Monossido di carbonio. Colpisce in modo subdolo

Gli agenti della Criminal pol sull'Atlantia. Foto: Ivo Cagalj/PIXSELL

L’autopsia del manager italiano morto conferma l’avvelenamento da monossido di carbonio.
I medici dell’ospedale di Spalato hanno rivelato di aver trovato nel sangue dei pazienti un’alta concentrazione di carbossiemoglobina, conseguenza appunto dell’inspirazione di monossido di carbonio.

L’avvelenamento da monossido di carbonio avviene in maniera subdola. E’ un gas che risulta incolore e inodore e i sintomi manifestati dagli individui intossicati sono piuttosto aspecifici e generici.
Se non viene diagnosticata e trattata in maniera tempestiva, l’intossicazione da monossido di carbonio presenta risvolti tragici, quali il coma e come successo a Spalato e in altri casi (stufe difettose) porta alla morte.

Il meccanismo con il quale s’instaura l’intossicazione è correlato alla capacità del monossido di carbonio di legarsi all’emoglobina – presente nei globuli rossi – con un’affinità maggiore rispetto a quella dell’ossigeno. Il CO, possedendo un’elevata affinità per l’emoglobina (Hb), spiazza il legame dell’ossigeno con la suddetta proteina, portando alla formazione della carbossiemoglobina (COHb). Questa non è in grado di rilasciare ossigeno ai tessuti come, invece, accade con l’emoglobina.

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