La 17esima edizione della Fiera del Monte Maggiore, che come da tradizione si svolge la prima domenica di settembre in zona Sella Poklon, ha nuovamente confermato di essere il cuore pulsante dell’Istria e del Quarnero. Un evento che non conosce mode né confini: raduna ogni anno centinaia di visitatori e più di cinquanta espositori. L’atmosfera, come sempre, è stata quella di una grande festa popolare: famiglie, bambini, giovani e anziani, tutti immersi in un paesaggio naturale che da solo vale la gita. Ma la fiera non è soltanto una passeggiata all’aria aperta: è un tuffo nelle radici, un’occasione per toccare con mano la ricchezza culturale e gastronomica della nostra terra.
Per quanto riguarda la parte artistico-culturale, sul palco principale il programma è stato condotto da Robert Ferlin. Sono saliti a esibirsi gli allievi della Scuola di fisarmonica ‘Niko Poles’, i ‘Žejanski kntaduri’, il Gruppo folcloristico GD ‘Sokol’ arrivati da Pinguente, il gruppo etno ‘Veja’ e, a chiudere in grande stile, le vere star di quest’edizione, ovvero Mauro Staraj con il gruppo ‘La Banda’.
Quest’anno gli stand hanno proposto il meglio della produzione locale: formaggi stagionati, salumi profumati, miele di acacia e di fiori di bosco, oli extravergine monovarietali, vini che da soli evocano un intero territorio come la malvasia e il terrano. E poi i piatti preparati sul momento: la celebre frittata con aglio selvatico e pancetta casereccia, il gulasch di selvaggina, le salsicce con crauti, arrosti di ogni tipo, senza dimenticare la dolcezza delle frittelle con cioccolato bianco e nero, delle celebri paste lievitate arrotolate con ripieno ‘makovnjača’ (semi di papavero) e della ‘orehnjača’ (noce tritata), delle crostate e delle torte casalinghe.
Non mancavano i prodotti artigianali, gli abiti con decorazioni tipiche, gli utensili di un tempo e le dimostrazioni di antichi mestieri. E, come sempre, gli animali autoctoni hanno attirato la curiosità dei più piccoli: la pecora ‘pramenka’, il bue boscarino, gli asinelli, i vitellini. Non un semplice zoo all’aperto, ma la testimonianza di un mondo che resiste all’omologazione globale. Oltre alle solite foto, c’era la possibilità, per i piccoli di poter salire in sella all’asinello.

















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