dobronić. “L’elezione del presidente della Corte suprema da parte del Sabor ha una sua valenza politica, ma andare per le calende greche come se si stesse redigendo il manifesto dal quale dipende la sorte del popolo croato è esagerato”, ha affermato Milanović. Successivamente il presidente dell’HDZ, il primo ministro Andrej Plenković ha annunciato che se il Capo dello Stato dovesse proporre al Sabor di eleggere Radovan Dobronić, il giudice noto al grande pubblico per aver celebrato il processo attinente ai prestiti vincolato al cambio del franco svizzero godrà dell’appoggio dei deputati della maggioranza. Plenković ha difeso la scelta d’appoggiare, in sede di Commissione parlamentare sia la candidatura di Mrčela sia quella di Dobrinić. “Il nostro è un approccio savio teso a porre fine a questa saga, che non ha prodotto nulla di buono per la giustizia croata”, ha affermato Plenković. In base all’ordinamento croato a indicare il compito di proporre al Sabor il nome del potenziale candidato alla presidenza della Corte suprema spetta al Presidente della Repubblica. Milanović non fa mistero di non gradire la procedura che disciplina la materia. Inizialmente aveva anche provato ad “aggirarla”, tentando (invano) di candidare a tale ruolo la professoressa Zlata Đurđević sebbene non si fosse presentata al primo invito pubblico del Consiglio di Stato del potere giudiziario (DSV). Anche per questa ragione la candidatura di Zlata Đurđević (che aderì al secondo bando del DSV) venne infine bocciata dal Sabor.

Radovan Dobronić

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